Squitieri(Lega): I compromessi della transizione energetica ci rendono complici di una grave emergenza umanitaria, mentre l’Italia perde occasioni di sviluppo

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(MeridianaNotizie) Roma, 10 marzo 2021  – A margine delle dichiarazioni del Ministro della transizione ecologica, Cingolani: “l’obiettivo dell’ecotransizione è avere il Paese sano e una giusta società”, il responsabile del Dipartimento Energia e Sviluppo Lega Lazio, Felice Squitieri, ha dichiarato di condividerla in parte, evidenziando però, che le attuali politiche energetiche, cosiddette “green”, “ci rendono complici del mancato rispetto dei diritti umani nei confronti di migliaia di bambini oggetto di sfruttamento, che, nel continente africano, subiscono una vera e propria emergenza umanitaria nelle miniere di cobalto, nella più assoluta indifferenza dell’opinione pubblica e delle autorità politiche internazionali”.

Squitieri ha spiegato come la sempre crescente domanda di immagazzinamento dell’energia elettrica, impiegata nel funzionamento di apparecchi elettrici, sta uccidendo migliaia di bambini, che vengono sfruttati nell’estrazione e semi-raffinazione delle cosiddette “terre rare”, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, già scenario del recente efferato assassinio del nostro Ambasciatore Luca Attanasio – strenue difensore dei Diritti Umani.

“Quel Green ammantato di etica ambientalista, sbandierato come scudo per uno sviluppo sostenibile delle società occidentali, non si coniuga con la tutela dei Diritti Umani, oltraggiati oltremodo da una comunicazione del “verde” bello e utile”, prosegue Squitieri.

“Quando vediamo sfrecciare i tanto diffusi monopattini elettrici che, nell’immaginario collettivo sono considerati il veicolo green per eccellenza” – ricorda Squitieri che – “il cobalto presente nelle batterie di quei monopattini è stato estratto dalle miniere da bambini con un’età variabile dai sei ai dodici anni, che lavorano, in condizioni disumane e assolutamente prive di qualunque misura di sicurezza, per almeno 14h al giorno, per 6 gg. su 7, con paghe orarie che vanno da mezzo dollaro a un dollaro e mezzo l’ora. Non solo; a questo infatti, si aggiunge il danno ambientale dovuto al fatto che la prima raffinazione del cobalto avviene in pozze d’acqua alimentate da corsi d’acqua locali, nei quali altri bambini lavano i blocchi di cobalto, che verranno poi spediti in Cina, ormai il Paese che a livello mondiale detiene il monopolio dell’attività estrattiva in tutta l’Africa.

“Noi, come Lega, non siamo contrari alla transizione energetica verde – ha voluto precisare Squitieri – ma essa non può prescindere da una sostenibilità consapevole, verificata attraverso un forte e condiviso processo etico, che quando attuato ci contraddistingue come popolo, portatore di quegli antichi valori di civiltà che si fondano sulla nostra storia e sulla nostra cultura.

Mi rivolgo in particolare a quelle forze politiche schierate contro le infrastrutture necessarie al trasporto dei combustibili fossili, ad esempio, i gasdotti, senza poi verificare in modo accurato e dettagliato tutta la filiera della sostenibilità verde. Ne sono un esempio lampante gli accordi con la Cina per la Via della Seta, per i quali tanto si è prodigato il governo Conte II, stringendo amicizie e alleanze con una potenza commerciale antidemocratica, palesemente indifferente a questa immane tragedia in Africa e che, per giunta, esporta un modello di business che non conosce alcuna etica.” “Credo” – ha proseguito Squitieri – “che la Cina possa essere un grande partner commerciale, ma non “ad ogni costo”, soprattutto se non rispetta la Convenzione ONU sui diritti umani.”

Trovo singolare che certe forze politiche, che, qui in Italia, si gonfiano il petto per la tutela della salute dei lavoratori, possano invece appoggiare l’interscambio commerciale con un Paese che non conosce protezioni sociali di alcun tipo.

Ciò vale anche a livello locale, dove le amministrazioni sono – e a ragione – ferree nel controllo degli adempimenti da parte delle aziende verso i propri dipendenti, ma poi non mettono in atto una credibile politica di controllo sulle merci provenienti dalla Cina né sulle aziende che le commercializzano”.

“Credo che questo atteggiamento debba cessare immediatamente, soprattutto, per dirla con il Ministro Cingolani, “per avere il Paese sano e una giusta società”, ma anche per poter fare scelte energetiche più consapevoli e frutto non solo della propaganda ideologica, ma di una reale conoscenza del problema”. “La polarizzazione politica, purtroppo, ha introdotto in Italia la pericolosa sindrome “– ha concluso Squitieri – “quella che gli Inglesi definiscono NIMBY – Not In My Back-Yard (Non nel mio giardino), a indicare l’ipocrisia di pretendere beni e servizi, magari anche a basso costo senza interrogarsi sulla loro provenienza, purché non “rovinino il nostro orticello”.

“Anche in questo caso, gli esempi italiani sono, purtroppo, innumerevoli e hanno una lunga storia, a partire dal referendum sul nucleare del 1987, che ha sancito un indirizzo di sviluppo assolutamente non sostenibile per il nostro Paese e che il comparto industriale subisce ancora oggi. L’Italia è costretta ad acquistare oltre il 70% del proprio fabbisogno energetico da quelle nazioni che producono energia nucleare e a importare per oltre il 90% di gas (combustibile fossile).

La sindrome NIMBY si ripercuote anche a livello locale, ad esempio sulla questione dei rifiuti. Nel Lazio, ormai da un decennio, l’amministrazione Zingaretti, nel timore di perdere consenso elettorale ha evitato di affrontare il tema dell’individuazione delle aree deputate ad accogliere gli impianti per il trattamento dei rifiuti solidi urbani, che peraltro porterebbero ingenti investimenti per la riqualificazione “green” dei territori individuati. I timori instillati nella cittadinanza da una certa propaganda ideologica, ha fatto sì che ci si opponesse a prescindere alle proposte fatte nel tempo, con il risultato di continuare a “esportare” i nostri rifiuti all’estero, pagando ingenti somme e offrendo, così, ad altri Paesi, fonti di energia disponibile, con la connivenza dell’amministrazione PD e M5S.”

Pertanto, Squitieri auspica che “la Politica in generale – e la Lega, in questo, è in prima linea – abbia il coraggio di offrire ai cittadini soluzioni realmente sostenibili, con investimenti efficaci per la riqualificazione dei territori, che si pongano come obiettivo la produzione di energia per lo sviluppo economico dei settori produttivi e vantaggio per le famiglie italiane che oggi pagano per l’energia il prezzo più alto in Europa.”