DL MINISTERI, RADINI TEDESCHI: GIUSTA DIVISIONE TRA TURISMO E CULTURA MA SI LAVORI INSIEME

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(MeridianaNotizie) Roma, 9 aprile 2021 – “E’ un bene che un Paese come il nostro abbia un Ministero con portafoglio che si occupi esclusivamente delle tematiche turistiche. Il comparto turistico rappresenta, con il suo indotto, più del 20% del PIL e merita di essere gestito in esclusiva”. È quanto dichiara in una nota lo storico e intellettuale Daniele Radini Tedeschi commentando l’approvazione alla Camera del Decreto Legge che ha previsto il riordino dei Ministeri.

“Separare il Turismo dalla Cultura non è per forza un errore – continua la nota – in Italia, infatti, esiste anche un turismo non culturale così come la cultura deve muoversi e svilupparsi indipendentemente dalla sua fruizione. Questo però non vuol dire che il Ministero della Cultura debba essere messo da parte, anzi, dovrà avere maggiori supporti e finanziamenti per fare in modo che i due dicasteri si parlino e condividano progetti e prospettive per riuscire a far crescere di pari passo entrambi i comparti. In questo senso, è un bene la soppressione del comma che prevedeva un finanziamento di 692 mila euro per lo staff del Ministro, se ci sono dei fondi da destinare al Mic che vengano spesi per i progetti di restauro e ricerca. In una visione più romantica a me molto cara – azzarda lo storico – potrebbero essere destinati a creare un fondo pensionistico per artisti poveri e anziani riconoscendone una specificità professionale e un valore morale e nazionale”.

“Il patrimonio culturale e gli artisti – aggiunge ancora Daniele Radini Tedeschi – vanno prima ancora che “sfruttati” come una possibile risorsa, tutelati e valorizzati poiché le risorse artistico-culturali e la loro gestione possono incidere sul sistema economico di un Paese in vari modi e rappresentare un pilastro sul quale fondare lo sviluppo e la ripartenza economica”.

“Ora – conclude Daniele Radini Tedeschi – bisognerà evitare che il Turismo, materia di più facile comprensione e con un più immediato riscontro anche dal punto di vista economico, fagociti tutto ciò che è arte e cultura in senso più stretto. Certamente il Ministro Franceschini, liberato dalla gestione del comparto turistico, potrà ora dedicarsi profondamente alla sua delega primaria”. 

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