EVENTI, DE ANDRE’ LEGGE DANTE. MUSICA E POESIA NELL’ESTATE ARICCINA A PALAZZO CHIGI 

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DE ANDRE’ LEGGE DANTE. MUSICA E POESIA  

NELL’ESTATE ARICCINA A PALAZZO CHIGI 

Il professor Rino Caputo e il Maestro Mario Alberti protagonisti sabato 17 luglio nel comune dei Castelli Romani con un evento  dedicato all’inedita coppia di poeti: Dante Alighieri e Fabrizio De André. 

(MeridianaNotizie) Aricica, 10 luglio 2021 – Sabato 17 luglio alle ore 21,30 in occasione delle celebrazioni del VII centenario della scomparsa di Dante  Alighieri, l’associazione Culturale La Terzina, in collaborazione con il Comune di Ariccia e il patrocinio della  Città Metropolitana di Roma Capitale, dell’Adi (Associazione degli italianisti Gruppo Dante), presenta una  serata evento in cui la poesia del sommo poeta si mescola con le note di colui che è stato definito un poeta  contemporaneo con la chitarra, il compianto Fabrizio De André. 

De André legge Dante. Musica e poesia, questo il titolo dell’evento in programma a Palazzo Chigi ad  Ariccia, vanta il partenariato scientifico non oneroso del Centro Studi sull’Ars Nova Italiana del Trecento  “Marcello Masini” di Certaldo, presieduto dal prof. L. Rino Caputo, già ordinario di Letteratura Italiana nella  Facoltà di Lettere e Filosofia dell’’Università di Roma “Tor Vergata” e direttore della Rivista Internazionale  Dante, che sarà presente alla serata, condotta e coordinata da Lucilla Tiberi e Martina Nasini. 

“Dante e Fabrizio De André pur a distanza di tanti secoli presentano un tratto comune a chi si esprime  attraverso la poesia e la musica – spiega il professor Caputo – Tra poesia e musica, infatti, esiste un  indissolubile intreccio che ha vissuto un divorzio nei secoli successivi a Dante. Noi oggi leggiamo la poesia  con gli occhi, invece ai tempi di Dante menestrelli e trovatori, i cantautori dell’epoca, davano la nota al testo  poetico. Lo stesso Dante è protagonista di questo rapporto tra poesia e musica, perché come ha fatto De  André, scrive testi di poesia per essere musicati e inserisce una ballata che si ritrova nella sua Vita Nova, alla  stregua di canzoni e sonetti”. 

“Questo atteggiamento lo ritroviamo in Fabrizio De André dove la poesia è più importante della musica che ha  note essenziali erecupera molte tradizioni europee come quella cantautorale francese. Prima di morire  De André ha confessato di voler essere ricordato soprattutto come poeta e può definirsi come tale perché è  in grado di tenere sullo stesso piano musica e poesia, nessuna delle due è ancella dell’altra – continua il  professore – Entrambe godono dello stesso statuto artistico, grazie ovviamente all’abilità dell’artista e questo  avviene sia nei componimenti di maggior ispirazione medievale di De André e sia quelli recuperati ricordando  l’esperienza dantesca. Pensiamo solamente all’uso che De Andre fa dell’Antologia di Spoon River, un catalogo  di figure che per stessa ammissione di Edgar Lee Master sono ispirate alla Divina Commedia di Dante Alighieri  o ancora all’espressione poetico-musicale dell’ultimo De Andre dove l’elemento della forte  tensione espressiva tiene conto di tutto quello che Dante ha insegnato alla letteratura italiana e ai cantautori  novecenteschi italiani: a quell’intreccio armonioso tra musica e poesia, poesia e musica, ovvero la musica  della poesia e la poesia della musicacome l’associazione culturale La Terzina sta portando avanti da tempo  con sicuro e crescente successo”. 

Se di connubio tra musica e poesia si parla in un’ideale percorso che va dal medioevo fino alla contemporanea  scuola genovese cantautorale non possono mancare sul palco due artisti d’eccezione, i maestri Franco 

Menichelli e Mario Alberti, presidente dell’associazione La Terzine che con la loro voce, e i loro strumenti  dalla chitarra, al liuto al mandolino condurranno gli spettatori all’ascolto delle melodie di Faber” “Il percorso musicale che interpreteremo si divide in due parti seguendo il percorso didattico del prof. Caputo:  la prima è dedicata ai trovatori e all’amor cortese con otto ballate da Carlo Martello a Jordi per citare le più  note à spiega il Maestro Alberti -Una seconda parte è dedicata ai cantastorie che aveva una funzione diversa  nel Medioevo rispetto ai trovatori e potevano parlare anche di fatti di cronaca e quindi spazio ai grandi successi  di De André da Marinella a Bocca di Rosa. Saremo due menestrelli con voce e chitarra per una bellissima  serata”. 

Nel corso della serata a portare i saluti istituzionali ci sarà la vicesindaca della Città Metropolitana Teresa  Maria Zotta e per l’amministrazione comunale ospitante il sindaco ariccino Gianluca Staccoli: “Siamo  particolarmente lieti di celebrare l’inizio di questa nostra estate ariccina con gli occhi di due geni, l’Alighieri e  De André, riusciti perfettamente nell’impresa di essere contemporaneamente figli del loro tempo e padri,  estensori di arti riuscite a sconfiggere l’inesorabilità transeunte del tempo”, dichiara il primo cittadino. 

“Dante e Faber nel contesto principesco e berniniano della nostra Ariccia, di Palazzo Chigi, rappresentano  benissimo, proprio con una evidenza più forte del tempo e del suo naturale incidere su uomini e luoghi, come  in realtà vi sia un filo conduttore fatto di versi e note, o meglio di note per i versi e versi per le note, capace  decisamente di andare oltre la logica del divenire – continua Staccoli – Palazzo Chigi e tutta la nostra città che  risuoneranno di tanta meraviglia, saranno quindi lo specchio, la cassa armonica, il testimone migliore dello  stupore del tempo che, di fronte alla bellezza assoluta, fa decisamente un passo indietro, cedendo il proscenio  all’eternità”. 

  

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