Roma, dove il comune non arriva, ci pensano i cittadini a mantenere il decoro urbano. E a ottobre nella Capitale ci sono le amministrative

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(Meridiananotizie) Roma, 14 aprile 2021 – Dove il comune non arriva, ci pensano i cittadini a mantenere il decoro urbano. E’ il caso di un cittadino di Roma che abita nella zona di Selva Candida nei pressi di Via Boccea che, stanco di vedere il degrado urbano in cui vige la città dove vive, ha deciso, “armato” di attrezzi da lavoro e operando in sicurezza, di assolvere il gravoso compito che spetta all’amministrazione locale con sede in Campidoglio a cui, lui e altri cittadini versano, comunque, tributi per una manutenzione dei giardini, pressoché, inesistente.

Siamo alle solite, anche l’attuale amministrazione sembra non sia riuscita nel suo intento programmatico pre-elettorale di qualche anno fa a dare quella “sferzata” di cambiamento cui in molti auspicavano. E non può essere la scusa della pandemia in atto che può assolvere un’amministrazione che a pochi mesi dalla fine del suo mandato ha fatto poco o niente di quanto aveva promesso. Roma è vittima di un degrado costante e continuativo che inizia da quello ambientale (manutenzione verde, raccolta differenziata rifiuti e riciclo, manutenzione spiagge e fiumi, tutela del territorio e dissesto idrologico) alla mobilità sostenibile, alla sicurezza e molto altro ancora.

Ed ecco che i cittadini, laddove possono, facendosi carico di una responsabilità che non gli compete, mossi da un apprezzabile senso civico, decidono di mettersi a disposizione, gratuitamente, della collettività per rendere decoroso l’ambiente “città” in cui milioni di persone transitano ogni giorno.

Eppure, questa amministrazione, facendo leva sulle decisioni del Governo centrale, riguardo in particolare il “reddito di cittadinanza“, potrebbe mettere a frutto tale iniziativa e fare in modo che i soldi impegnati per un assistenzialismo destinato a chi non halavoro e reddito, possa rendere, contestualmente, un servizio pubblico alla cittadinanza, coinvolgendo il beneficiario del contributo economico, in attività di manutenzione del decoro urbano. Ora, qualcuno obietterà che non tutti possono svolgere un’attività di giardinaggio perché serve una formazione di base per l’utilizzo degli attrezzi da lavoro e soprattutto riguardo la sicurezza sul lavoro. Laddove dovessero esserci queste osservazioni, rispondiamo che, in modo altrettanto agile e veloce si può, in una giornata di formazione, dare le necessarie nozioni di base per preparare operatori del servizio ambientale al meglio. Forse, non c’è la volontà di voler mettere a frutto risorse economiche (reddito di cittadinanza) che, ricordiamolo, sono sempre frutto di risorse dei cittadini “contribuenti”.

Roma, intanto, continua a presentare le sue “ferite” urbane che attendono da anni di essere “curate” e non semplicemente, “tamponate”. L’emorragia in atto del galoppante degrado in ogni ambito, deve essere fermata ma, sembra quasi che nessuno, al di là delle parole, si voglia, realmente, prendere la responsabilità di cambiare rotta e iniziare a fare interventi decisi e risolutivi per dare alla Capitale d’Italia il lustro che merita. Roma, la “Città Eterna“, luogo di cultura, arte e storia millenaria, merita dei “gestori” che sappiano amministrare con conoscenze e competenze, una metropoli che è un “museo” a cielo aperto nel suo “cuore” del centro storico, ma che presenta anche delle importanti periferie dove vive la stragrande maggioranza dei residenti romani, aree che necessitano di interventi tendenti a migliorare, in alcuni casi a realizzare “ex novo”, molte opere di carattere ambientale, strutturale (strade, scuole, uffici pubblici, ecc.), sociale, economico produttivo, e molto altro.

Le elezioni amministrative si avvicinano ed anche se sono state rimandate ad ottobre 2021, per effetto delle limitazioni negli spostamenti e ai divieti di assembramento dettati dai vari DPCM emanati dal Governo per tentare di fermare l’epidemia in corso data dalla diffusione del virus “Covid-19 sars2“, non sembra ci sia molto interesse da parte dei vari partiti politici di voler assumersi la responsabilità di Governare la città. La sensazione che si percepisce è che sembra quasi che, chi partecipa alla corsa verso la poltrona di “Sindaco”, in realtà lo faccia solo perché deve essere fatto. Una prassi elettorale che dovrà comunque eleggere il “primo cittadino” cui delegare la gestione della Capitale per i prossimi cinque anni. E tra tutti i nomi che attualmente, circolano, forse quello che potrebbe, in qualche modo, dare una svolta positiva alla città, almeno da un punto di vista dell’economia basata sul turismo culturale e sulla rivalutazione della Capitale quale centro di cultura, arte e storia millenaria, spicca il nome di Vittorio Sgarbi che si candida da solo con lista civica “Risorgimento” e che avrebbe anche il supporto dei “No Euro“.

Altri esponenti: Virginia Raggi (M5S) dovrebbe ricandidarsi, a seguito di una modifica al regolamento interno per dare il via libera alla possibilità di ricevere il secondo mandato; nel PD si fanno i nomi di Roberto Gualtieri e Luca Zingaretti, anche in accordo con il M5S laddove la Raggi dovesse fare un passo indietro. Calenda potrebbe correre per il Sindaco di Roma ma staccato dal PD; il centro destra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) sembrerebbero orientati verso il manager Andrea Abodi e Bertolaso, quest’ultimo già indicato nella precedente mandata elettorale del 2016 poi, ritiratosi in corsa e scelto al suo posto l’imprenditore Marchini, con le furie della Meloni che non era d’accordo su tale candidatura.

E se il “lassismo” che si percepisce politicamente parlando, fosse vero, allora tra tutti, forse la candidatura di Sgarbi Amministratore dellaCittà Eterna“, sembrerebbe la più indicata, se non altro per mettere in moto un meccanismo di promozione della Capitale, quale luogo di cultura, arte e storia nelle sue più svariate forme di turismo culturale, già questo non sarebbe un fatto da sottovalutare, perché significherebbe un ottimo indotto economico per la città. Sgarbi per i suoi modi di fare non si rende sempre simpatico a tutti ma le sue innate conoscenze e competenze, oltre l’amore che nutre per l’arte e la letteratura e tutto ciò che riguarda la cultura, lo pongono in una posizione “papabile” di candidato alla poltrona di Sindaco di Roma. Magari, in questo modo avremo almeno qualcuno che ha un forte interesse verso la tutela dei beni museali, storici, culturali e artistici della Città che sono patrimonio, non solo dei romani ma dell’umanità intera.

  • articolo di Massimo Catalucci