Da oltre 20 anni la “Terra dei Fuochi” miete più vittime del Coronavirus: Sono otto i bambini morti negli ultimi venti giorni!!!

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(Meridiananotizie) Caserta, 27 febbraio 2020 – In tutto il mondo o quasi, è allarme per il Coronavirus e in Italia è scoppiata una vera e propria psicosi e non sapremo mai se l’informazione non chiara sin dall’inizio sia stata frutto di non si sa quale strategia di distorsione della realtà per chissà quali motivi, oppure, frutto di un’improvvisa aggressione di un Virus nuovo che si è diffuso velocemente; così come non sapremo mai, se tale Virus è stato creato sulla base di esperimenti di laboratori biologici in una guerra sorda alla ricerca di strumenti di distruzione che mietono vittime lasciando gli edifici in piedi. Insomma, in tanta incertezza e confusione, una riflessione in casa nostra viene da farla.

Mentre la paura attanaglia la maggior parte dei cittadini, perché 24 ore su 24 i media parlano costantemente di un numero di contagiati dal Virus che aumenta giornalmente (fortunatamente, dati odierni ci dicono che forse ciò stia rallentando), passa in secondo piano un altro flagello per l’Italia, ci riferiamo al dramma che stanno vivendo molti cittadini da quando è scoppiato in Campania, nel sito compreso tra il casertano e Napoli, agli inizi del nuovo millennio, il caso della “Terra dei Fuochi” .

Sono ben 20 anni che il tentativo di liberi cittadini e delle associazioni locali costituite per far fronte a tale dramma, non trovano concrete risposte da parte delle istituzioni Governative.

E’ di questi giorni il report negativo di nuovi morti nell’area oggetto di sotterramenti di rifiuti altamente tossici e cancerogeni. Diventa ancora più allarmante pensare che, in questo caso, rispetto al Coronavirus che diventa pericolo di morte per chi ha gravi patologie in atto ed è molto anziano, nella “Terra dei Fuochimuoiono bambini. Solo negli ultimi 20 giorni sono 8 i fanciulli deceduti a causa di tumori che è inevitabile non pensare di associare alla responsabilità di una contaminazione ambientale provocata, come più volte è stato denunciato dalla stampa, dalla criminalità organizzata.

Giorni fa parlavamo in un nostro articolo della teoria di Chomsky sul decalogo delle “Strategie di distrazioni delle masse” (clicca qui). Ora, non vogliamo dire che sia stato messo in atto da chicchessia, una di queste strategie per spostare l’attenzione da un caso, realmente grave, quello della “Terra dei Fuochi” e che per il momento non presenta nessuna soluzione concreta da parte delle istituzioni per arginarlo, ad un caso che, come si sta rivelando, dopo tanta paura, oggi sembrerebbe né più e né meno pericoloso di un qualsiasi altro virus stagionale influenzale con i quali ci confrontiamo ogni anno.

Però, qualche riflessione è inevitabile su quanto sta accadendo nel nostro Paese e noi, al contrario il “focus” lo vogliamo portare su qualcosa di veramente grave per la popolazione, in primis per quei cittadini che risiedono o transitano giornalmente nell’area denominata, tristemente, la “Terra dei Fuochi“.

Vogliamo che l’allarme diramato in questi giorni dal Comitato delle Mamme “Vittime della Terra dei Fuochi”, non sia solo un grido di dolore nel deserto; non vogliamo rimanga isolato e al contrario vogliamo che divenga un fatto di interesse pubblico e soprattutto di attenzione da parte del Governo che dovrà, una volta per tutte, mettere mano alla bonifica e messa in sicurezza dell’area oggetto di tante morti, oltre a garantire un sostegno a tutte quelle Famiglie colpite da questo flagello che è chiaro ha, sicuramente, dei responsabili.

I “roghi” nella “Terra dei Fuochi” continuano a bruciare e il silenzio assordante delle Istituzioni, sembrerebbe voler “sotterrare“, per usare un eufemismo, la realtà di un fatto doloroso per la nostra Nazione e dispregiativo per la vita umana, creando un solco profondo in quella che dovremmo definire civiltà.

