Il “Green Pass” rispetta le leggi costituzionali e i vaccini anti Covid-19, seguono una sorveglianza passiva o attiva? Facciamo un po’ di chiarezza…

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(Meridiananotizie) Ardea, 7 agosto 2021 – La Legge n.87 del 17/06/2021 di conversione del D.L. n.52 del 22/04/2021 (art.8 bis – cerimonie) e il Decreto Legge n.105 del 23/07/2021 (art.3 – altre ipotesi) introducono il cosiddetto GREEN PASS, stabilendo che l’accesso a tutta una serie di attività è consentitoesclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19“.

Questa Legge, “obbliga” (illegittimamente, per molti giuristi) ad attuare la procedura del “Green Pass“, ovvero, ad esibirla quando si vorrà accedere alle seguenti attività/esercizi:

  • Bar, pub, ristoranti e in generale qualsiasi servizio di ristorazione al chiuso
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive
  • Cinema, teatri, musei, mostre e tutti gli altri istituti e luoghi della cultura
  • Piscine, palestre, sport di squadra, centri benessere, ma solo al chiuso
  • Sagre e fiere, convegni e congressi
  • Centri termali
  • Parchi tematici e di divertimento
  • Centri culturali, sociali e ricreativi, solo per le attività al chiuso
  • Sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò
  • Concorsi pubblici.

Prepariamoci a vivere questa fase dell’estate ancora più calda di quella vissuta fin ora, non solo per le naturali temperature stagionali che, più o meno, rispecchiano i livelli del periodo, piuttosto, per le temperature corporee che si innalzeranno in molte persone, per effetto della gestione di questa emergenza sanitaria (non considerata tale da molti medici come abbiamo descritto nei nostri precedenti articoli – clicca qui) che sta creando non pochi vincoli e coercizioni ai cittadini e all’economia.

Di questo, se ne è parlato lo scorso venerdì sera nella trasmissione televisiva “Stasera Italia” (Rete 4), condotta da Veronica Gentili, dove erano presenti la giornalista, Maria Giovanna Maglie; l’europarlamentare Antonio Tajani (Forza Italia); il Prof. Massimo Galli (Primario Malattie Infettive Ospedale Sacco di Milano).

In questa sede, Tajani sosteneva che l’economia con il “Green Pass”, ovvero, con le “certificazioni verdi”, riprenderà vigore, per cui il processo attuato dal Governo in fatto di obbligatorietà all’osservanza delle procedure sanitarie dallo stesso emanate, è un senso di responsabilità e di libertà per tutti. Ma a fargli da contraltare, è intervenuta la giornalista Maria Giovanna Maglie, che vede, invece, in primo luogo un rallentamento nella ripresa economico produttiva, se non un vero e proprio stop; in secondo luogo, vede una libertà condizionata. Spieghiamo meglio il concetto della giornalista Maglie, in particolare legato alla libertà personale di azione: laddove non esibiremo una certificazione che ci consenta di accedere nei luoghi (quasi tutti) dove la stessa viene richiesta, la nostra libertà è limitata, per cui abbiamo due possibilità: o ci adeguiamo alle nuove disposizioni sanitarie; oppure ci ritroveremo ghettizzati e relegati in disparte nel cotesto sociale.

Volendo enfatizzare quanto sta accadendo e forse neanche troppo, la limitazione della libertà indicata da Maria Giovanna Maglie, non può non far tornare alla mente forme di discriminazione sociale, culturale ed etnica, con le quali in passato ci siamo dovuti confrontare, solo che oggi, l’obbligatorietà, ci viene mascherata da una “pseudo libertà di scelta”, che ci pone davanti ad un bivio.

E’ come se dovessimo dire ad una persona: ci vediamo domani alle 10.00 o alle 11.00? La prerogativa è che diamo per scontato che domani ci vedremo e che l’altro o l’altra, non hanno possibilità di scelta o meglio, la possibilità di scelta ce l’hanno, ovvero, quella di scegliere tra due orari che gli abbiamo proposto, per cui, qualsiasi delle due scelte farà, le avremo comunque decise noi.

Questa metafora, calza bene con quanto deciso dal Governo Draghi, in ragione dell’attuazione del Green Pass.

