Il volo delle aquile. La Lazio batte l’Inter in rimonta e si mette in scia alla Juve

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(Meridiananotizie) Roma, 17 febbraio 2020 – La Lazio c’è. La Lazio gioca bene. la Lazio vince!!! Ora è lì, a un solo punto dalla Juve, prima in classifica a 57 punti, segue la Lazio a 56 e l’Inter a 54. Il quarto posto dell’Atalanta è lontano 11 punti dai biancocelesti.

Una gara, quella di ieri sera contro l’Inter, giocata con la testa, con cambi effettuati al momento giusto. Una grande prova di carattere e solidità di squadra, elementi tipici di un gruppo maturo sotto ogni aspetto, fisico, tattico, tecnico, emotivo e razionale. Un gruppo o meglio, una Grande Famiglia, come la chiamano tutti gli addetti ai lavori: giocatori, staff tecnico e quadri societari.

E la memoria non può che continuare ad accostare, con le dovute accortezze, questa Grande Famiglia a quella del ’73/’74, di cui incarna quei valori di solidità in campo tra i giocatori e a cui si può aggiungere qualcosa di quella squadra di fenomeni di fine anni ’90 ed inizio 2000…quel qualcosa si chiama Simone Inzaghi, passionale e follemente, innamorato dei colori biancocelesti. A dimostrazione che la Lazio è un progetto lungo una vita che trova la sua naturale continuità nello Spirito di sacrifico, di sofferenza e attraverso i quali riesce ad ottenere anche traguardi importanti. E questa società, rinata dalle ceneri di quella travolgente di Cragnotti, sta costruendo un futuro sempre più ambizioso per la prima squadra della Capitale d’Italia.

Come dimenticare che in soli 7 mesi, da maggio a dicembre dello scorso anno, la Lazio ha vinto la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana? Come negare che questo gruppo, ha una società sana elogiata dal Fair Play Finanziario a livello internazionale? Come negare che, a discapito delle male lingue, il progetto di crescita, anno dopo anno, è evidente a tutti? Come negare che la Lazio sta diventando un club sempre più quotato e un punto di arrivo per molti giocatori e non più una squadra satellite dove parcheggiarli per altre società del nord?

Insomma, la Lazio è oggi una realtà e non più solo una sorpresa. Ma, i laziali sanno stare con i piedi ben piantati in terra e sanno che ora il cammino sarà sempre più, pieno di insidie. Tutti vorranno battere la Lazio e noi aggiungiamo che, comunque, tutti sanno anche che le Aquile della Capitale, possono sferrare colpi in qualsiasi momento della gara e fare risultato contro chiunque, piccole o grandi squadre.

L’obiettivo primario, come affermano tutti all’interno del Team S.S. Lazio, rimane quello della qualificazione in Champions League, anche se è inevitabile che i biancocelesti non possono esimersi da guardare anche al vertice della classifica

E’ lì ad un solo punto di distanza ed anche se è giusto pensare di ottenere prima possibile il matematico accesso al torneo internazionale più ambito d’Europa, è anche plausibile tenere, però, caldo nel cassetto il sogno ad occhi aperti di tanti tifosi che, domenica dopo domenica, assaporano la possibilità di raggiungerlo quel sogno, concretamente!!!

LA CURVA NORD

Come sempre i ragazzi della Curva Nord hanno regalato un altro loro capolavoro e in questa nuova scenografia, hanno anche evidenziato lo Stile Lazio e il rispetto dei rapporti con altre tifoserie che, come nel caso di quella interista, è un sodalizio che dura da decenni, come riportava lo striscione steso in tutta la curva nord ieri sera: “La nostra amicizia è una bandiera che da trent’anni sventola fiera“.

Bello anche lo striscione che è stato spiegato nella tribuna tevere: “Seconda Giovinezza“.

Il tutto in una cornice di colori biancocelesti che riempivano lo stadio olimpico che per l’occasione si è dimostrato all’altezza della S.S. Lazio.

