Lecce-Lazio 2-1, biancocelesti, persa l’occasione di avvicinare la Juve sconfitta dal Milan 2-4

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(Meridiananotizie) Roma, 8 luglio 2020 – La Lazio passa in vantaggio dopo quattro minuti col rientrante Caicedo e la partita sembra mettersi subito in discesa. Invece, arriva l’imponderabile, come direbbe il suo Presidente, Claudio Lotito. Il Lecce pareggia, prima con Babacar al 30° che, completamente, solo colpisce di testa la palla su traversone di Falco, indirizzandola alla destra di Strakosha; poi, Mancosu sbaglia un rigore, mettendo la palla fuori dai pali dell’estremo difensore biancoceleste.

Pericolo scampato, si resta su l’uno a uno. Ma la Lazio appare contratta, nervosa e soprattutto, è evidente uno scollamento tra difesa ed attacco. Con un centrocampo che stenta a fare da filtro per eludere le ripartite degli avversari e che non riesce a velocizzare le azioni di attacco per sfruttare la velocità di Immobile e Lazzari su tutti.

Luis Alberto in mezzo al campo non riesce a cogliere l’attimo giusto per dare il “la“, come lui solitamente, sa fare, per spingere a rete gli attaccanti laziali. Ed è così che la Lazio al 47°, dopo due minuti dalla ripresa della seconda parte di gara, soccombe, a seguito di un altro colpo di testa, di Lucioni che anticipando Acerbi (qualche sbavatura ieri del difensore laziale…ma perdonabile a lui che ha sempre un alto rendimento) raccoglie un traversone di Mancosu dall’angolo destro del vertice d’attacco leccese, e spinge la palla in rete. E’ due a uno per i ragazzi dell’ex Liverani.

La Lazio proverà ad alzare i ritmi della partita per recuperare un match difficile, anche perché, avanti di un gol, il Lecce gioca con tutti e dieci i suoi giocatori dietro la linea della palla, arroccato dentro la propria tre quarti di campo. E in questo modo, le barricate leccesi, possono essere infrante solo con un’invenzione personale dei ragazzi di Mister Inzaghi. Purtroppo, anche laddove la Lazio riesce a trovare lo spunto per tirare a rete, prima Petriccione, al 69° respinge sulla linea di porta, a portiere battuto, un bel colpo di testa del nuovo entrato al posto di Radu (46°), Luiz Felipe; poi, all’86° con Adekanie che, sempre su colpo di testa da un cross dalla sinistra di Lukaku, si vede sventare un gol che sembrava fatto, da un insuperabile Gabriel che, con uno scatto felino, mette la palla in angolo; infine al 98°, di testa Milinkovic indirizza il pallone all’incrocio dei pali alla sinistra del portiere leccese che, superandosi ancora una volta, schiaffeggia la palla e metaforicamente, la Lazio, negando il gol al serbo ed un pareggio che avrebbe mosso, quanto meno, la classifica dei biancocelesti.

Naufragano qui le possibilità per la Lazio di riacciuffare una gara…diciamo, strana e nervosa. E’ la terza partita storta, dalla ripresa del campionato. E l’attuale nervosismo che aleggia tra i ragazzi di Mister Inzaghi (speriamo di sbagliarci e che il gruppo si ricompatti presto forte delle sue certezze evitando di amplificare le sue debolezze) è tutto rappresentato da un sempre mite, quanto insolito atteggiamento di Patric che all’ottantottesimo, perde la testa e da un morso sul braccio sinistro al giocatore avversario, Donato. Interviene il VAR e Patric, inevitabilmente, viene espulso. Inutile il lungo tempo di recupero assegnato dall’arbitro Maresca che tra il primo e secondo tempo ha prolungato la gara di ben 16 minuti complessivi, 7 al primo tempo e altri 9 dopo il 90°. Lazio sfortunata ed anche incapace di battere una squadra che lotta per non retrocedere.

Peccato, un’altra occasione persa per rimanere in scia della Juve che, comunque, a Milano dopo il vantaggio di 2 a 0, capitola sotto i colpi dei rossoneri che sembrano in ottima forma, ribaltando il risultato da 0 -2 con un clamoroso 4 a 2.