Fa molto pensare, anche quanto accadde in occasione della visita del Presidente Mattarella all’Università Suor Orsola a Napoli nel 2015. Relativamente a quel contesto, il programma di Mediaset, “Striscia la notizia“, mandò in onda delle riprese video di un fatto che non poté non creare sgomento tra i telespettatori e i presenti sul luogo dove si è consumato l’episodio che segue. Nello specifico, nella sala in cui si apprestava a fare il suo intervento il Presidente Mattarella, era presente anche il fondatore dell’Associazione “Terra dei Fuochi”, Angelo Ferrillo, più volte intervistato dal giornalista Mediaset, Abete, in merito alle denunce dei cittadini riguardo il danno ambientale in atto tra Caserta e Napoli, che stava mettendo e tutt’ora continua a mettere a rischio la salute dei cittadini e dove si contano ad oggi numerosi decessi per neoplasie.

E mentre Ferrillo se ne stava tranquillo seduto ordinato al suo posto in sala, ad un tratto, evidentemente, qualcuno lo ha individuato e segnalato agli uomini della sicurezza che di peso, senza nessuna giustificazione lo hanno, letteralmente, trascinato fuori dalla sala

Perché – ci domandiamo – se fino a quel momento Ferrillo si era comportato egregiamente e civilmente? (clicca qui per vedere il Video) Nel video, nella parte finale, c’è un ennesimo disperato appello di Ferrillo al Presidente della Repubblica Mattarella, di intervenire con estrema urgenza in Campania e salvarla dal dramma che la vede coinvolta.

Il dramma della “Terra dei Fuochi”, aggiungiamo noi, non è un Virus influenzale che dopo qualche giorno di quarantena può essere considerato superato…la “Terra dei Fuochi” è un male sociale che offende la dignità dei cittadini e soprattutto la loro salute…uccidendoli!!!

In Italia l’allarme per l’elevato numero di ricoveri e decessi per tumori, viene proprio dalla Regione Campania, dalla “Terra dei Fuochi“, come evidenziato dall’ISS (Istituto

Superiore di Sanità) nell’aggiornamento del rapporto sulla situazione epidemiologica nei 55 comuni osservati e definiti, appunto, dalla Legge 6/2014 come “Terra dei Fuochi”.

L’ISS, sottolinea quanto segue:  ”Si osservano eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori e eccessi di tumori del sistema nervoso centrale, questi ultimi anche nella fascia 0-14 anni”.

In questo caso il documento dell’Istituto Superiore di Sanità, riguarda 32 Comuni della Provincia di Napoli e 23 Comuni della Provincia di Caserta.

La mortalità generale è in eccesso – si legge nel documento dell’ISS – rispetto alla media regionale, in entrambi i gruppi di Comuni, sia tra gli uomini che tra le donne…– e prosegue – .…i tumori dell’apparato urinario risultano in eccesso nei Comuni della Provincia di Napoli in entrambi i generi, con un maggiore contributo ascrivibile al tumore della vescica; la mortalità e le ospedalizzazioni per quest’ultima patologia risultano in eccesso anche tra gli uomini dei Comuni della Provincia di Caserta”.

Lo stesso Ferrillo, questa mattina, anche a seguito del “fenomeno mediatico” sanitario del Coronavirus che sta offuscando quanto di grave sta continuando ad accadere nella “Terra dei Fuochi“, ha fatto un altro video in diretta dalla Pagina social di Facebook (clicca qui). E’ un ulteriore appello all’opinione pubblica e alle istituzioni per concentrare l’attenzione su una terra che sta, letteralmente, “bruciando” l’ambiente e le persone.

Non è più il tempo di scrivere sui social o mettere un like – dichiara Ferrillo dalla pagina social -, serve una mano di ciascuno di voi sulla vostra zona. Stiamo formando una rete, chiama questo numero 3382601669, per difendere i nostri diritti dobbiamo agire tutti, non basta solo commentare o mettere mi piace si deve uscire dal virtuale. Per far parte del nostro Network, leggi e segui le istruzioni di seguito…”

Si sta formando sui social una vera e propria rete per sensibilizzare e coinvolgere più persone possibili su questo fatto dimenticato e grave. Chi volesse può accedere a questo link – https://www.facebook.com/pg/LaTerraDeiFuochi/groups/ – per iscriversi e organizzare un proprio gruppo nel comune di residenza.

“La ‘Terra dei Fuochi’ – conclude Ferrillo – esisterà fin quando non lo accetterai più. Sta a te! Io non mi arrendo e tu?

– articolo di Massimo Catalucci