Civitavecchia, cittadini e comitati inviano una lettera aperta al sindaco Tedesco

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(MeridianaNotizie) Roma, 18 giugno 2020 – Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata da cittadini e comitati di Civitavecchia indirizzata al primo cittadino Ernesto Tedesco, e per conoscenza agli assessori e consiglieri, volto a far rispettare le promesse fatte in campagna elettorale, a quanto pare, non del tutto mantenute.

“Egregio Signor Sindaco, e per conoscenza Egregi Assessori e Consiglieri, Egregi tutti, rivolgiamo a Lei le nostre richieste in appello alle Sue promesse fatte in campagna elettorale che hanno fatto sperare in un reale cambiamento in questa disagiata città!  Rammentiamo i Suoi buoni propositi nel Suo programma elettorale non a caso denominato “Obiettivo Rilancio” per “rilanciare un territorio dalle diverse esigenze… Civitavecchia…: dalpotenziamento dei servizi al miglioramento della viabilità, dall’incremento e valorizzazione del turismo e della cultura locale, alla lotta alla criminalità, microcriminalità e vandalismo”, attraverso pratiche di partecipazione attiva basate sulla coesione sociale e resilienza come il Controllo di Vicinato; Dalla tutela dell’ambiente all’attivazione di una locale economia circolare basata sulle pratiche di una reale GREEN ECONOMY , motore attivo di una concreta città sostenibile…. Aveva fatto “non delle promesse per non illudere i cittadini” ma delle rassicurazioni…. Ad un anno dal Suo insediamento, San Liborio, la sommità della Sua ambita città “Centro Commerciale Naturale”, si configura invece come un PERICOLOSO quartiere dormitorio.

L’assenza di adeguate opere di urbanizzazione primaria e secondaria, la totale conflittualità fra l’elevata concentrazione di densità edilizia in alcune aree, con standard urbanistici dal percettibile numero insufficiente e/o dalla distribuzione non ottimale, rendono impossibile lo sviluppo della indispensabile resilienza in un animo del cittadino privo di qualunque idoneo senso civico, creando un’interiorità avversa al proprio ambiente urbano, inficiandone quindi il senso di appartenenza. Da ciò deriva la non curanza per il proprio habitat, la ripugnanza verso il proprio ambiente non domestico e circostanziale, totale indisponibilità a sviluppare un senso di condivisione sociale che connoterebbe invece il Suo tanto propugnato ambiente di vita sostenibile.

In beffa pertanto ad ogni attuale disposizione di legge sulla rigenerazione urbana, San Liborio si configura nel 2020 come l’habitat urbano non ideale per la vita stanziale.  Le nuove costruzioni risultano ancora invendute e nonostante tutto si continua in generale a costruire volumi privi di particolare “pregio ambientale” soprattutto, invadendo e saturando le uniche aree rimaste libere per predisporre delle idonee strutture di convivenza sociale e servizi primari e secondari, ad oggi assenti, a disposizione del disastrato quartiere di San Liborio. Nello specifico attenzioniamo la surreale agglomerazione ad altissima densità edilizia di Via Gian Battista Falda.

Qui l’aggregazione quasi casuale e intasata dei volumi residenziali di quartiere, priva i residenti anche di quella unica vera nota positiva di queste aree: l’apertura verso il mare donabile a tutte le costruzioni semplicemente attraverso una idonea disposizione dei volumi residenziali che invece vengono “ammassati” con una collocazione discutibile e casuale, in barba ad ogni principio di urbanizzazione sostenibile e tanto più bioclimatica. I volumi esistenti, di recente costruzione e di nuova previsione, si ergono e si ergeranno a ridosso del profilo di carreggiate stradali prive di insolazione diretta, alberature, verde attiguo, di una fascia di pertinenza idonea allo sviluppo di percorsi ciclabili e pedonali – elemento cardine dei suoi desiderati “insediamenti di nuova generazione”- invasi dalle auto delle strutture residenziali che riversano sulle strade pubbliche i propri parcheggi, saturando oltremodo le aree di sosta pubbliche destinate anche ai servizi e attività pubbliche ancora da avviare e che, una volta avviate, richiederanno altre aree di sosta automobilistica già ad oggi inesistenti.

