Sabaudia, primo delfino spiaggiato sul litorale laziale: la carcassa è sulla spiaggia da una settimana

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Foto di Luana Calvano
E’ ancora sulla spiaggia di Sabaudia la carcassa di Stenella Striata rinvenuta il 2 febbraio scorso in provincia di Latina.  Si tratta del primo cetaceo spiaggiato sul litorale laziale dall’inizio dell’anno. Da capire come mai ancora non sia stato ancora  rimosso. Per queste ragioni, nella giornata di ieri, è stato contattato l’esperto Valerio Manfrini, esperto biologo, membro di diverse associazioni di settore e reti di recupero animali spiaggiati.

“Si tratta di un esemplare subadulto di stenella striata – dichiara il dottor Valerio Manfrini, biologo marino, da oltre 20 anni si occupa di cetacei e tartarughe marine – una specie molto comune nel Mediterraneo e non solo; è il primo cetaceo spiaggiato sul litorale laziale dall’inizio dell’anno. Un dato questo in linea con gli ultimi anni dove, nello stesso arco di tempo, i cetacei spiaggiati o segnalati in difficoltà nel Lazio oscillavano tra 1 e 3 unità. Per contro, le tartarughe marine che dall’inizio dell’anno si sono spiaggiate nel Lazio, sia vive che decedute, sono 21 in totale, un numero insolitamente alto rispetto agli anni passati. Inoltre, tra queste 5 erano piccoli di una decina di cm di lunghezza. Anche in questo caso un dato non comune e preoccupante. Tutti questi 21 esemplari sono stati gestiti dalla rete regionale TartaLazio con cui collaboro”.

“Ritornando alla stenella striata – aggiunge il biologo – è in avanzato stato di decomposizione e sarà smaltita. In questi casi, l’identificazione della specie avviene attraverso la forma e il numero dei denti, non potendo contare su altre caratteristiche come la colorazione della pelle, poiché sono elementi di riconoscimento specie specifici. Nel caso della stenella striata i denti sono numerosi, 160-200 totali e 40-50 per emimascella ed emimandibola ovvero metà mascella/mandibola, sono sottili e altre caratteristiche. La causa o le cause di morte non è/sono identificabile/i, come può accadere in questi casi. Una cosa, però, mi sento di escludere ovvero che la morte di questo esemplare sia dovuta ai forti temporali e alle mareggiate degli ultimi giorni. Quest’ultime hanno solo spinto l’animale, alla deriva, sulla spiaggia non lo hanno ucciso. L’assenza dell’occhio sinistro e lo squarcio al di sotto di esso sono dovuti, quasi sicuramente, al processo di decomposizione e/o all’azione di animali come, per esempio, i gabbiani che hanno banchettato sulla carcassa”.

“Colgo l’occasione – conclude Manfrini – per ricordare che chiunque trovi un esemplare di cetaceo o di tartaruga marina, spiaggiato vivo e in difficoltà oppure morto, deve chiamare immediatamente la Guardia Costiera al 1530 che provvederà a contattare gli esperti”.

M.G.

Foto di Luana Calvano
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