Serie A, Lukaku fa la differenza, due gol e un assist e l’Inter batte la Lazio 3 a 1

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(Meridiananotizie) Milano, 15 febbraio 2021 – La Lazio esce sconfitta dal big-match di Milano ma lo fa a testa alta.

In realtà i biancocelesti hanno tentato fino alla fine di aggirare e scardinare la difesa nearazzurra che è riuscita nel proprio intento a bloccare le giocate e le incursioni in area dei ragazzi di Mister Inzaghi e a far ripartire un suntuoso Lukaku che, ieri sera, ha trovato due gol, entrambi nel primo tempo e poi, su una ripartenza in contropiede nella seconda frazione di gioco, mentre la Lazio era in un buon momento ed era riuscita a trovare il gol per accorciare le distanze (2-1), ha messo in campo tutta la sua forza fisica, tecnica e visione di gioco per portare l’Inter sul tre a uno finale.

Con uno scatto nella metà campo della Lazio, al 64° Lukaku palla al piede si invola verso la porta avversaria con un Parolo che tenta, inutilmente, di mantenere il passo del belga e fermare la furia nerazzurra. L’attaccante interista, sovrasta letteralmente il giocatore laziale, entra in area e sull’uscita di Reina, appoggia al centro una palla per l’accorrente Lautaro che a porta vuota può solo appoggiare la sfera in rete.

Eppure, se andiamo a vedere il tabellino della gara i numeri sembrerebbero dalla parte dei biancocelesti: possesso palla del 65% (Inter 35%); 14 tiri complessivi (Inter 12) di cui 6 nello specchio della porta (Inter 7); 692 passaggi (Inter 382) con una precisione dell’86% (Inter 74%). Ma sappiamo che nel calcio vince chi fa almeno una rete più dell’avversario e l’Inter, a discapito dei laziali, ne ha fatte due in più dei ragazzi di Mister Inzaghi, dimostrandosi più tonica e attenta in difesa e molto più cinica dei biancocelesti.

Questa sconfitta, però, non deve alimentare critiche troppo aspre nei confronti di una squadra che, come immaginiamo, purtroppo…ci saranno. Squadra che comunque, è andata a Milano per fare la partita, cosa questa che stava riuscendo molto bene ai ragazzi di Mister Inzaghi, almeno e fino al primo gol di Lukaku che ha rotto un po’ gli equilibri. Calcio di rigore, tra l’altro abbastanza discutibile, visto che nel corso della gara ci sono state entrate simili a quelle del fallo fischiato dall’arbitro Fabbri per l’intervento di Hoedt e che a situazioni inverse sono rimaste impunite.

Ora, immaginiamo che i soliti “critici estremi“, faranno cadere la solita pioggia di accuse quando un risultato non è positivo, sul Presidente Lotito per acquisti mancati; su Mister Inzaghi per scelte errate negli undici da mandare in campo e soprattutto, su Hoedt per il dubbio (aggiungiamo noi) fallo da rigore.

Naturalmente, non vogliamo affermare che le critiche non debbano esserci da parte di tifosi, giornalisti e commentatori sportivi, solo che sarebbe bello si valutassero diversi elementi al di là del risultato finale, come ad esempio guardare oltre lo score delle reti segnate e rendersi conto che la Lazio nei numeri ha dimostrato di aver fatto la partita.

Ed in particolare, vorremmo soffermarci sull’azione che ha portato al penalty per l’Inter, non per spostare l’attenzione da Hoedt a Marusic, che tra l’altro sta avendo un ottimo rendimento, né su Acerbi, colosso della difesa laziale e della nazionale, ma per dare una lettura più equilibrata degli episodi accaduti in campo, nello specifico sul rigore (ripetiamo, piuttosto discutibile) assegnato dall’arbitro e che è stato trasformato nel primo gol di vantaggio dagli interisti.

In questa occasione, molti le colpe le daranno al capo espiatorio di turno che, dopo le sfortunate giocate di Bergamo in coppa Italia con l’Atalanta, è il difensore centrale Hoedt.

In realtà sul presunto fallo da rigore, la linea di difesa laziale non è che fosse messa molto

bene. Come si noterà dalla foto qui allegata, oltre ad aver fallito Acerbi l’intervento su Lukaku, Marusic non è salito tentando di mettere in fuorigioco Lautaro che, ricevuta la palla dal suo compagno, si è involato verso la porta, recuperato in extremis da Hoedt che in scivolata, a nostro giudizio, prende la palla.

Ora, con questo non vogliamo dire che la colpa del gol non è di Hoedt ma di Acerbi che non è riuscito a contrastare Lukaku e di Marusic che era rimasto basso. Il nostro tentativo è solo quello di invitare ad osservare la gara con “occhi” diversi, scrutando il quadro dell’azione del rigore e degli altri episodi che si sono susseguiti nel corso della gara in modo più ampio, senza cadere nella trappola degli “insulti” e critiche troppo aspre e avventate, verso una squadra che anche ieri a Milano, contro una pretendente al titolo di Campione d’Italia, è entrata in campo per fare la gara e, come abbiamo già detto, i numeri confermano questo, tranne che nei gol segnati…purtroppo per la Lazio.

