Incendio Loas, Asl: «Nube tossica verso il mare». Il consigliere Neocliti replica: «Sindaco di Ardea assente»

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(MeridianaNotizie) Ardea, 12 agosto 2020 – Questa mattina il sindaco di Aprilia, Antonio Terra, insieme al direttore della Asl di Aprilia Belardino Rossi, in diretta facebook, ha aggiornato la cittadinanza sul rogo della Loas di domenica scorsa.

«Difenderemo gli interessi della nostra città in ogni sede – ha dichiarato il primo cittadino – vogliamo capire l’impatto di questo incendio sul nostro territorio. In queste ore stiamo puntando a chiudere quello che è rimasto di quel devastante rogo. Quelli pubblicati da Arpa sono dati preoccupanti, attendiamo aggiornamenti ed emetteremo un’eventuale nuova ordinanza».

«Gli unici dati ora disponibili sono quelli pubblicati ieri da Arpa – ha aggiunto il direttore della Asl di Aprilia Belardino Rossi – che derivano dalla rilevazione fatta da una centralina posta nelle vicinanze del sito, mentre l’incendio era ancora attivo. I venti di domenica spiravano verso il mare, questo vuol dire che il centro abitato di Aprilia presumibilmente non è stato interessato dalla nube di sostanze tossiche. Attualmente aspettiamo rilevazioni su come questa nube stia scendendo sul terreno, per valutare impatto sul territorio circostante al sito. Benzoapirene e PCB sono sostanze altamente tossiche. Va monitorata attentamente la situazione: aspettiamo di poter dare notizie certe e non improvvisate su come questo incendio ha agito e agirà nel tempo, dopo lo spegnimento».

Nella serara di ieri Arpa Lazio ha reso noto che i valori di benzoapirene (216 ng/mc) nel primo campione analizzato durante l’incendio superavano di oltre 216 volte il limite medio annuale. Altissimo anche il valore del PCB (2361 pg/mc), superiore anche a quello rilevato durante il rogo alla ex Eco X di Pomezia del 2017 (394 pg/mc) e al TMB Salario del 2018 (fino a 562 pg/mc).

Intanto in video il sindaco Antonio Terra ha annunciato che domani, in consiglio comunale, sarà presentata una mozione a cui seguirà una delibera con precise richieste alla Regione Lazio in relazione all’incendio.

Immediata la risposta del consigliere comunale di Ardea, Raffaella Neocliti, esponente del gruppo Fratelli d’Italia al Comune.

«Sono esterefatta da quanto dichiarato pubblicamente oggi dal sindaco di Aprilia, Antonio Terra e dal responsabile della asl di Aprilia, dottor Berardino Rossi, in diretta facebook – commenta Neocliti – Avrei voluto ascoltare la voce indignata del nostro sindaco, ma a quanto pare Ardea non interessa a nessuno. Il dottor Rossi tranquillizza i cittadini di Aprilia, informando che la notte dell’incendio della Loas, fortunatamente il vento ha portato la nube tossica verso il mare, distante dal centro abitato apriliano.

Il maggior impatto in termini di inquinamento quindi si è riversato sulla costa, dove c’è anche Ardea. Avrei proprosto una cabina di regia intercomunale per la gestione dell’emergenza e attuazione di misure di tutela per tutte le cittadinanze vittime con la valutazione dell’impatto che tutto questo provocherà. Il sindaco di Ardea non avrebbe dovuto pretendere tutte le informazioni e seguire gli eventi intervenendo a nostra tutela con comunicati ed ordinanze? Questo è quanto ci aspettavamo!».

«Ci preoccupa e non poco – aggiunge il consigliere comunale Neocliti – la superficialità mostrata dall’amministrazione rutula nella tutela della salute e dell’amiente. Ardea gode di una posizione geografica invidiabile, con i Castelli Romani alle spalle e ben 8 km di costa. Va ricordato però che i confini rappresentano delle delimitazioni politiche, e che le terre, il sottosuolo, le falde acquifere, il cielo, non hanno confini. Ci troviamo cosi vittime, passive, di quanto accade nei territori limitrofi. Abbiamo negli anni patito inermi a quanto avvenuto, fra l’incendio di Roncigliano, quello della Ecox di Pomezia ed ultimo della Loas di Aprilia. Il più delle volte, siamo stati altrettanto vittime di una politica assente, che continua a latitare. E’ recente, del 2019, l’impegno di tanti cittadini e della minoranza di governo rutula, nell’impedire la riapertura della discarica di Albano, sita nella località di Roncigliano praticamente Ardea.

I disagi di una discarica avrebbero interessato non tanto Albano quanto la località ardeatina di Montagnano, località presente sulla nostra cartina ma dimenticata dall’uomo e da Dio. Attraverso manifestazioni, richieste scritte e atti amministrativi si è chiesto all’amministrazione di prendere posizione affinchè anche Ardea potesse opporsi alla riapertura della citatata discarica, attraverso un ricorso al Tar. Ricorso mai presentato dalla nostra amministrazione.Ci chiediamo perchè chi amministra non dia informazioni ai cittadini e soprattutto sembra non interessarsi a quanto accade. Di pochi mesi fa la notizia dell’inizio della caratterizzazione e bonifica del sito ex discarica La Cogna di Aprilia. Una bonifica finalmente autorizzata dalla conferenza dei servizi alla Paguro srl proprietaria del sito, dopo che il Comune di Aprilia ha preferito per anni dormire , incurante di verificare l’esistenza di inquinamento di suolo, sottosuolo ed acque sotterranee. Acque che scorrendo a valle giungono nelle falde di Ardea».

«Siamo ancora in attesa di avere i primi dati delle analisi eseguite a seguito della caratterizzazione dei rifiuti pericolosi interrati – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – Rifiuti che hanno compromesso le falde acquifere di Ardea per anni, le stesse acque con le quali si irrigano i campi agricoli. Ci duole constatare che anche su questo, l’amministrazione rutula non prende posizione. Sarebbe nostro interesse spingere e pubblicare gli esiti, intervenendo con qualsiasi strumento a tutela del nostro territorio e della salute pubblica. Alle acque inquinate, agli odori nauseabondi, oggi uniamo la tossicità dell’aria che stiamo respirando a causa dell’incendio della Loas. Una colonna di fumo nero e denso, ancora persistente dopo 2 giorni. Si percepisce l’odore acre della plastica bruciata, rendendo difficile il solo respirare già impedito dalle mascherine che siamo obbligati ad utilizzare. Ma noi, cittadini della terra di mezzo, non possiamo avere dati, notizie, indicazioni.

Il buon senso ci indica di chiudere le finestre delle nostre abitazioni, di lavare accuratamete gli esterni delle case, di tutelare i nostri animali mettendoli al riparo, e tutte quelle azioni che coscienziosamente siamo abituati a fare. Ma avremmo di lunga preferito un intervento di chi ha il dovere di tutelare la salute pubblica.Non possiamo restare sempre disarmati dinanzi ad episodi che per la salute e l’ambiente hanno la valenza di una catastrofe. Qualcuno dovrà pur pagare i danni e i disagi che i cittadini di Ardea sopportano, ma fintanto che la nostra amministazione resterà muta, resteremo una terra di mezzo, di passaggio, dove tutto scorre, tutto arriva, nulla si sa, nulla ci viene detto».