Fase 2, Baldassarre (LEGA): ai Medici autonomia diagnostica e prescrittiva per il controllo del Coronavirus

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(MeridianaNotizie) Roma, 2 maggio 2020 –  “Ritengo urgente ed inderogabile redigere un piano nazionale efficace e univoco per il contenimento della malattia. A fronte di una stima di una popolazione contagiata del 5% è di primaria importanza rilasciare i protocolli di sorveglianza attiva verso i possibili pazienti Covid-19, affinché ricevano una tempestiva diagnosi ed immediato acceso alle eventuali terapie. Così come, ancor di più, è opportuno prepararsi fin d’ora alle scontate riprese dei focolai visto che il 95% della popolazione resta suscettibile. Mentre nel Paese si parla ormai quasi solo di misure post-lockdown, sono ancora troppi, in tutto il territorio i sintomatici lasciati soli a casa per giorni in quarantena, ancora in attesa di essere visitati e/o ricevere il tampone. Fondamentale, come oramai dimostrato dal’evidenza clinica, a fronte dei primi sintomi deve seguire il contestuale accesso alle terapie. Occorre ripristinare immediatamente la libertà prescrittiva ai medici di medicina generale ‘seconda scienza e coscienza’. Oggi la troppa burocrazia può portare all’aggravarsi delle condizioni del paziente, fino alla terapia intensiva”.
Così in una nota l’Eurodeputata della Lega, Simona Baldassarre, medico e membro della Commissione Sanità.
“Sostengo con forza – prosegue – l’appello lanciato sia dai medici che dalle associazioni di pazienti per il potenziamento immediato della medicina territoriale. Il Ministero della Sanità, mediante linee guida attuali ed intelligenti, deve mettere le Regioni nella condizione di intervenire senza ritardi e consentire ai Medici di prescrivere in autonomia in un momento in cui l’arte medica deve essere liberata per cogliere le acquisizioni scientifiche e sperimentali come ben ha dimostrato un gruppo di collaborazione di oltre 100.000 colleghi. L’attuale protocollo dimostra numerose criticità basandosi prevalentemente sulla positività dei tamponi oro-faringei erronei in 1 caso su 3 ed ancora più grave l’attesa di una sintomatologia spesso troppo tardiva. Proprio adesso che la cittadinanza è chiamata ad un ulteriore difficilissimo sacrificio per il rispetto delle misure di prevenzione – conclude Baldassarre – sarebbe intollerabile assistere allo scoppio di nuovi ed incontrollati focolai o, peggio ancora, con una massiccia ricaduta ad ottobre”. (Ufficio Stampa Massimiliano Tommasi)