Potere al Popolo C.R. e L.S.-Ardea: “Si complica la situazione per il ritorno a scuola”

0
350

(Meridiananotizie) Ardea, 9 luglio 2020 – Ardea, ritorno a scuola: i docenti non sono obbligati a fare didattica nei nuovi locali esterni.

In vista del rientro a scuola a settembre, non c’è solo il problema dei tempi ristretti per l’individuazione e degli adattamenti dei nuovi spazi – 70 mila nuove aule o tensostrutture – dove collocare gli alunni in eccesso delle classi numerose dove non si rispetterebbe la distanza minima, oltre che dell’incremento adeguato di docenti e Ata: a rendere la situazione ancora più complicata per la gestione dei locali esterni, ci sono ora delle considerazioni sulle responsabilità dei dirigenti scolastici, sulla sicurezza, sulle mancate certificazioni, sui problemi della pulizia, sui banchi monoposto da acquistare, sui trasporti da utilizzare per raggiungere le sedi. Infine, non vi sarebbe alcun obbligo contrattuale da parte di docenti nello svolgere attività didattica ordinaria al di fuori della sede di servizio. Si tratta di diverse criticità oggettive sulle quali fino ad oggi non si sono mai soffermati nemmeno i promotori politici più fervidi delle attività scolastiche.

Ad evidenziare i vulnus sulla didattica fuori scuola è stato il Consiglio Regionale dell’Anp Lazio, che il 3 luglio si è riunito a distanza per un confronto sulle criticità connesse con la ripresa delle attività didattiche in presenza a settembre dove è emerso che i dirigenti scolastici  non intendono andare alla ricerca di locali, in quanto tale azione non rientra nelle loro competenze.

Inoltre i presidi non possono assumere le responsabilità connesse con la sicurezza e il DVR di ambienti che non conoscono e su cui non hanno margini di azione.

Nessun obbligo, poiché non è previsto nel CCNL del comparto scuola né in altra fonte normativa, dei docenti di recarsi a svolgere attività didattiche in essi, con relative responsabilità nella vigilanza degli studenti e senza supporto di collaboratori scolastici.

In pratica i docenti potrebbero puntare i piedi, contratto alla mano, e sostenere di non essere tenuti a recarsi nei locali individuati, adducendo motivi legati alla mancata sicurezza e sorveglianza degli alunni.

Un altro punto spinoso è quello dei banchi monoposto che sono già ora introvabili sul mercato e la produzione non potrà mai soddisfare la richiesta su scala nazionale. Si chiede di capire come debbano muoversi i DS rispetto a questa accertata indisponibilità.

Esiste anche il problema dei trasporti da utilizzare per recarsi a scuola a settembre: nelle province del Lazio è tutto fermo da parte degli enti locali nell’attivazione di tavoli di confronto e di rimodulazione degli orari dei trasporti pubblici.

Inoltre chi deve certificare la capienza delle aule, considerando le responsabilità degli enti locali in tema di consegna dei locali scolastici e certificazione della destinazione d’uso?

Già per le attuali aule, collocate nelle scuole occorre fornire chiare indicazioni sugli standard da rispettare: come deve essere intesa la frequenza di pulizia dei servizi igienici utilizzati dagli alunni e dagli adulti? E degli spogliatoi delle palestre? Quanti servizi igienici devono essere disponibili in relazione al numero degli allievi presenti? Quali sono i tempi prescritti per l’aerazione degli ambienti scolastici e con quale frequenza devono essere areati?

E per i nuovi spazi che ospiteranno gli alunni in più, chi ne certifica l’idoneità? Chi effettua la pulizia dei locali? Chi effettua il trasporto degli alunni nei nuovi locali?

Infine il controllo è un punto che ritorna più volte: se verranno recuperati locali esterni chi vigilerà sugli alunni nel periodo di spostamento dei docenti?

Lo dichiarano in un comunicato stampa da “Potere al Popolo Castelli Romani e Litorale Sud – Ardea