Arte, Enzo Carnebianca, lo scultore amato, invidiato e copiato in tutto il mondo 

0
419
 
Arte, Enzo Carnebianca, la storia affascinante di un grande artista amato invidiato e copiato in tutto il mondo Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private, sia in Italia che nel mondo, e in vari musei, tra i quali il Museo Storico-Artistico del Tesoro di San Pietro in Vaticano sito all’interno della Basilica, che nella ”Sala Centrale” ne conserva quattro opere giovanili. Memorabile l’accusa di plagio che fece contro uno scenografo cinese.

(MeridianaNotizie) Roma, 29 aprile 2020 – Enzo Carnebianca in tutti questi anni ha solo raccolto consensi entusiastici e soprattutto successo e ammirazione dalla critica internazionale che più conta.

Ha fatto il giro del mondo la querelle giudiziaria che lo ha visto protagonista diretto contro lo scenografo cinese Shen Wei, uno dei creativi che ha contribuito alla spettacolare cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Pechino, e che Enzo Carnebianca ha citato in giudizio per aver copiato le sue opere e le sue silhouettes.

Sono passati dieci anni ormai ma quella storia la si racconta ancora nei grandi teatri internazionali.

È la storia del balletto “Folding”, realizzato da Shen nel 2000, portato in scena alla Biennale di Venezia del 2004, e trasmesso in mondovisione durante l’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino. Sarebbe stato pesantemente ispirato alle figure della coreografia “Il tempo senza tempo”, realizzata nel 1994 da Carnebianca.

Il poliedrico artista romano aveva già diffidato Shen più volte in passato, ma il coreografo cinese si era difeso spiegando che “di comune a entrambi c’era solo l’ispirarsi all’universo estetico orientale”. Il maestro Carnebianca denunciò il plagio anche scrivendo una lettera, tra gli altri, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Comitato Giochi Olimpici Liu Qi e al presidente della Siae Giorgio Assumma. “Le figurazioni dei ballerini di ‘Folding’ – spiego’ – risultano essere estrapolate dal mio mondo artistico, surreale e visionario e che detti personaggi sono peculiari dell’intera mia produzione da oltre 40 anni”.

Ma i volti allungati di Enzo Carnebianca furono anche utilizzati per la copertina di un disco di Mina, e già questo produsse come era naturale che fosse una spirale di notorietà dell’artista senza confini geografici. Oggi il maestro carnebianca ha un carnet di medaglie, di riconoscimenti e di premi da fare impallidire le grandi star della musica o dello spettacolo, a partire dalla Medaglia della Presidenza della Repubblica Italiana per la carriera artistica ricevuta nell’ambito della manifestazione “Mare del Made in Italy.”, e dallo stesso Riconoscimento S.I.A.E. 25 Giugno 2001 quale artista propositore e rappresentante degli scultori italiani in S.I.A.E. Negli anni successivi sono poi arrivati il Conferimento del titolo di “Accademico Onorario della Pontificia Accademia Tiberina“; il Premio Internazionale “La Plejade” – Targa d’argento per la Scultura, in assoluto consegnato a Montecitorio. Giuria internazionale presieduta dal prof. Bernard Przwozny, coordinata dal direttore del Planning Institute Carlo Savini; il XX Premio Sulmona – Medaglia d’oro per la Scultura, in assoluto; il Premio Internazionale Kouros per la scultura; la Medaglia dal Museo degli Sport di Combattimento Centro Olimpico FIJLKAM – Ostia Roma per la qualità delle opere esposte; il prestigiosissimo Riconoscimento conferitogli dal Comune di Rieti in partnership con la Fondazione “Spoleto Festival Art.”, e ancora nel 2013 protagonista assoluto dell’ Anno della Cultura Italiana” in Florida, su invito del Consolato Generale d’Italia di Miami al “Coral Gables Museum celebrating Italy.”. Potremmo andare avanti ancora, perché siamo in presenza di un artista poliedrico che ha realizzato anche dei busti in bronzo anche assai importanti, legati alla storia di questo paese, uno per tutti il busto di Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio italiano. Tutta la sua vita è stata per il maestro Enzo Carnebianca un succedersi di grandi eventi e soprattutto di incontri eccellenti e di occasioni d’autore. “Sono autodidatta” non fa che ripetere. “Ho iniziato la mia carriera artistica nel 1966, anche lavorando nel campo della scenografia teatrale con il Maestro Camillo Parravicini. Poi nel 1968 ho lavorato nel cinema in diversi film di Dino De Laurentiis e a Cinecittà sulla scenografia di Fred Tuch, dove ho migliorato le mie tecniche, e dove ricordo ancora con immensa commozione di aver portato per la prima volta mio zio Vincenzo Pelliccione, in arte era Eugene DeVerdi, fu la storica famosa controfigura di Charlie Chaplin, che lavorò per lungo tempo in Italia come specialista e inventore di luci e macchine per effetti speciali”. Poi negli anni ‘80 il grande artista lascia l’Italia e si trasferisce a Caracas, e qui l’incontro “fatidico e inebriante con il grande Salvador Dalì e l’indimenticabile Pietro Annigoni”.

