Castelli Romani: si è conclusa la seconda fase del progetto “Dante: il percorso del desiderio”

0
56
Castelli Romani: si è conclusa la seconda fase del progetto “Dante: il percorso del desiderio”
(MeridianaNotizie) Roma, 13 febbraio  2021 – Distanti ma vicini grazie a Dante. Proseguono ai Castelli Romani con le lezioni riservate agli studenti dei sei istituti superiori del territorio coinvolti gli eventi per le celebrazioni del settimo centenario della scomparsa del Sommo Poeta.
Le lezioni, tenutesi a cavallo tra i mesi di gennaio e febbraio, hanno rappresentato la fase due del progetto “Dante: il percorso del desiderio”, promosso dall’Associazione culturale La Terzina in partenariato con la Città di Marino, comune capofila del progetto, il Centro Studi sull’Ars Nova Italiana del Trecento “Marcello Masini” che ha concesso un partenariato scientifico non oneroso e con i patrocini del Consiglio Pontificio della Cultura, la Diocesi di Albano Laziale, la Regione Lazio, la Città Metropolitana di Roma Capitale e i comuni di Grottaferrata, Ariccia, Albano Laziale, Castel Gandolfo, Genzano di Roma e Lanuvio, l’Adi (Associazione degli Italianisti – Gruppo Dante) il Clici (Centro di Lingua e Cultura italiana dell’Università di Roma Tor Vergata),  e l’UniTre – sede locale di Marino.
Docenti d’eccezione per i giovani castellani: Rino Caputo, noto professore di letteratura italiana, già ordinario della Facoltà di Lettere dell’Università di Roma-Tor Vergata, oggi presidente del Centro Studi sull’Ars Nova Italiana del Trecento “Marcello Masini” e Mario Alberti, maestro compositore, esperto di musica antica.
Gli incontri con le scuole si sono svolti in modalità dad (didattica a distanza) con il professor Caputo e il Maestro Alberti che hanno tenuto le loro prolusioni, tra parole e note, in collegamento dall’aula consiliare di Palazzo Colonna.  Del resto dad, oltre all’acronimo nato nell’ultimo anno in Italia con la pandemia, in lingua inglese significa da sempre “papà”. Per cui questa “dad dantesca” può aver assunto anche una doppia valenza, avendo dato modo di rinnovare agli studenti la memoria sulla reale paternità di Dante per la lingua e la cultura italiana  e europea.
Alberti: Lezioni magnifiche su due geni atemporali. Esperimento riuscito da ripetere in presenza – “Le lezioni si sono svolte magnificamente bene” testimonia Mario Alberti.  “Ho utilizzato alcune sonate di Bach per solo flauto che hanno dato modo di spiegare l’accostamento tra Dante, autore medievale, e Bach barocco, offrendo il modo di comprendere la atemporalità di questi due artisti che non possono rimanere collegati semplicemente alle epoche nelle quali sono vissuti. Entrambi sono stati iniziatori, capaci di leggere e interpretare le epoche a loro coeve ma al tempo stesso attraverso le loro opere sono stati quelli che più di qualsiasi altro hanno aperto al futuro proprio grazie alle loro illuminazioni linguistiche, politiche, socio-culturali per Dante e musicali per Bach che di fatto è stato autore, col Clavicembalo ben temperato di una sorta di abecedario della musica moderna”.
“E’ mancato il contatto con la platea di ragazzi ma nonostante la distanza i giovani studenti hanno mostrato un interesse e una partecipazione che ci ha dato la speranza di poter ripetere l’esperimento anche in presenza e, speriamo, potendo incrociare gli sguardi dei ragazzi e poterli idealmente abbracciare dal vivo”.
Caputo: Grande corrispondenza con insegnanti e ragazzi nonostante la complessità degli argomenti e la distanza fisica – “Le lezioni dantesche sono state molto positive, anche a giudicare dalle reazioni giunte da insegnanti e studenti alla fine delle stesse” ha raccontato il professor Caputo.
“Certamente la fase primaria per tutte e tutti noi è coincisa col superamento delle difficoltà di veicolare gli argomenti danteschi attraverso le piattaforme a distanza. In generale è più complicato trasmettere nozioni a proposito dell’opera di Dante che hanno bisogno davvero di una dimensione quasi fisica e un rapporto diretto tra chi parla e chi ascolta. L’Amministrazione del Comune di Marino è stata prontissima. Ha favorito la dimensione di un rapporto che, è bene ricordarlo, doveva svolgersi in complessi monumentali del territorio. Abbiamo quindi dovuto far fronte a limitazioni che però abbiamo cercato di convertire in risorsa positiva”.
“Gli insegnanti, da parte loro – ha proseguito il professore – hanno provveduto a preparare le classi rispetto alle varie tematiche, sia concordando le letture con noi, come pure spontaneamente. Per cui non ho avuto difficoltà ad adeguarmi al lavoro che gli studenti avevano fatto sul poema dantesco. Tutto ciò lo si è visto in particolare nelle domande e nelle osservazioni che ci sono arrivate attraverso i social network, in particolare Whatsapp, da parte dei giovani. Da questo punto di vista mi pare importante il fatto che si siano ritrovate le realtà dei Castelli, organizzate sapientemente nelle tre occasioni. Poi mi corre l’obbligo di ringraziare tutte le amministrazioni comunali coinvolte assieme all’associazione La Terzina che ha saputo coordinare, d’intesa sempre con le realtà istituzionali dei comuni e delle scuole, questo positivo rapporto che credo potrà ancora continuare, sia nell’anno dantesco sia avendo in previsione la celebrazione di altri centenari. Nel 2022, infatti – ha concluso Caputo –  ci sarà il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini che per tanti motivi è legato alla realtà romana e laziale ma in particolare perché ormai Pasolini è davvero da ritenersi un classico della letteratura italiana soprattutto in quanto grande poeta”.