I principi  cardine  di  una  pianificazione  e  progettazione  urbanistica ambientale,  garanzia  per l’ottenimento di un risultato positivo, sembrano non essere considerati dato che si continua ad agire secondo i vecchi schemi dei devastanti anni del novecento del primo e secondo dopoguerra. Non può essere solo a causa di “ciò che hanno approvato le vecchie amministrazioni”, “quelli prima di noi…”. Perché ci sono i margini per agire fin quando non si cementifica: convochi “le varie professionalità (scientifiche, mediche, tecniche ed universitarie) …” da Lei ritenute giustamente indispensabili per attivare una concreta tutela dell’ambiente e lo dimostri fin da subito includendo questi esperti multidisciplinari in un processo di pianificazione partecipata,  con commissioni in vari settori, in primis urbanistica, e coinvolgimento sociale, finalizzato a ricreare il giusto ambiente urbano dove far vivere egregiamente i suoi cittadini e risvegliare in loro il tanto evocato senso civico.

Blocchi il retaggio del passato e coinvolga gli stake holders locali (soprattutto la categoria dei costruttori) per guidarli verso la giusta soluzione atta a ribaltare la situazione… Sfrutti l’attuale sensibilità legislativa, di settore già vigente, per dare realmente un esempio vincente alla sua decantata volontà, ad oggi purtroppo però disattesa da affermazioni della sua maggioranza, che abbiamo cercato inutilmente di sensibilizzare in ogni modo chiedendo uno STOP alla cementificazione di vecchio stampo per una maggiore sostenibilità urbana: una maggioranza che ingiustamente ci ha risposto “ che non si può fare nulla perché i piani attuativi sono stati approvati dalle precedenti amministrazioni e quindi immodificabili…”!   E allora continuiamo ad agire alla vecchia maniera? Si continuerà ad usare la nostra terra civitavecchiese come merce di scambio e baratto? San Liborio, unica area ad oggi ancora edificabile in questo saturo territorio comunale civitavecchiese, avrebbe potuto essere il Suo banco di prova per sperimentare  le  Sue  PROMESSE  ELETTORALI….  Invece  si  presenta  nel  2020  come  luogo configurato più come la “zona notte” di una città già di per sè devastata dall’imponente discomfort derivante dagli innumerevoli fattori di pressione ambientale, incidenti negativamente sulla qualità di vita dei cittadini civitavecchiesi (porto, centrale di produzione elettrica a carbone, area industriale, forno crematorio, installazione selvaggia di infrastrutture delle telecomunicazioni, criminalità e microcriminalità/vandalismo, assenza di spazi di incontro e condivisione sociale,…).

Tutto quel che deve farci riflettere è la convenienza misurabile con la sostenibilità di vita: la costituzione afferma che la tutela della salute è un diritto inalienabile (art. 32), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che la  salute sia una “adeguata condizione di benessere biopsicofisico, dove fondamentale è la valutazione quindi dei fattori di pressione ambientale agenti sugli individui , aventi poi una reazione oggettiva e soggettiva a queste sollecitazioni esterne (stato di benessere e/o di malattia)” .

A Civitavecchia si continua a costruire, a cementificare “alla vecchia maniera”, non per ragioni di necessità e di interesse pubblico ma per motivi di convenienza dei “pochi” e soliti noti. Quanto costerà pertanto ad ogni cittadino questa negatività in termini di salute? Risulteranno o meglio già risultano superiori i costi per le cure alle patologie indotte rispetto al quindi inesistente interesse pubblico di questo tipo di gestione urbana. Signor Sindaco ci appelliamo a Lei, in qualità di Primo Cittadino, con la stessa disponibilità concessa ma non accettata dai tanti Sindaci che l’hanno preceduta.  Vogliamo ancora credere alla sua volontà  di  agire  per  il  decoro,  nella  lotta  all’abusivismo  commerciale,  al  vandalismo  e all’accattonaggio domestico, attraverso anche forme di cooperazione sociale nel controllo per la sicurezza pubblica, tipo il controllo di Vicinato… Ha inneggiato allo sviluppo di pratiche Green economy per la tanto Sua agognata tutela dell’ambiente, nozioni sulle quali ripartire ponendo le solide basi di una attualissima economia circolare VERDE, ma se non riesce neanche a invertire la rotta sulla modalità di urbanizzazione (con la realizzazione dei suoi definiti “insediamenti di nuova generazione”)  non possiamo credere al miracolo dell’ ambiziosa rivoluzione Green!  Nel 2019 si poteva trovare una soluzione di continuità…

