Capitale: Benvenuti-Caruso, dopo il totale abbandono degli alberi di Roma, in questo periodo le potature mettono a rischio i nidi.

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(MeridianaNotizie), Roma, 12 aprile 2021 – Apprendere la notizia che verranno messi a dimora 2500 alberi nella Capitale, dopo la gara indetta alla fine del 2019, non può che farci piacere. Meglio tardi che niente, certo è bene ricordare come l’intervento avviene a fine consiliatura della Sindaca Raggi, dopo che per 5 anni le alberature e gli spazi verdi sono stati completamente dimenticati. Come non vi sono stati programmi di nuove piantumazioni, né vi è stato un concreto intervento per la presenza della Toumeyella parvicornis, la “cocciniglia tartaruga” che ormai interessa  l’80% dei   Pinus pinea, circa  120.000 esemplari,   mettendo a rischio  ben un terzo del totale delle alberature presenti nella Capitale. 

 E’ quanto dichiarano  in una nota Piergiorgio Benvenuti, responsabile della Consulta Ambiente di Forza Italia a Roma e Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale e Cinzia Caruso Responsabile del Dipartimento Difesa e salute degli animali di Ecoitaliasolidale.  

 “Gli interventi che stanno per essere avviati in questo momento però creano un ulteriore problema, le manutenzioni arboree sono partite in una stagione sbagliata, sia per il ciclo vitale degli alberi, ma anche perché a primavera si sviluppa la  nitificazione di alcuni tipi di uccelli. Conservazione normata dalla Direttiva Europea 147/2009, oltre ad essere in violazione proprio del regolamento comunale che vieta potature su suolo pubblico che possano danneggiare o rimuovere nidi, ai sensi dell’articolo 49 del  “Regolamento sulla tutela degli animali” del Comune di Roma”.  “E’ bene ricordare che la natura non si  adegua ai ritardi politico-amministrativi.  Auspichiamo la massima attenzione –proseguono Caruso e Benvenuti- sia per salvare  gli alberi che in questo momento stanno per essere abbattuti, ma che potrebbero benissimo essere curati e salvati o per  potature estreme, le cosiddette capitozzature, per non uccidere,  ferire  o distruggere nidi,  stando attenti sia al patrimonio ambientale della Capitale, già fortemente compromesso, sia per difendere la biodiversità”.

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