Crediamo sia più giusto in questo momento fare le dovute critiche ma, al contempo, elogiare questa squadra che anche ieri ha fatto vedere un ottimo calcio contro una compagine che in campo ed in panchina poteva contare su un parco giocatori pagati con ingaggi milionari.

Le dichiarazioni degli allenatori nel post-gara

Conte – “Era un obiettivo che stavamo inseguendo da un po’ di tempo, quello di arrivare in testa. Lo abbiamo fatto oggi in una partita giocata contro un’ottima squadra. Sono contento per i ragazzi, che hanno dimostrato una grande forza mentale, ma dobbiamo pensare che questo è un punto di partenza. Adesso abbiamo il derby, arrivarci davanti è meglio. Sarà una partita bella tra due squadre con ambizioni. Oggi deve essere un punto di partenza, se no ogni cosa che abbiamo fatto sarebbe vanificata”.

“Lukaku, sicuramente, ha dato una grandissima risposta dopo partite un po’ opache, c’era qualcuno che parlava di strascichi psicologici dopo il derby ma il ragazzo è a posto. Abbiamo bisogno di questo Romelu e di tutta la squadra perché giochi ogni partita con questo piglio e questa attenzione. Va fatto un grandissimo applauso a tutti. Eriksen sta iniziando a capire cosa vogliamo da lui, ha fatto una buonissima partita. Penso che abbia avuto qualche problema a capire il calcio italiano, che è molto difficile, in più ora c’è un’intensità superiore rispetto a prima. Ha fatto un passo avanti verso di noi e averlo trovato è un’arma in più per me, sono più sereno perché posso contare su di lui. Anche per Perisic il tempo è stato galantuomo. Può crescere ancora tanto perché ha potenzialità che nemmeno lui conosce, ma quando c’è materiale qualitativo fisico e umano si possono ottenere buoni frutti lavorando”.

S. Inzaghi – “Quel rigore se lo rivedi venti volte forse puoi darlo, i ragazzi sono amareggiati perché hanno visto l’arbitro andare così deciso sul dischetto. Forse puoi darlo, ma l’arbitro è stato troppo deciso nell’indirizzare la partita dopo 25 minuti. Penso che Fabbri sarebbe dovuto andare al Var e rivederlo 10-12 volte, non prendere una decisione clamorosa dopo 3 secondi. Ha indirizzato una partita che stavamo dominando. Noi però dovevamo continuare a giocare e invece da quel momento abbiamo perso un po’ di fluidità nella manovra“.

C’è rammarico perché potevamo ottenere di più. Sapevamo che l’Inter avrebbe fatto questo tipo di partita, noi abbiamo tenuto bene il campo e se leggi il risultato c’è del rammarico. Ci siamo innervositi troppo, può capitare di subire un rigore del genere, ma noi dovevamo andare avanti. Ho provato a mettere un po’ più di fisicità e una volta riaperta non dovevamo prendere subito il 3-1. Abbiamo fatto una buona gara, ma potevamo ottenere molto di più. Bisogna fare i complimenti alla squadra, venivamo da un grandissimo filotto e siamo amareggiati. Lukaku è un giocatore di grandissima fisicità, avevamo provato con Acerbi in quella posizione ad affrontarlo. L’assenza di Radu dell’ultimo minuto ci ha fatto cambiare i piani. Non potevamo rinunciare a giocare, venire a San Siro e rinchiuderci nella nostra area non era nel nostro piano partita“.

Il tabellino della gara

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi (45° st Darmian), Barella, Brozovic, Eriksen (27° st Gagliardini), Perisic (46° st D’Ambrosio); Martinez (33° st Sanchez), Lukaku (46° st Pinamonti).

A disposizione: Padelli, Radu, Vecino, Kolarov, Sensi, Ranocchia, Young.

Allenatore: Conte

LAZIO (3-5-2): Reina; Patric, Hoedt (1° st Parolo), Acerbi; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva (1° st Escalante), Luis Alberto (33° st A. Pereira), Marusic; Correa (25° st Caicedo), Immobile (24° st Muriqi).

A disposizione: Alia, Fares, Lulic, Cataldi, Musacchio, Akpa Akpro, Furlanetto.

Allenatore: Inzaghi

ARBITRO: Fabbri di Ravenna

MARCATORI: 22° pt rig., 46° pt Lukaku (I), 16° st Escalante (L), 18° st Martinez (I)

NOTE: Ammoniti: Lukaku, Hakimi (I); Hoedt (L). Recupero: 3′ pt e 3′ st

  • articolo di Massimo Catalucci