Ricordiamo vari passaggi riportati sulla deliberazione di Giunta Comunale n. 5 del 22/01/2019 “Zona 6 di PRG – Piano di Lottizzazione D’Ufficio – Riadozione del Piano di Attuazione del Comparto A – Completamento delle Opere di Urbanizzazione”, che ha dato di nuovo vita allo scellerato piano attuativo che ha creato la Via Gian Battista Falda di oggi con tutti i suoi problemi, nonostante il Sindaco Cozzolino avesse già ricevuto le lamentele dei residenti non solo vertenti sull’assenza delle opere di urbanizzazione e dei servizi tutti ma anche e soprattutto sulla “trasformazione urbanistica prevista”: nello specifico tali lamentele si riferivano alla problematica legata alla “eccessiva cementificazione” ed inadeguata edificazione dell’area. Si riportano alcuni passaggi fondamentali della delibera su citata: – “considerato che nonostante le proroghe intervenute, a causa dell’andamento del mercato immobiliare ed in particolare delle situazioni di sofferenza di alcuni dei soggetti attuatori del “Comparto A”, le opere di urbanizzazione primaria non sono state completate”; – “Dato atto che in data 02-05-2015 per decorrenza dei termini, considerando anche la proroga di due anni dal Consorzio ai sensi di legge, il Piano Attuativo, ai sensi dell’art. 17 della Legge 1150/42 è divenuto inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo fermo a tempo indeterminato l’obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti sul piano”; -“  l’amministrazione  al  fine  di  completare  le  urbanizzazioni del  comparto  e  la trasformazione urbanistica prevista, nel rispetto degli obblighi convenzionali e delle previsioni progettuali, -……- INTENDE riapprovare il Piano decaduto per decorrenza dei termini…”; – “la nuova convenzione urbanistica è in totale continuità con la precedente convenzione attuativa … del 2007 … senza apportare modifiche … nelle quantità e nell’importo delle opere di urbanizzazione, riguardando esclusivamente il completamento delle opere già parzialmente eseguite, senza modificarne i progetti”; Quindi in definitiva noi umili cittadini, pur avendo inoltrata una richiesta di aiuto ed appello all’amministrazione di allora fin dal loro insediamento (Movimento m5s dichiaratamente contro la speculazione edilizia e cementificazione, pro bike sharing e piste ciclabili, pro Green Economy,etc etc.) ci siamo ritrovati a vedere “risuscitato” tale e quale il vecchio piano attuativo del 2007, che nulla ha della Legge Regionale sulla rigenerazione urbana del 2017, nulla ha della pianificazione urbana sostenibile,  causa “necessità di completamento delle opere di urbanizzazione primaria”  che purtroppo per indigenza dei “pochi e noti” non erano state realizzate!!! Quindi in sintesi tutte le opere di urbanizzazione primaria, secondaria e generali, attrezzature ritenute per legge indispensabili a rendere  una  porzione  di  territorio  idonea  all’uso  insediativo,  ovvero  in  grado di  ospitare  un insediamento, abitativo o produttivo, garantendone l’uso a posteriori (dopo la realizzazione delle opere stesse) degli edifici e la vita di relazione degli abitanti, non esistono in toto ancora oggi.  Parliamo quindi di: Opere di urbanizzazione primaria volte ad assicurare l’edificabilità delle aree sotto il profilo dell’igiene, della viabilità e della sicurezza:

a) strade residenziali

b) spazi di sosta o di parcheggio

c) fognature

d) rete idrica

e) rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas

f) pubblica illuminazione

g) spazi di verde attrezzato al servizio delle abitazioni

h) cavedi multiservizi e cavidotti per il passaggio delle reti di telecomunicazione

Opere di urbanizzazione secondaria volte alla creazione di infrastrutture necessarie alla vita civile e comunitaria

a) asili nido e scuole materne

b) scuole dell’obbligo

c) strutture e complessi per l’istruzione superiore all’obbligo

d) mercati di quartiere

e) delegazioni comunali

f ) chiese ed altri edifici per i servizi religiosi

g) impianti sportivi di quartiere

h) aree verdi di quartiere

i) centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie (comprese le opere e gli impianti
destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani ed alla
bonifica di aree inquinate).

