Ardea, Lucio Zito risponde a Raffaella Neocliti: «Il minestrone sarà il piatto preferito dei cittadini ?»

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(MeridianaNotizie) Ardea, 8 dicembre 2019 – Botta e risposta tra  Raffaella Neocliti e Lucio Zito accusato di un presunto conflitto di interessi nell’acquisizione di fondi regionali da destinare ad eventi Natalizi.

A seguito della nota della consigliera arriva la risposta del presidente del consiglio di Ardea Zito
«L’Amministrazione partecipa ad un bando regionale – dichiara  Lucio Zito –  che finanzia eventi natalizi a sfondo culturale e di solidarietà con un programma che prevede, fra l’altro, su mio suggerimento, un format unico e specifico sull’integrazione dei bambini disabili (in particolare non vedenti o ipovedenti) attraverso laboratori formativi ed informativi che coinvolgono sia i ragazzi che gli operatori educativi. “A spasso con le dita ®” non ha eguali od imitazioni ed è pertanto prerogativa unicamente della Federazione delle Istituzioni pro Ciechi – ONLUS (www.prociechi.it), l’Ente per cui lavoro, occupandomi, fra l’altro, di un settore completamente diverso da questa iniziativa. Il mio intervento è stato quello di provare ad incastrare le probabili date ardeati nel fitto calendario di “A spasso con le dita ®” e di chiedere la riduzione all’osso dei costi vivi che la Federazione chiede a Enti ed Istituzioni pubbliche o private che vogliano portare sul territorio questa esperienza».

«Non si capisce – commenta Zito – davvero dove possa risiedere il conflitto di interesse (di cui qualcuno dovrebbe spiegare il significato al Consigliere Neocliti) dal momento che non rivesto posizioni apicali o decisionali in seno alla Federazione pro Ciechi; ho un contratto a tempo indeterminato con uno stipendio regolare che si può evincere dalle mie dichiarazioni dei redditi; La Federazione è un Ente morale con un secolo esatto di storia alle spalle, interamente finanziata dallo Stato e con i bilanci controllati da più Ministeri. Inoltre “A spasso con le dita ®” è stato ospitato e pagato da numerosi Enti pubblici con una prassi ormai consolidata che non ha mai sollevato dubbi. In ogni caso aspetto fiducioso la risposta del Segretario Comunale, interpellato sulla questione, per capire se sbaglio. Certo è che sino a che non saranno chiari i fatti, ogni procedura è sospesa.
Tuttavia ciò che davvero sgomenta, oltre al fatto che i bimbi disabili e non di Ardea probabilmente perderanno una buona occasione, è che il Consigliere Neocliti, in ogni sua esternazione, tenda a propinare ai lettori un minestrone variegato e ben condito, da qui la domanda espressa nel titolo».

«Dunque è nostro dovere – precisa il presidente del consiglio – , anche se non siamo giornalisti, quello di fare un po’ di chiarezza:
1)la determina di impegno per 24.400,00 € per il Data Protection Officer, di cui parla Neocliti, non fu certo ritirata per il suo intervento da attento controllore, ma perché l’allora Segretario Comunale, appena subentrato, ritenne opportuno non procedere in quanto nella cifra era compreso anche il servizio di consulenza che doveva accompagnare il Comune nel processo di informatizzazione che è invece iniziato molti mesi dopo. Il Segretario ritenne che non fosse giusto accorpare i due servizi offerti. Plausibile che chi disconosce totalmente la materia ponga come elemento dirimente il confronto con quanto speso da altri Comuni, ma grave è che si usi tale argomentazione come distintivo di giustizia agli occhi dei cittadini ignari, senza aver acquisito una preventiva informazione; 2) in quanto ai 16.000,00 € il cui “congelamento” viene paventato da Neocliti è doveroso precisare che non sono soldi chiesti da me ad alcun titolo e che non sono accantonati da nessuna parte».


«Il fatto – conclude Zito – che ai cittadini va spiegato è che la legge prevede dei rimborsi per il datore di lavoro di coloro che assumono cariche pubbliche e fruiscono dei permessi, sempre sanciti dalla legge, per l’espletamento delle mansioni. I permessi di cui ho fruito sono dichiarati in busta paga dal mio datore di lavoro e le ore trascorse in Comune o al servizio dello stesso, sono testimoniati da coloro che mi coadiuvano in questo lavoro. Per chiarezza io percepisco dal Comune una busta paga di € 500 ca. netti proprio in quanto già lavoratore dipendente e non ho mai chiesto alcun tipo di rimborso ulteriore.
I 16.000,00 € a cui si riferisce Neocliti nel suo minestrone erano un debito fuori bilancio, perché gli uffici, non abituati ad avere amministratori lavoratori dipendenti, non hanno proceduto gli anni scorsi ad impegnare le somme necessarie a rimborsare i datori di lavoro, secondo la legge. Non credo si procederà al riconoscimento del debito, il che darà ordine ad un decreto ingiuntivo.Dunque è davvero il minestrone, il piatto preferito dei cittadini? O l’unico che Neocliti prova a cucinare con pessimi risultati?».