LO SFOGO DI ACE SUI SOCIAL: “SONO ETERO, MA SOPRATTUTTO SONO LIBERO. BASTA STEREOTIPI”. 

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LO SFOGO DI ACE SUI SOCIAL: “SONO ETERO, MA SOPRATTUTTO SONO LIBERO. BASTA STEREOTIPI”.

(MeridianaNotizie) Roma, 8 maggio 2021 – Social, influencer e battaglie culturali, un legame sempre più indissolubile   All’indomani della bufera per gli attacchi di Fedez contro la Lega e la Rai, durante i quali il rapper si è apertamente schierato a favore del Ddl Zan (legge contro la discriminazione sessuale), un altro volto molto conosciuto dai giovanissimi si è espresso sul tema – da sempre scottante – dell’orientamento sessuale e della galassia di pregiudizi e battaglie ideologiche che ci ruotano intorno.   Parliamo dell’influencer noto come Peter Ace (@itsace su Instagram): romano di nascita, milanese di adozione, molto riservato sulla sua vita privata, in passato vittima di bullismo per il suo aspetto fisico. Gli sono bastati pochi anni (il suo canale Youtube è stato creato nel 2015) per diventare un vero fenomeno sulle principali piattaforme social, sconfinando anche dal mondo virtuale.   Senza peli sulla lingua, dopo essersi infilato una gonna, Ace ha postato un video su TikTok dal titolo : “Ho rubato un vestito a mia madre”.   Apriti cielo: in pochi minuti il video ha scatenato un putiferio, una valanga di commenti offensivi si è sganciata contro il giovanissimo influencer. Ma  non sono mancate di certo anche parole di entusiasmo e di sostegno per Ace. Gli argomenti divisivi sono il sale della viralizzazione e il video di Ace non ha fatto eccezione: sono bastati meno di trenta minuti per superare le 150 mila visualizzazioni. Ma non è finita qui, perché poi, a rincarare la dose, è arrivato lo sfogo di Ace contro gli hater omofobi.  “Sono un ragazzo etero ma sopratutto sono un ragazzo libero!”, ha spiegato Ace, per poi aggiungere: “E Questo vuol dire che mi vesto come mi pare e se volessi potrei anche truccarmi! Voglio abbattere tutti questi stereotipi, perché un altro ragazzo come me, che non è un influencer come lo sono io, nel sentirsi dire queste parole si sarebbe vergognato e avrebbe smesso di vestirsi cosi e di conseguenza non sarebbe stato più libero, questo non va bene! Non dobbiamo vergognarci dobbiamo opporci ad una società bigotta e normalizzare l’argomento in un paese pieno di stereotipi e di pregiudizi, non assecondarli”.   Al Web non possono che far bene degli influencer che non usano soltanto i loro social come mezzo di intrattenimento, ma anche come palcoscenici per lanciare messaggi positivi e in grado di stimolare il dialogo. Oltre al già citato Fedez, anche gli influencer Chiara Ferragni, Elodie, Mahmood ed altri si sono apertamente schierati contro l’omofobia, senza risparmiarsi in posizioni politiche nette, come nel caso del Ddl Zan: ed anche qui, naturalmente, il dibattito continua e continuerà ad imperversare, fra chi li accusa di fare solo social marketing e chi li elogia per il loro impegno civico.

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