Rispetto al dettagliato elenco TROPPO POCO di tutto ciò era presente al momento dell’insediamento dei primi abitanti del “Comparto A” di Via Gian Battista Falda e ancora oggi risultano non complete le opere di urbanizzazione primaria che avrebbero per legge dovuto essere concluse antecedentemente all’arrivo del primo residente.

Non parliamo poi delle opere di urbanizzazione secondaria e generali…. In tutto ciò la Legge Bilancio 2017 ha previsto la possibilità di realizzare le opere a scomputo ma dal 2017 ad oggi nulla è cambiato….Quando poi si può rivedere il Piano, perché scaduto, e si può riattivarlo includendo il concetto di riqualificazione urbana previsto da Leggi vigenti, non lo si fa … forse per agevolare “alcuni soggetti attuatori che si trovavano in situazione di sofferenza ” al momento dell’obbligo di realizzazione delle opere di urbanizzazione prima della vendita e quindi inurbamento dei comparti già edificati!!!! Insomma quel che si è fatto: prima vendiamo gli edifici realizzati e poi facciamo le operedi urbanizzazione che per legge dovrebbero essere fatte certamente prima dell’insediamento del primo abitante! Ricordiamo infatti che “sussiste l’obbligo del Comune di verificare l’esistenza, ovvero di garantire la realizzazione, nel triennio dal rilascio del permesso di costruire, delle opere d’urbanizzazione primaria, correlato, seppure indirettamente, al versamento degli oneri di urbanizzazione primaria, rivolto ad assicurare comunque, anche nei casi di assenza o di carenza di pianificazione urbanistica, che si realizzi un sistema infrastrutturale adeguato ad un ordinato e razionale vivere civile.|… _OMISSIS_…uo;art. 31 della L. 1150 del 1942 consente il rilascio del titolo edilizio solo se negli strumenti di programmazione del comune sia prevista la realizzazione delle opere mancanti nel successivo triennio oppure, in difetto di tale previsione, qualora gli istanti si impegnino a realizzarle a proprie spese, e ciò in particolare qualora nelle zone di completamento non siano presenti tutte le infrastrutture di urbanizzazione primaria necessarie affinché possano erigersi le volumetrie astrattamente consentite dal Piano Regolatore Generale”.

Dopo questa prima discutibile decisione di risuscitare tale e quale il Piano attuativo scaduto, subentra una nuova decisione in continuità al precedente status con determinazione dirigenziale n. 668 del 10/03/2020 dove si approva il collaudo tecnico strutturale del Piano di Lottizzazione denominato “San Liborio Zona 6 di PRG comparto A” e riduzione delle polizze fideiussorie vigenti a carico dei consorziati”… La  direzione  quindi  intrapresa  dalla  sua  Amministrazione  “QUALE CONCRETO  E REPENTINO  CAMBIO  DI  ROTTA  VERSO  UNO  SVILUPPO  SOSTENIBILE  DI CIVITAVECCHIA” per i motivi su elencati risulta non essere avviata nella giusta direzione e concretamente rilevabile, perché rimessa nelle mani di chi fino ad oggi ha reso tale città un INSOSTENIBILE CEMENTIFICATO urbano!

Cordialmente

I resilienti cittadini di Civitavecchia

 

In fede

Comitato Civico 1° Delegazione “Centro di Civitavecchia”

Comitato Civico 2° Delegazione “San Liborio”

Comitato Civico 3° Delegazione “Campo Dell’Oro – San Gordiano – Boccelle”

Comitato Civico 4° Delegazione Borgata Aurelia

Comitato Civico “Civitavecchia Pulita e Decorosa”