L’allontanamento dei minori dalle Famiglie è sempre necessario e tutela realmente i diritti del bambino? Il caso di Katia Cruz

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(Meridiananotizie) Ancona, 18 maggio 2021 – Il problema della tutela dei minori è uno degli argomenti più delicati da trattare anche in relazione a come, spesso, viene esercitata tale tutela dalle istituzioni preposte, Tribunali, Servizi Sociali, Forze dell’Ordine.

Quanti ricorderanno il video che ha fatto il giro del web dove, per “tutelare” Lorenzo (clicca qui), un minore di soli 6 anni, ovvero, per toglierlo ai suoi familiari e garantirgli, secondo quanto previsto dal tribunale, un’adeguata assistenza sociale, si impiegarono un enorme spiegamento di forze dell’ordine, vigili del fuoco, personale sanitario, medici, personale dei servizi sociali: 3 auto dei Carabinieri, 1 ambulanza, 1 medico, 1 mezzo dei VVFF, 1 assistente sociale.

Se torniamo indietro nel tempo, già nel 2011/2012 si tennero in diverse città d’Italia, convegni dal titolo “sottrazione coatta dei minori alle famiglie“. I dati che uscirono dalle aule di convegno, furono e sono tutt’ora preoccupanti:”l’80% di casi di allontanamento dei bambini viene fatto per false accuse” (clicca qui).

Senza trascurare il dolente caso di “Bibbiano” che proprio in questo mese, il 6 maggio, ha visto esprimersi il gup Dario De Luca che ha respinto tutte le eccezioni sollevate in queste settimane dalle difese, e con un’ordinanza ha disposto che le intercettazioni vengano utilizzate dicendo che non violano i diritti degli indagati e ha dichiarato che non ci sono lacune nel fascicolo depositato dal sostituto procuratore Valentina Salvi (clicca qui).

Un dato questo che non può lasciare indifferenti e che pone la nostra attenzione su come vengono gestite le verifiche da parte dei servizi sociali che valutano i contesti familiari in cui vivono i minori e quali parametri vengono usati dagli stessi per relazionare al Giudice situazioni di mancata tutela del minore da parte delle famiglie stesse.

E a tal proposito, accogliamo il caso della Sig.ra Katia Cruz, una donna di origini cubane, residente in Italia, che denuncia un illegittimo allontanamento dai propri figli minori, deciso dal Tribunale di Ancona. La Sig.ra Cruz ci racconta che i suoi problemi sono iniziati quando, giunta in Italia con un bimbo in grembo, insieme a colui che oggi è il suo ex compagno, iniziò a maltrattarla e ad addossarle colpe che, per quanto raccontato dalla stessa Sig.ra Cruz, quest’ultima non aveva. “Ricevetti una denuncia – dichiara la donna – da parte del mio ex compagno, dove mi accusava, falsamente, di maltrattarlo davanti a mio figlio“.

L’appello disperato della Sig.ra Cruz giunto alla nostra redazione è il tentativo di una mamma, di rendere noto attraverso la pubblica informazione, il dramma che ella sta vivendo, a seguito della sottrazione da parte degli organi competenti preposti, dei propri figli minori.

Dopo un confronto con la stessa, abbiamo voluto incontrare anche l’avvocato Miraglia dello Studio Legale Miraglia Associato, che l’assiste in questo percorso giudiziale e al quale abbiamo chiesto maggiori delucidazioni riguardo la situazione della donna e dei suoi figli.

L’avvocato si è da subito reso disponibile a fornirci maggiori dettagli in merito alla vicenda qui trattata della Sig.ra Cruz. Inoltre, occupandosi delle questioni riguardanti l’affidamento e le “anomalie” rilevate con le quali, lo Stato, attraverso gli organi territoriali competenti, tribunali e servizi sociali, mette in atto con troppa “superficialità” l’allontanamento dei minori dalle loro famiglie e dai loro familiari, hanno voluto rilasciare delle dichiarazioni specifiche, accompagnate da documentazione comprovante quanto da loro affermato, al fine di rendere noto quanto sta accadendo nella vicenda che vede coinvolta la loro assistita.

Quanto si può essere crudeli con le persone fragili? Cosa c’è dietro a provvedimenti urgenti, se poi questi non fanno il bene di nessuno? La storia, l’ennesima, di un allontanamento forzato e ingiustificato di una madre dai propri figli accade ad Ancona, dove spesso i figli vengono allontanati ai genitori in difficoltà.