Atalanta e Milan sembrano le squadre più continue del campionato in questo momento e la Lazio, deve tenere duro, perché ora da chi la segue, potrebbero arrivare minacce al secondo posto. Alla Lazio manca tranquillità, quella tranquillità che, probabilmente, quando nessuno la indicava come possibile antagonista della Juve in campionato, dimostrava di avere. Forse, da quando ha cominciato a sentire il peso di dover vincere per competersi lo scudetto con la Signora bianconera, ha subito la pressione emotiva e perso la serenità e le certezze che aveva, con merito conquistato in campo…

Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara

LiveraniQuesta vittoria ha un valore più importante dei tre punti. Questa squadra ha trovato un percorso e abbiamo perso troppo. Abbiamo faticato molto, stiamo recuperando dei giocatori: oggi hanno dato tutto. Dopo un primo tempo eccezionale, ci siamo trovati sull’1-1. In quei momenti c’è tensione. Mi auguro che questi punti pesanti facciano giocare i ragazzi con più serenità.”

Gabriel è un ragazzo sensibile, l’errore poteva essere un macigno. Le pressioni sono tante, mi dispiace perché ci mette voglia: deve giocare con più serenità, cercando di essere meno bello ma più efficace. È un dispiacere crearci difficoltà da soli. Dobbiamo assottigliare gli errori gratuiti che cominciano a essere troppi. Non possiamo scegliere dove fare punti, dobbiamo farli con tutti.”

Conosciamo le difficoltà del primo anno di Serie A. Fra poco arriva lo scontro diretto con il Genoa, non posso far respirare i giocatori in attesa di questa sfida. Dobbiamo essere bravi a recuperare le forze. La vittoria della scintilla? Credo di sì, molto più dei punti. Oggi è tornata la consapevolezza, dare pensiero alle altre può essere la scintilla. Il gruppo è sano e ci tiene.”

S. Inzaghi – Il nostro problema è che siamo tornati con problemi e infortuni. Questo ci ha limitato nelle rotazioni, alcuni oggi hanno giocato non al meglio. Abbiamo perso 3 partite in 15 giorni, un motivo c’è, soprattutto, dopo non aver perso per mesi. Posso solo ringraziare la squadra per quanto fatto. È normale che c’è dispiacere per quanto stavamo facendo prima della sosta.”

“Alcuni assenti ci avrebbero aiutato tantissimo, la prestazione questa sera c’è stata nonostante i giocatori fossero al 50%. Nelle ultime gare gli episodi non hanno girato bene. Scudetto? Il nostro sogno deve continuare, dobbiamo qualificarci matematicamente in Champions. Speriamo di raggiungere al più presto quel che ancora ci manca, ma pensiamo solo al nostro primo obiettivo.”

Il tabellino della gara

LECCE (4-3-2-1) Gabriel; Donati, Lucioni, Paz, Calderoni; Mancosu, Petriccione (27′ st Deiola), Barak; Falco (27′ st Rispoli), Saponara (14′ st Farias); Babacar (6′ st Majer). A disp.: Vigorito, Sava, Vera, Shakhov, Monterisi, Maselli, Rimoli, Majer, Dell’Orco.

All.: Liverani

LAZIO (3-5-2) Strakosha; Patric, Acerbi, Radu (1′ st Luiz Felipe); Lazzari, Parolo, Leiva (1′ st Milinkovic Savic), Luis Alberto, Jony (1′ st Lukaku); Caicedo, Immobile. A disp.: Guerrieri, Proto, D. Anderson, Bastos, A. Anderson, Cataldi, Adekanye, Falbo, Vavro.

All.: Inzaghi.

Note

Marcatori:  pt 4′ Caicedo, 30′ Babacar; st 2′ Lucioni

Angoli Lecce: 3
Angoli Lazio: 14

Minuti di recupero: 5′ pt, 10′ st

Ammoniti Lecce: Donati, Gabriel, Petriccione
Espulsi Lecce:

Ammoniti Lazio: Caicedo, Radu, Immobile
Espulsi Lazio: Patric

Arbitro: Fabio Maresca sez. Napoli

Assistenti: Alessandro Costanzo sez. Orvieto; Mauro Vivenzi sez. Brescia

IV Ufficiale: Lorenzo Illuzzi sez. Molfetta

VAR:  Rosario Abisso sez. Palermo

AVAR: Valentino Fiorito sez. Salerno

– articolo di Massimo Catalucci