Felice Squitieri(Lega): emendare la legge 42/2009 di Roma Capitale per dare completa autonomia e capacità  d’indirizzo in materia di energia. 

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Squitieri: emendare la legge 42/2009 di Roma Capitale per dare completa autonomia e capacità  d’indirizzo in materia di energia. 

Il responsabile del Dipartimento Sviluppo – Energia della Lega Lazio, nell’intento di rendere Roma  Capitale una città ancora più verde, sostenibile e sicura, lancia il proposito di dare piena  completezza alla possibilità di azione della Capitale anche in materia di energia e sviluppo, creando di fatto, un polo d’eccellenza per tutti gli aspetti energetici, ambientali ed occupazionali  legati al PNIEC e PNRR.  

“L’uso e il consumo d’energia nella Città di Roma nei prossimi 10 anni aumenterà di circa il 20% per  far fronte alla forte spinta all’elettrificazione che le città del terzo millennio impongono. Per la  realizzazione di una città sempre più “smart”, quindi, è necessaria una riflessione sostanziale in  merito al progetto di città che ci prefiggiamo di realizzare” – così ha esordito Felice Squitieri  responsabile del Dipartimento Sviluppo – Energia a margine di un incontro con i dirigenti nazionali  della Lega riunitisi oggi nella sede di Botteghe Oscure.  

“Pertanto, Roma Capitale deve assurgere ad un ruolo centrale nella gestione della Transizione  Ecologia ed Energetica di tutto il Paese. La nostra città ne ha titolo sia per tradizione nella ricerca  avanzata in ambito scientifico, che per la presenza sul suo territorio di tutti quegli enti che per  vocazione operano con pieno riconoscimento a livello nazionale e internazionale” – sottolinea  Squitieri.  

“Per raggiungere questo obiettivo diventa indispensabile emendare la legge 42/2009 su Roma  Capitale. La nostra proposta è quella di attribuire alla nostra città anche le competenze afferenti la  gestione autonoma dell’energia e delle politiche ad essa legate. A nostro avviso – ha proseguito  Squitieri – Roma Capitale, deve creare un assessorato di scopo che governi le azioni ed i processi in  merito alla produzione sostenibile ed alla distribuzione efficace dell’energia in linea con quanto  prefigurato dal PNIEC e dal PNRR. In questo caso, l’Assessorato di scopo, dovrebbe avere capacità di  controllo e verifica sulla sicurezza delle reti infrastrutturali hardware e software legate a questi  aspetti, soprattutto nel campo del cyberspazio. Inoltre con la creazione di un assessorato ad hoc per  la Transizione Ecologica ed Energetica, si potrebbero avviare tutte quelle cooperazioni di eccezionale valenza scientifica ed industriale che porterebbero alla nascita di un vero e proprio polo di eccellenza  in ambito energetico, in cui l’assessorato di Roma Capitale figuri come il fulcro di coordinamento e  indirizzo di tutte le future iniziative in merito all’argomento. Tale polo, infatti, avrebbe la capacità di  coordinare e mettere a sistema i vari enti presenti sul suo territorio come ENEA, INFN, ESA, ESRIN,  CNR che costituiscono un patrimonio unico al mondo in termini di conoscenza ed expertise tecnica. Non solo – ha continuato Squitieri – Roma Capitale, a questo punto, avrebbe titolo di chiedere a  gran voce l’apertura di un ufficio di rappresentanza dell’Agenzia Europea “Fusion for Energy” in  modo tale da mettere al centro della ricerca europea tutti gli enti nazionali interessati. In questo  modo Roma Capitale diverrebbe, anzi tornerebbe ad essere, il polo di eccellenza italiano per quanto  riguarda la ricerca e l’innovazione nel settore energetico e della tecnologia avanzata. Tutto ciò non  solo per quanto riguarda i grandi enti operanti nel settore, ma anche per gli atenei romani e le  imprese private attive in questo settore. In questo modo – ha concluso Squitieri – con l’Assessorato di scopo, si avrebbe la certezza del tipo di spesa e di indirizzo dati dei fondi comunitari del PNRR, dei  fondi di Ricerca Internazionale e soprattutto incentivando la spesa di ricerca e sviluppo delle startup  e delle aziende operanti in un quadro di partnership pubblico – privato. Stimiamo che tali attività a  regime avranno ricadute a livello occupazionale di 8/10.000 unità, con qualifiche di alto livello”. 

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