A una donna di origine straniera, in Italia senza famiglia né lavoro – commenta l’avvocato Miraglia – i primi di gennaio scorso sono stati tolti entrambi i figli, uno nato da due giorni appena, strappatole letteralmente dalle braccia mentre si trovano ancora in ospedale. Ed era ancora ricoverata, a riprendersi dal parto, quando le è stato comunicato che non poteva più tornare nella comunità in cui era ospitata e dove aveva lasciato il figlioletto più grande, di un anno e mezzo. Il quale, nel frattempo, è stato affidato a una famiglia, senza possibilità per lei di rivederlo“.

Un trauma e un dramma per questa donna, che si è trovata in poche ore senza figli né un tetto sopra la testa, costretta ad affidarsi al buon cuore di qualche amico.

Questa volta, però, l’ingiustizia altre volte perpetrata dal Tribunale per i minorenni delle Marche, è stata fermata dalla Corte d’Appello di Ancona, che ha disposto una verifica delle capacità genitoriali della donna.

Estrapoliamo una parte essenziale dell’Ordinanza emessa dai Magistrati della Corte di Appello di Ancona che fa emergere, da una parte il diritto del rapporto che deve sussistere tra minore e il proprio genitore: “[…]la assoluta rilevanza dell’esigenza di salvaguardare il rapporto tra genitore biologico e figlio[…]“; dall’altra,  mette in dubbio la “fragilità” psicologica di cui è accusata la donna: appare necessario accertare, sulla base di una approfondita valutazione della personalità della reclamante, se effettivamente, a cagione della propria condizione psicologica, offra o meno adeguate garanzie di protezione per i figli minori(clicca qui per leggere tutta l’Ordinanza)

La Corte ordina quindi di non assumere decisioni affrettate, ma basate su attente valutazioni, tanto che ha disposto una consulenza tecnica.

Come si fa a giudicare una donna incapace di fare la madre, se non le si dà la possibilità di esserlo?– domanda l’avvocato Miraglia che prosegue – “Le hanno tolto il figlio dalle braccia, due giorni dopo il parto: come è possibile valutare che non potrebbe essere una buona mamma se non ha mai potuto esserlo per lui? Per colmo di cattiveria, mentre si trovava ancora ricoverata, ha scoperto che il figlio più grande era stato affidato a sua insaputa a una famiglia e che per lei si erano chiuse le porte della comunità. Buttata in mezzo a una strada, senza sostegno alcuno e senza i suoi bambini”.

Apprezziamo – aggiunge l’avvocato Miraglia – il fatto che la Corte d’Appello ci abbia dato ragione e abbia disposto una verifica prima di allontanare definitivamente i bambini da lei: da anni sosteniamo che il Tribunale per i minorenni delle Marche metta in atto delle adozioni mascherate, allontanando forzatamente i bambini dalle famiglie in difficoltà, per affidarli a famiglie che magari non possono avere figli”.

E’ una “denuncia” forte quella manifestata dall’avvocato Miraglia. E’ veramente terribile, pensare che si possa arrivare a “mercificare” la vita umana in un Paese che si definisce civile.

“In questo caso – puntualizza l’avvocato – la Corte ha disposto che sia necessario valutare, prima di privarla dei figli, se effettivamente questa mamma possa essere in grado di accudire e proteggere i suoi bambini, disponendo una perizia sulla sua capacità genitoriale e ritenendo che sia nell’interesse dei due minori incontrare, anche in forma protetta, la loro madre. Se oltre a noi – conclude l’avvocato Miraglia – anche la Corte d’Appello si è convinta che qualcosa non funzioni negli allontanamenti dei bambini ad Ancona, riteniamo sia urgente un’ispezione ministeriale come già più volte richiesto”.

Da anni si parla di una “sottrazione coatta dei minori da parte dello Stato alle Famiglie” e degli interessi che ruotano intorno ad un sistema di allontanamento e conseguenziale affidamento del minore in case famiglia o a nuclei familiari che ne fanno richiesta. Speriamo sia arrivato il momento, grazie anche a chi, come gli avvocati Miraglia non abbassa la guardia su una “gestione” anomala nella tutela dei diritti dei minori e della  Famiglia, affinché non vi siano altri interessi che quelli reali della vera tutela dei diritti su menzionati.

Noi, come libero organo di informazione, come sempre saremo qui a documentare l’evolversi di questa ed altre situazioni non chiare.

  • articolo di Massimo Catalucci
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