Mibact, Urbino(Confsal-Unsa Beniculturali): riforma Madia e trasparenza amministrativa non applicate

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GIUSEPPE URBINO(SEGR.NAZIONALE CONFSAL-UNSA BENICULTURALI):

 Esiste uno spazio parallelo.

Dirigenti in pensione che da anni continuano ad avere incarichi di responsabilità in barba alla circolare Madia del 2014

 

 

(MeridianaNotizie) Roma, 9 dicembre 2019 – “La trasparenza chiave della riforma della pubblica amministrazione dell’azione amministrativa e della gestione delle risorse pubbliche anche come antidoto per prevenire fenomeni di corruzione”.

Parole della ex ministra Marianna Madia, volto pulito del PD, che pochi anni fa sotto la voce riforma prometteva nuove luci nel settore pubblico – afferma Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della Confsal Unsa Beni Culturali – sono invece comparse tante ombre e regole poco applicate, poco osservate nonostante dal 2014 la ministra ha parlato chiaro e messo nero su bianco come comportarsi con il personale dei ministeri(dirigenti compresi) sui cosiddetti incarichi a titolo gratuito.

 

Nel settore beni culturali  – prosegue il sindacalista – personale esterno e personale in pensione partecipa a riunioni, usa gli uffici, presiede Comitati; non tutti sono in trasparenza, bandi e documenti pubblicati sotto tanti click. Dalle direzioni generali agli uffici di staff del ministro vanno forte anche i dirigenti in pensione: una linea confermata dai reiterati incarichi (oltre tre anni) di presidenza al CUG comitato unico di garanzia e di pari opportunità e in diverse Direzioni Generali e anche qualche Soprintendenza.

L’URP è composto da personale Ales, senza osservanza di normativa (Legge 150 del 7 giugno 2000) e buon senso, ma in rappresentanza piena di una società che mette i suoi sulle attività di comunicazione delle istituzioni.

Trasparenza amministrativa quindi poco vicina agli standard internazionali – conclude Urbino – auspichiamo un intervento urgente prima del ministro Franceschini e  subito dopo della responsabile del dicastero della Funzione Pubblica per far tornare l’ordine evitando deroghe infinite a impiegati e dirigenti che  dopo il periodo di un anno sancito dalla circolare Madia continuano  a fare il bello e cattivo tempo all’interno di un ministero che appare sempre più senza regole”.