Sen.Fiammetta Modena(FI): “Da dove arrivano le email inviate a tutti i parlamentari da probabili finti navigator?”.

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“Chissà forse la Polizia Postale potrebbe accertare l’origine di centinaia di missive perlopiù anonime che arrivano nelle caselle mail di quasi tutti i senatori e deputati della Repubblica da probabili navigator? – Lo afferma Fiammetta Modena, senatrice di Forza Italia e membro della commissione giustizia di Palazzo Madama – il testo di queste lettere, inviate sulle mail di tutti i parlamentari e probabilmente firmate con nomi falsi e usati per questo scopo tentano di riportare al centro del dibattito nazionale il tema scottante dei navigator e del reddito di cittadinanza”. Questa è la premessa. “Sono un Navigator, sicuramente avrà sentito parlare di Noi, ma vorrei

raccontarle in prima persona, senza intermediari, ciò che faccio da oltre un anno e che vorrei continuare a fare” Per poi aggiungere che.  “Spesso, quando si è trattato del nostro lavoro, abbiamo pagato sulla nostra pelle il leitmotiv che recita in prima battuta: “quanti posti di lavoro hanno trovato i Navigator?”, riducendo il tutto a uno sterile, semplicistico e tranciante discorso di matching domanda/offerta, trascurando così tutto l’insieme delle competenze e professionalità multidisciplinari che hanno contribuito a garantire i livelli essenziali delle prestazioni”. Il colpo più duro al Governo Conte arriva subito dopo: “Ci dispiace, per queste e altre ragioni, constatare che all’interno della prima stesura della legge di bilancio non siano state previste le somme necessarie per proseguire e consolidare i nostri risultati finora ottenuti”. Noi siamo sempre stati contro la politica dell’assistenzialismo sterile e inutile a sé stesso, e quindi al reddito di cittadinanza e agli stessi navigator, che consideriamo un peso inutile al Paese.

 Del resto ha provato a dirlo ieri anche lo stesso Luigi Di Maio, che di questa politica è stato il padre putativo.

Speriamo – conclude Fiammetta Modena – che la Polizia postale si possa attivare per accertare la provenienza di queste mail dirette ai parlamentari, per evitare che si insinui nel Paese il dubbio che una nuova lobby di potere prova, attraverso queste missive, a cambiare le carte in tavola della politica”

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