DICHIARAZIONI DEGLI ALLENATORI NEL POST-GARA

S. Inzaghi – Da quattro anni sono insieme a questi ragazzi e sono emozioni continue. Lo scorso anno a chi ci criticava per l’ottavo posto finale, rispondevo che abbiamo vinto la Coppa Italia. Stasera abbiamo fatto una grande partita contro una grande squadra, meritando la vittoria. Le partite ora cominciano a diventare pesanti e nel riscaldamento ho visto i ragazzi un po’ contratti, gli ho detto di stare sereni e di mettere in campo quanto avevamo studiato. Scudetto? Guardando la classifica è normale parlarne, noi dobbiamo continuare il nostro percorso sapendo che ogni domenica il campionato presenta delle insidie, ma siamo lì e vogliamo continuare a rimanerci.

“Sapevo che inserendo a partita in corsa, Lazzari e Correa, sarebbero potuti essere dei cambi importanti. Quando scelgo la formazione guardo molto gli allenamenti ed ero convinto che questa fosse la partita giusta per Caicedo. Se Correa mi dimostrerà di essere al 100% in settimana, probabilmente partirà da titolare nella prossima partita. Milinkovic? Si sono create aspettative altissime su di lui e non dimentichiamo che fa anche un lavoro di grande quantità, oltre alla qualità che mette in campo. E’ volenteroso e sempre disponibile e alcune sue prestazioni ottime in passato hanno avuto meno risalto di quanto meritassero.

Conte – La prestazione c’è stata ma non mi è piaciuto il modo in cui abbiamo regalato i due gol. In certe partite i dettagli diventano decisivi e abbiamo sfalsato il match subendo due reti evitabilissime. Non ho visto una squadra che ha dominato l’altra, ma stiamo facendo un percorso di crescita che deve portare questi ragazzi a essere più sereni in alcune situazioni. Veniamo da situazioni, come a Barcellona o a Dortmund, dove passiamo in vantaggio, abbiamo la partita in pugno e alla fine perdiamo”.

A inizio secondo tempo sembravano impauriti, c’è stato grande impegno e siamo orgogliosi di come siamo arrivati a giocarci questo scontro diretto, ma questo deve farci capire che c’è ancora strada da fare. Dobbiamo crescere come personalità, nel secondo tempo eravamo troppo timorosi anche nel giro palla e non capisco perché. Comunque non ci fasciamo la testa, è stata una buona prestazione in una partita equilibrata. Continuiamo a lavorare e a credere in quello che stiamo facendo”.

“Riguardo Eriksen, bisogna trovare per prima cosa un equilibrio. Siamo arrivati fino a qui senza di lui e non è un giocatore da solo a cambiare il destino di una squadra. Lo stiamo inserendo nel migliore dei modi, ma dobbiamo continuare a lavorare senza pensare che sia un singolo a cambiare le cose”.

IL TABELLINO DI LAZIO INTER

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva (79° Cataldi), Luis Alberto, Jony (62° Lazzari); Caicedo (62° Correa), Immobile.

A disposizione: Adekanye, A.Anderson, D.Anderson, Bastos, Guerrieri, Lukaku, Parolo, Patric, Proto, Vavro.

Allenatore: Inzaghi.

INTER (3-5-2): Padelli; Godin (86° Sanchez), de Vrij, Skriniar; Candreva (76° Moses), Vecino, Brozovic (76° Eriksen), Barella, Young; Lautaro Martinez, Lukaku.

A disposizione: Agoume, Bastoni, Berni, Biraghi, D’Ambrosio, Handanovic, Ranocchia, Stankovic, B.Valero.

Allenatore: Conte.

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ARBITRO: Rocchi.

 

 

 

MARCATORI: 44° Young (I), 50° su rig. Immobile (L), 69° Milinkovic (L).

NOTE: Ammoniti Leiva, Luiz Felipe, Lazzari, Milinkovic (L); de Vrij (I). Recupero: 2′ e 5′.

– articolo di Massimo Catalucci