Sono d’accordo con Tajani quando rivendica il diritto alla salute – dichiara Maria Giovanna Maglie – ma devo anche dire che siamo difronte ad un rimedio, ad un farmaco (riferito al vaccino anti Covid-19) che ha ricevuto dall’agenzia Americana un’autorizzazione d’emergenza; dalla EMA (Agenzia Europea) un’autorizzazione condizionata e che il Consiglio di Europa ha scritto che nessuna discriminazione, deve essere fatta nei confronti di chi avesse deciso di non vaccinarsi; che l’art. 32 della Costituzione Italiana dice che la libertà personale è inviolabile.”

Quanto affermato da Maria Giovanna Maglie, mette in luce, in primis, che un’autorizzazione non è un’approvazione e che il Green Pass non può essere obbligato, né direttamente, né indirettamente. Infatti, la “pseudo libertà di scelta”, che ci viene concessa, a seguito dell’entrata in vigore del Green Pass, maschera un’imposizione indiretta, questo è evidente: o ti vaccini e lo fai gratis (il vaccino è gratuito ma visto che lo paga lo Stato Italiano, significa che lo paghiamo noi), oppure paghi subito 15 euro (adulti) 8 euro (ragazzi dai 12 ai 18 anni) per farti il tampone. Pertanto, potremmo affermare che, laddove qualcuno sostiene che in realtà “il Governo non obbliga“, direttamente, a vaccinarsi, indirettamente chiude tutte le porte alla libera circolazione dei cittadini non “schedati” (vaccinati o tamponati e considerati negativi al Covid-19).

Nel corso della sua trasmissione, un quesito interessante lo pone ai suoi ospiti in studio, la conduttrice Veronica Gentili: “Una cosa che resta oscura a molti – dice la Gentili – E’ stato molto importante, così si è detto, l’obbligo del vaccino per il personale scolastico ma i ragazzi al di sotto dei dodici anni non saranno obbligati a farlo. Quindi, perché è così importante vaccinare il personale scolastico se poi, i ragazzini non sono vaccinati e comunque possono contrarre il virus?

Il Prof. Massimo Galli (Primario Malattie infettivi Ospedale Sacco di Milano) tenta di dare una risposta alla conduttrice: “Quando ti trovi a scuola in presenza di ragazzi non vaccinabili (al di sotto della soglia di età prevista – NDR), si devono fare due cose: il personale scolastico deve essere vaccinato altrimenti te lo ritroveresti contagiato dalla possibilità di infezione; devi avere il massimo possibile di valutazione e controlli, per quanto riguarda la possibilità che si creino dei focolai tra i bambini. Quindi, avremo il personale scolastico che si vaccina per la sua sicurezza e – aggiunge il Prof. Galli –  quello sanitario che si vaccina per la sicurezza dei pazienti, fisicamente, ‘debilitati’, ‘deboli’.

A fare da eco a quanto detto dal Prof. Galli, già il giorno prima che entrasse in vigore il “Green Pass”, era intervenuto il Senatore Pierluigi Paragone che sulla sua pagina Facebook con un video affermava: “Quella della ‘certificazione verde è un’azione vigliacca del Governo Draghi.

Il Senatore evidenzia anch’esso la limitazione della libertà delle persone e l’incostituzionalità del provvedimento governativo e rincara la dose sul fatto che siamo difronte ad una “pseudo libertà di scelta” e invita ad una riflessione: “i ragazzi che al di sotto dei 12 anni non devono presentare nessuna certificazione verde per entrare a scuola, come si mettono nel momento in cui vogliono fare sport e frequentare una palestra?

E questo, indubbiamente, già sarebbe sufficiente per riflettere e capire che la libertà viene limitata.

Inoltre, secondo il Senatore Paragone, la “vigliaccata” (come la chiama lui) del “Green Pass”, di non toccare i ragazzi al di sotto dei 12 anni è solo una strategia politica perché a breve ci saranno le amministrative e in qualche modo, sempre secondo lui, non si vogliono creare eventuali altre tensioni, anche se è convinto che a metà ottobre prossimo, anche gli under 12 saranno chiamati ad osservare a  scuola il “Green Pass”.

