Ardea, il Sindaco Savarese interviene sugli “usi civici” e il rilascio delle “certificazioni demografiche”

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(Meridiananotizie) Ardea, 16 gennaio 2021 – Non solo i senzatetto ma in generale chiunque non abbia una residenza riconosciuta che gli consenta di ottenere l’assistenza sanitaria, non sarà vaccinato contro il Covid-19?

Questa particolare circostanza è assai acuita nel nostro comune per via dell’abusivismo.

L’art. 5 del decreto-legge n. 47 del 28 marzo 2014, il cosiddetto Piano Casa, nel quale viene prescritto che “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge“, e, in mancanza di residenza, il diritto all’assistenza sanitaria e a un medico curante, è precluso.

Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione italiana e nessuna legge ordinaria può negarlo. Il vastissimo territorio delle Salzare ha visto negli anni l’insorgenza di centinaia di abitazioni, dove vivono abitualmente migliaia di cittadini. Molti di loro, prima dell’entrata in vigore della legge 47/2014, hanno ottenuto la residenza in quei luoghi, sebbene le abitazioni risultassero totalmente abusive. Erroneamente si ritiene che lo stato dell’abuso derivi dal gravame di uso civico che insiste in quell’area, ma non è così: quelle abitazioni sono abusive perché sono state edificate su un terreno agricolo che oltretutto era di proprietà demaniale.
Non si toglierà d’ufficio la residenza a chi l’ha ottenuta precedentemente all’entrata in vigore della legge 47, ma di certo non sarà possibile rilasciarne di nuove, almeno fin tanto che gli occupanti non affranchino l’uso civico, acquistino il terreno su cui hanno edificato e ottengano un legale condono edilizio sull’abitazione abusiva.
Per ovviare a questa grave situazione, la legge dice che le persone senza fissa dimora possono comunque ottenere una residenza anagrafica vincolata al possesso di un domicilio, cioè di un posto dove si vive in maniera stabile.
Secondo la Corte di Cassazione, l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l’ufficiale d’anagrafe, per cui tale ufficio deve limitarsi a registrare la presenza stabile di una persona sul territorio comunale, anche se si trova ad essere senza fissa dimora o vive in un alloggio di fortuna.
Il cittadino può iscriversi con una residenza virtuale, utilizzando un indirizzo inesistente.
Capisco che questa soluzione possa non essere del tutto soddisfacente per chi da tanti anni attende di poter regolarizzare la propria posizione nel nostro territorio, ma da Sindaco devo ricordare che sono anche ufficiale di governo e ho giurato di fare rispettare la legge e la Costituzione italiana.
La residenza in luogo fittizio garantisce ogni diritto costituzionale e questo, almeno fintanto che il governo non decida altrimenti, è l’unica soluzione legalmente perseguibile.
Lo dichiara in un Comunicato Stampa il Sindaco di Ardea, Mario Savarese