Paola Fusani vince la sesta edizione del concorso “Torre Astura Shoot”

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(MeridianaNotizie) Anzio, 2 settembre 2020 – E’ Paola Fusani a vincere la sesta edizione del concorso “Torre Astura Shoot” ideato dall’organizzazione Torre Astura. Un concorso fotografico molto amato dai frequentatori del luogo, durato diversi mesi, che ha visto l’inserimento di centinaia di foto partecipanti. Concorso divertente, gratuito e aperto a tutti, che ha premiato le migliori due foto di Torre Astura scelte dall’organizzazione in base all’emozione soggettiva trasmessa. Sul podio dei vincitori entra di diritto anche la seconda  classificata, Loredana Dolo (Premio Capatax offerto da Gianluca Visone). Medaglia di bronzo per Silvia Guarda, terza classificata.

Tra i primi dieci classificati: i talentuosi Valerio Cosmi, Francesco di Ruocco, Katia Insolia, Angelo Casto, Emme Erre Virgo, Chiara Salvini, Maria Teresa Menichelli.

«Grazie per questo premio, sono veramente onorata – il commento di Paola Fusani, vincitrice del concorso – Amo e frequento Torre Astura che ritengo un posto magico ed unico.Il tema proposto quest’anno mi è molto piaciuto perché stiamo vivendo un momento veramente delicato e particolare che segna ognuno di noi.Lo scatto è stato realizzato nel mese di luglio con la mia Canon EOS 7D Mark II obiettivo Canon 75 300 mentre andavo al mare con la mia amica Maria Luisa D’auria,donna guerriera che di rinascita è un esempio.Lo scatto testimonia la voglia di riappropriarci delle nostre sicurezze e libertà,ma la mascherina tra le mani testimonia anche la prudenza da osservare.Infine non posso che complimentarmi per questa iniziativa che ci stimola a guardare con occhi nuovi scenari a noi familiari ed amati».

«Quest’anno la salsedine sulle labbra ha avuto un sapore particolare – ha dichiara l’ing. Roberto Cafarotti, presidente dell’organizzazione Torre Astura Avevamo un po’ tutti voglia di urlare al mare Grazie! Di esserci. Di esserci ancora. Il tema fotografico ha riguardato il ritorno alla vita, dopo un recente lockdown che ci ha seriamente messo alla prova. Chi frequenta Torre Astura possiede un innato bisogno di libertà. Il ritorno nel posto che avevamo lasciato solo l’anno scorso o qualche anno fa è stato quanto mai suggestivo. Abbiamo voluto che urlaste come noi, utilizzando uno smartphone o una reflex. Con un linguaggio che racconta tante storie con una sola immagine. Questa estate ci siamo messi a leggere le vostre storie. Il vostro punto di vista. Abbiamo apprezzato ogni scatto. Cos’è l’arte se non l’espressione di sé? Non esiste una cosa bella o brutta in assoluto. Esiste un filo sottile che lega chi scrive un messaggio e chi lo legge. Chi urla e chi ascolta. Chi scatta una foto e chi la guarda. E questo filo vibra più o meno forte, dipendentemente da chi lo stringe dall’altro lato. A tenere un capo del filo ci siamo noi. E devo dire che questo ha vibrato forte più di una volta».

«Devo ringraziare tutti i partecipanti – ha concluso  l’ing. Roberto Cafarotti – Che sono stati tanti. L’organizzazione è soltanto un tramite tra voi e voi. Tra noi e noi. Sono sicuro che le difficoltà ci legheranno. Alcuni cadranno per terra e scopriranno l’odore buono della terra, che li aiuterà a rialzarsi. Altri si stringeranno ancora più forte. Con la cornice della Torre che scandirà ancora i nostri anni. Nei ricordi. Nei sogni».

Ing. Roberto Cafarotti, presidente dell’organizzazione Torre Astura

 

FOTO PRIMA CLASSIFICATA (Premio 100 euro): Paola Fusani

“Un sorriso. Basta a dare la forza. Una camicia bianca e una mascherina. Il montaggio voluto di una storia. Che ne racconta altre”

 

FOTO SECONDA CLASSIFICATA (Premio Capatax): Loredana Dolo

“Non sappiamo se sia lei l’autrice della scultura di sabbia. In ogni caso la sua fotografia ci fa riflettere. Una sirena spiaggiata. In un elemento che non è il suo. In una posizione arrendevole. Verrà salvata dalla prossima onda. Che l’universo aveva già scritto nella prossima marea”

 

FOTO TERZA CLASSIFICATA : Silvia Guarda

“Il ritorno alla vita, come ritorno alla natura. Forse perché ne facciamo parte. Ognuno. Tanto che il mare si riprenderà i nostri passi, facendoli suoi”