Sapete perché non lo hanno fatto ora dichiara Paragone, riferito al Green Pass per gli under 12  – perché il 3/4 ottobre ci saranno le amministrative e hanno paura di prendere una legnata se avessero toccato i ragazzini. Ma vi dico già come finisce questo film. A metà ottobre diranno: aiuto, salgono i contagi. Bisogna vaccinare assolutamente, bisogna spingere. Allora cominceranno a mettere degli ‘Hub’ dentro le scuole per fare vaccinare anche i bambini e gli adolescenti.

Sulla questioni dei vaccini anti Covid-19, sulle modalità di somministrazione e le certificazioni verdi è intervenuto anche l’Avv. Franco Muratori, già ospite sulle nostre pagine del giornale per diversi interventi di natura giuridica, civile e penale.

Ormai è comprovato – dichiara l’Avv. Franco Muratori – che vaccinati e non, hanno le stesse possibilità di infettarsi e contagiare, peraltro con la stessa carica virale ed hanno anche identiche possibilità di essere ricoverati e di morire, a patto che siano sopravvissuti al vaccino, ovviamente. Inoltre, questo è bene tenerlo a mente, se si avvertono situazioni neuro-psico-fisiche avverse, a seguito dell’inoculazione dei vaccini anti Covid-19 e si cerca di contattare la struttura sanitaria per segnalare il caso, questa, solitamente non ammette che tali reazioni sono una conseguenza del vaccino inoculato. Questo è almeno quanto accaduto in decine dei casi seguiti dallo Studio Legale.”

“Peraltro – puntualizza l’Avv. Muratori – in caso di danni gravi o di morte da vaccino, è estremamente difficile essere risarciti del danno subito. Questo, perché, sia col consenso informato che viene fatto sottoscrivere a chi si sottopone alla somministrazione del vaccino; sia nella documentazione che accompagna il farmaco inoculato; la struttura sanitaria e la casa farmaceutica, si sono messe, preventivamente, con le spalle coperte.”

C’è da dire che le reazioni avverse ai “vaccini” anti Covid-19 sono registrate, a seguito di segnalazioni, presso la banca dati Europea EudraVigilance ma, cosa strana è che, se si prova ad accedere ora a tale sito web – clicca qui – a parte la “Clausola di esclusione della responsabilità” che appare nella pagina e che già fa riflettere molto – clicca qui – l’accesso alla visione dei suddetti dati registrati è impossibile – clicca qui -. A scanso di equivoci, non vogliamo apparire dei complottisti, per cui diciamo che, forse, il mancato accesso alla visione dei dati è solo momentaneo e dovuto ad un aggiornamento del sito, quindi, se dovesse essere così, a giorni sarà, nuovamente, accessibile on-line e liberamente, visibile a tutti.

A tutto ciò, dobbiamo aggiungere – prosegue l’Avv. Franco Muratori – che il 100% delle segnalazioni dei miei assistiti, in ragione di effetti avversi al vaccino anti Covid-19, inviate anche a mezzo PEC, non sono state inserite nei data base dell’Ente di Vigilanza europeo. Inoltre è anche bene ricordare, come qualcuno ha già evidenziato, che siamo in piena fase di sperimentazione dei Vaccini anti Covid-19 a cui il vaccinato, si sottopone spontaneamente. E qui una precisazione va fatta: la vigilanza di un farmaco si divide in ‘attiva’ e ‘passiva’;

  • attiva quando si osservano tutte le procedure dettate dalle leggi vigenti in materia, ovvero quando si informa il volontario della somministrazione del farmaco che è oggetto di sperimentazione e che verrà osservato nei prossimi mesi ed anni (fino a dieci) riguardo gli eventuali effetti che possono scaturire dall’introduzione nel suo organismo di un prodotto specifico;
  • passiva quando il soggetto cui viene somministrato il farmaco, non viene richiamato ad osservazione periodica ma si registrano eventuali dati spontanei dichiarati successivamente alla somministrazione.”

