La politica dell’odio: Il caso delle scritte antisemite davanti le scuole a Pomezia, fanno da eco alle affermazioni del vignettista Vauro sulle Foibe

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(Meridiananotizie) Pomezia, 12 febbraio 2020 – In questi primi mesi del nuovo anno, quando in tutta Italia si organizzano commemorazioni alle vittime degli orrori umani quali, gli eccidi di massa della “Shoah” e delle “Foibe“, qualche disseminatore d’odio, vittima della sua stessa povertà d’animo e forse, ignaro della realtà che tali episodi storici hanno rappresentato per molte vite umane che, violentemente, sono state strappate alla loro stessa esistenza, si diverte, macabramente e con segno di disturbo profondo del suo Essere, a scrivere frasi condannabili sotto ogni punto di vista per l’indecenza che manifestano, contro la dignità umana.

Altro aspetto da non sottovalutare e che, ugualmente, suscita sgomento e indignazione, è la possibilità che, purtroppo, scritte del genere, sia verso la “Shoah” che le “Foibe”, vengano utilizzate da alcuni in modo strumentale per “fomentare” gli animi e l’odio di chi ha ideologie di destra o di sinistra per sostenere i propri stessi ideali politici o per creare destabilizzazione sociale (come se non fosse sufficiente  quella in cui già ci troviamo) mentre, tutti indistintamente, si dovrebbe essere uniti nel ricordo di chi è stato vittima di tali massacri umani e nell’impegno comune di non farli ripetere più.

Ecco quindi che, quanto accaduto questa notte in due scuole del territorio di Pomezia, comune alla porte di Roma, esattamente, riguardo le scritte antisemite poste davanti l’ingresso del Liceo Pascal e sulla recinzione esterna dell’Istituto Largo Brodolini dove nel pomeriggio di oggi è in programma la visita di un testimone della “Shoah”, Gabbriele Sonnino (clicca qui) e quanto apparso sui quotidiani lunedì scorso, ovvero, l’infelice frase del vignettista Vauro che affermava testuali parole: “Giorno del Ricordo? Trucido strumento di propaganda” – “Strumento dei sovranisti” – “Mattarella, parli delle angherie fasciste” – sono gesti da considerare sullo stesso piano.

Tutti e due gli eventi hanno, purtroppo, lo stesso filone di “odio” che viene espresso nella stessa forma con mezzi e strumenti di comunicazione diversi.

Occorre cambiare rotta, se vogliamo evolverci culturalmente e civilmente,  trasformando questa tendenza all’odio in un attivismo condiviso nella commemorazione di ogni giorno dedicato al ricordo delle vittime di qualsiasi tempo ed epoca storica, con le giuste manifestazioni di solidarietà verso chi ha perso la vita per mano dei suoi simili, quest’ultimi  “deviati” da un pensiero di onnipotenza e voglia di potere.

– articolo di Massimo Catalucci