Roma, rifiuti, Olimpia Troili (PD) “riscopriamo le Banche del Riuso”

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“Roma è ormai da parecchi mesi in emergenza rifiuti. Le discariche che dovevano essere disponibili nell’anno 2017 –commenta la giovane esponente PD Olimpia Troili candidata al Consiglio Comunale di Roma Capitale- non sono state rese accessibili”.

Rispetto alla grave emergenza rifiuti che vive in questi mesi Roma Capitale, Olimpia Troili, esponente emergente di primo piano del PD romano, non ha dubbi e dice: “Bisogna cambiare

l’ottica con la quale si considera il rifiuto uno scarto e cominciare a considerarlo una risorsa, come anche sancisce la direttiva 2018/851 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30

Maggio 2018, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti.

Secondo la giovane promessa PD al Campidoglio, “Le Banche del riuso, sono ad oggi l’alternativa consona alle direttive europee in cui la gerarchia delle tre R (Ridurre, Riutilizzare e Riciclare) viene rispettata. Bisogna fare un’attenta distinzione tra i prodotti che devono essere riciclati e quelli che possono essere riutilizzati”. Per la giovane esponente politica “Il riuso è sicuramente una via economicamente più sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale, poiché prevede un risparmio energetico dato dall’assenza dei meccanismi di riciclo”.

Va sottolineato che quella del riuso è una politica che già alcuni paesi europei hanno adottato. “Nel 2014 anche a Roma – ricorda Olimpia Troili- venne portata avanti la delibera 109 in cui si sanciva la creazione di almeno una banca del riuso per ogni Municipio. Data l’emergenza rifiuti e l’inevitabile emergenza sanitaria, questa risulta essere la via più auspicabile per una

Roma più verde e più sostenibile”.

Per la candidata al consiglio comunale nelle file del PD “La riparazione ha un ruolo fondamentale nelle banche del riuso: ogni rifiuto dopo un’attenta valutazione da parte degli enti pubblici competenti – in caso di guasti – viene riparato in laboratori specifici, organizzati per settori merceologici. Dopo la riparazione, viene infine portato presso i negozi dell’usato”.

Per Olimpia Troili, dunque, “Questo processo ciclico consentirebbe una gestione più controllata dei rifiuti e soprattutto andrebbe in contro alle normative sancite dall’Unione Europea.

Inoltre, la politica del riuso consente di ribaltare il paradigma che vede il rifiuto come una fonte di costo da parte del cittadino, tramutandosi invece in una fonte di guadagno. Il circuito commerciale è fondamentale che sia remunerato. Il guadagno da parte del cittadino – se non può avvenire in euro – potrebbe avvenire tramite blockchain: il sistema che consente la registrazione di ogni transizione in maniera digitale. A ogni rifiuto verrebbe attribuito un punteggio che diventerebbe cumulativo e spendibile nei negozi dell’usato”.

“Per fare in modo che questo progetto funzioni – conclude Olimpia Troili – è importante sensibilizzare ogni singolo cittadino sulla regola delle tre R. In primo luogo è fondamentale ridurre la produzione dei rifiuti. Se la loro produzione è inevitabile, allora si può percorre la via del riuso e soltanto in fine viene valutata quella del riciclo”.

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