Ora, considerato quanto affermato dall’Avv. Franco Muratori e posto in relazione a quanto già largamente descritto nei precedenti nostri articoli, riguardo i dati relativi a sicurezza ed efficacia di questi vaccini anti Covid-19 che saranno noti solamente dopo la fine del 2023; visto che non sono in atto forme attive di sorveglianza (anche se l’AIFA ha annunciato di voler attivare progetti di farmacovigilanza attiva ma ad oggi non risulta che questo sia stato fatto), si può dedurre che i soggetti che decidono di farsi inoculare tali vaccini, sono consapevoli che lo stanno facendo gratuitamente, a loro rischio e pericolo e, soprattutto, sono oggetto di una sperimentazione.

Quello che sto per dire – puntualizza l’Avv. Franco Muratori – è raccapricciante e difficile da accettare ma è la cruda e nuda verità, purtroppo: ricordiamoci che con la ‘sorveglianza passiva’ dovrebbe essere il morto ad avvisare che è deceduto a causa del vaccino. E qui già si può immaginare quale ‘verità’ viene diffusa dagli Enti preposti alla sorveglianza sanitaria, in ragione dei dati che ci vengono forniti sulle reazioni avverse dei vaccini anti Covid-19. Per cui – aggiunge l’Avvocato – l’unica arma che abbiamo, è prevenire eventuali danni dovuti da reazioni avverse a seguito della somministrazione del vaccino anti Covid-19…e l’unico modo è non vaccinarsi. Perché, qualora l’accettassimo e in seguito dovessimo incorrere in reazioni avverse, ci potremmo veder rispondere che: nessuno ci ha obbligati a vaccinarci; che abbiamo firmato il consenso informato; il farmaco è in fase di sperimentazione fino al 31/12/2023; che quella reazione avversa non è data da una conseguenza del vaccino; che tutti i farmaci possono creare delle reazioni (effetti collaterali) anche la semplice aspirina; che il sintomo accusato post vaccino non è legato alla somministrazione di quest’ultimo ma la manifestazione di qualcosa che già era in atto nel nostro organismo.”

Quanto qui esposto dall’Avv. Franco Muratori, di fatto, evidenzia che nessuno potrà dire, dopo aver fatto il vaccino, di non sapere, di non conoscere.

“Il problema – conclude l’Avv. Franco Muratori – è che la maggior parte delle persone è pigra e non impegna tempo per informarsi e ascolta, per lo più la televisione. Oggi in internet c’è la possibilità di fare ricerca e seguire voci attendibili nel campo medico scientifico. Quindi, se anche è evidente che esiste un condizionamento a vaccinarsi, questo sarà, difficilmente, dimostrabile in tribunale. Pertanto, quello che è possibile fare, è batterci per il diritto, insidacabile e inattacabile, di libertà di scelta, appellandoci alla nostra Costituzione e a quanto previsto dal Consiglio Europeo per cui nessuna discriminazione, deve essere fatta nei confronti di chi avesse deciso di non vaccinarsi.

Quanto appena detto dall’Avv. Franco Muratori, rispecchia in parte l’idea del Senatore Pierluigi Paragone, ossia, quella di creare un’azione popolare preventiva, per chi volesse opporsi al “Green Pass” e che lo stesso Senatore considera un atto dovuto per chi vuole evitare di vedersi limitare la propria libertà di azione. Quella messa in campo dal Senatore Paragone è una “Petizione contro qualsiasi imposizione del Covid-GreenPass” e ad accompagnare la modulistica da firmare, c’è anche una sorta di “manuale di resistenza e resilienza per la libertà“, che l’ex Senatore grillino consiglia di seguire e di cui ne da’ evidenza e diffusione nelle sue pagine social e internet (clicca qui).

A chiosa di questo articolo, ricordiamo che il “Green Pass” l’ottiene chi:

  • ha fatto almeno la prima dose di vaccino;
  • può dimostrare di essere guarito dal covid;
  • risulta negativo ad un tampone fatto entro le ultime 48/h

Per chi non rispetta tali disposizioni sono previste sanzioni da 400 a 1.000 euro e la chiusura da 1 fino a 10 giorni per le attività “obbligate” ad osservare le suddette procedure, se le violazioni di quest’ultime si ripetono in 3 giorni diversi. Così come sono previste sospensioni dal lavoro e dello stipendio a insegnanti, personale scolastico, personale sanitario.

  • articolo di Massimo Catalucci 

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