Ardea, una fornace sempre accesa. Ancora fuochi tossici in via Monti Santa Lucia…Dove sono i controlli? Evacuate 15 famiglie

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(Meridiananotizie) Ardea, 29 agosto 2021 – Ardea sta diventando una fornace sempre accesa e al di là dell’incuria e dell’inciviltà di alcuni cittadini, emerge un dato sempre più allarmante: mancanza di controlli del territorio e garanzia della sicurezza cittadina da parte delle istituzioni preposte a svolgere tale ruolo.

Certo, lo sappiamo, mancano le risorse umane, strumentali ed economiche per sorvegliare adeguatamente, un territorio vasto come quello del Comune di ardea ma di questo passo, si rischia di creare un degrado sempre più crescente in ogni ambito che, con la sola buona volontà e senso civico di molte brave persone che risiedono e/o frequentano Ardea per diversi motivi (villeggiatura, lavoro, ecc.) non si può pensare di contrastare. Il buon senso civico dei cittadini, deve essere, necessariamente, supportato da un sistema locale e nazionale che garantisca la sicurezza delle persone e la tutela della loro salute.

L’ennesimo incendio di via Monti di Santa Lucia nel territorio rutulo, che sta divampando dalle ore 12:00 di oggi, sta incendiando oltre le sterpaglie e la vegetazione, molti rifiuti tossici identificabili dalla nube nera che si alza per molti metri nel cielo fino ad essere osservata a oltre 30 chilometri di distanza. Addirittura ci arrivano segnalazioni da Ostia Lido di Roma.

In forte apprensione gli abitanti del posto colpito dal maxi incendio (tutta la zona di Tor San Lorenzo) per cui le squadre di soccorso, intervenute tempestivamente sul luogo, hanno organizzato l’evacuazione di circa 15 famiglie che erano troppo, pericolosamente, vicine alle fiamme con le proprie abitazioni.

Nella zona interessata dall’incendio, sono intervenuti i vigili del fuoco con 2 autobotti. A loro si sono uniti i sanitari del 118, polizia di stato, carabinieri e polizia locale, oltre ai soliti volontari di protezione civile. Intorno alle ore 14:00 si è recato sul posto anche il Sindaco di Ardea, Mario Savarese.

Molte persone sono ancora in strada ma il Nuclueo Operativo Airone, intervento subito, sta raccomandando alla popolazione di chiudere le finestre perché la coltre di fumo denso e nero, è il risultato di materiali plastici e altamente tossici che stanno bruciando.

Una situazione irrecuperabile, dove non si vede fine – dichiara Gianni Fois, comandante del nucleo operativo di protezione civile Airone – stiamo intervenendo con tutte le squadre che abbiamo a disposizione, ogni giorno c’è un intervento. Giorni fa avevo dichiarato che se si continuava così, ci sarà un rogo generale con problemi gravi e irrecuperabili. Spero che non sia quello di oggi”.

“Oramai”, brutta questa parola ma non possiamo fare a meno di prenderla in considerazione visto che sono all’ordine del giorno roghi di questo tipo che, è lecito pensarlo, non possono essere frutto di una casualità…sono troppo ripetitivi e coinvolgono sempre troppo, rifiuti tossici.

Il tratto di territorio interessato da fuochi giornalieri è l’area compresa fra via monti di Santa Lucia e via valli di Santa Lucia, un territorio conosciuto come “zingaropoli”, “cava” o “cimitero delle auto rubate”.

Sono tante le segnalazioni che ci arrivano quotidianamente, per incendi in quest’area…giorno e notte, non fanno distinzione.

I cittadini di Ardea, quelle tante persone che sanno vivere nel rispetto delle regole, non meritano tutto questo scempio.

E’ ora che le istituzioni locali, ovvero, il Governo della città, si faccia carico della responsabilità che ha nei confronti dei cittadini e del territorio ed anche se è palese che non vi sono le risorse necessarie, trovi il modo di manifestare alle istituzioni centrali, con qualsiasi mezzo che uno stato democratico permette, l’allarmante e drammatica situazione che vige in questa terra, prima che sia troppo tardi.

Forse, è arrivato il momento che, il Governo della città e la Politica locale si attivino per esigere dal Governo centrale, laddove l’Amministrazione Locale non ce la fa da sola,  l’attenzione e le risorse di cui questo territorio necessita, anche coinvolgendo la popolazione in manifestazioni pubbliche che possano richiamare l’interesse dei media nazionali.

Il tempo sta scadendo, si rischia di passare dalla parte della parabola discendente e quando è in caduta libera, una situazione come quella che sta degenerando ad Ardea, difficilmente, si riesce a fermare.

  • articolo di Massimo Catalucci
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