Dario Rezza, filosofo e teologo, scrive di lui cose a dir poco suggestive, perché lo racconta come artista capace di “Dare forma all’invisibile, alla parte intima ed eterea, evanescente e impalpabile dell’uomo”. Nella ricerca del grande pittore e scultore romano – sottolinea ancora il filosofo- “vengono miscelate le forme e le energie, concependo la struttura e la forma di un essere alieno fatto di parte umana, animale e vegetale, una fusione di forme ed energie…la loro grazia e i simboli del linguaggio sono collocati nella dimensione siderale del non tempo”. In effetti, all’occhio di chi osserva da lontano le sue opere e i suoi capolavori essi “appaiono come esseri alieni.

Giustamente l’artista ha la presunzione di pensare che questo suo messaggio abbia colto nel segno, influenzando la fantasia collettiva, vedi E.T. e Olimpiadi 2008. Si tratta di un messaggio forte – conclude Dario Rezza parlando di lui- che trova naturale rispondenza nei desideri innati e nelle contraddizioni interiori di ogni uomo”.

Romano di nascita, ma soprattutto romano dalla testa ai piedi, scultore e pittore insieme, artista molto colto, grande esperto della cultura occidentale, visionario ed esoterico, dotato di grande preparazione tecnica, maestro delle prospettive; e soprattutto autore di opere indimenticabili entrate ormai nell’immaginario collettivo di intere generazioni, fortemente legato a questo suo stile che la critica definisce “affascinante surrealismo” e che nella pittura presenta contrasti cromatici di colori turchese e ocra.

Dal 1969 ad oggi il famoso artista romano ha partecipato ad oltre 100 esposizioni internazionali, personali e collettive, ha ricevuto prestigiosi premi e riconoscimenti. Le sue opere sono presenti in molte prestigiose collezioni pubbliche e private, sia in Europa e nel resto del mondo. Pensate, quattro delle sue opere giovanili si trovano nella sala centrale del Museo storico artistico “Tesoro di San Pietro in Vaticano” all’interno della Basilica di San Pietro Città del Vaticano, dettaglio più unico che raro per chi conosce il mondo segreto e misterioso dei musei vaticani.

Meno di un mese fa il maestro Enzo Carnebianca, discendente -dice lui- di Alfonso dei Carnebianca di Sezze e di Clelia Pelliccione, ha compiuto i suoi primi 72 anni di vita, per altro meravigliosamente ben portati.

“Il mio futuro – ha detto – lo immagino come lo sognavo da ragazzino, pieno di cose belle, pieno di progetti importanti, pieno di gente attorno che mi ama come il primo giorno, naturalmente pieno di colori e di opere d’arti importanti. Del resto, lo vede da sé, tutto quello che ho intorno è frutto del mio lavoro e della mia passione per l’arte.

Il giorno in cui non sarò più in grado di dipingere o di scoprire e di forgiare i metalli che uso, allora sarò davvero alla fine dei miei giorni. Per ora sono felice così”. Che compleanno è stato per lei, maestro? “Una festa molto speciale, mi creda. La mattina mi guardo allo specchio e mi dico “mi sento molto giovane ma mi vedo vecchio.

È con questo spirito che riparto ogni giorno, e riparto da dove ho lasciato, con la stessa passione e lo stesso amore per l’arte, ma soprattutto mi permetta di dire che riparto grazie al grande amore che la gente comunque ancora mi riserva e mi dimostra. Vede qui dove vivo sono coccolato e amato dalla gente che mi conosce, da tanti amici che ho sempre intorno: si può desiderare di meglio dalla vita?