Olimpiadi di Tokyo. Un nuovo Rinascimento per lo sport italiano

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Olimpiadi di Tokyo. Un nuovo Rinascimento per lo sport italiano

Dietro alle vittorie dell’Italia, a pochi giorni dalla fine dei Giochi olimpici, la fiducia e la forza del gruppo

(Meridiana Notizie) Roma, 7 agosto 2021– La pioggia di medaglie che la spedizione azzurra sta collezionando alle Olimpiadi di Tokyo continua a dare i brividi anche in pieno agosto. L’ultima vittoria nella staffetta 4×100 è la consacrazione di una nuova era per l’atletica leggera. L’Italia entra nell’età dell’oro.

“Prima di entrare in pista ci siamo guardati e promessi di vincere. Siamo sul tetto del mondo” ripete Marcell Jacobs ai microfoni RAI dopo la gara. Le parole di Fausto Desalu esprimono il valore straordinario del team azzurro: “Ho chiesto a Marcell: ti fidi di me? Lui mi ha detto di sì. La nostra forza è il gruppo che unisce, quel centesimo in più che ha fatto la differenza”.

Una gara perfetta, tirata in ogni parziale: dalla prima frazione corsa da Lorenzo Patta, all’ultima segnata da una rimonta sensazionale di Filippo Tortu sul britannico inizialmente in vantaggio. Un finale al fotofinish che ha tenuto con il fiato sospeso una nazione. A chi gli fa notare l’impresa risponde: “È difficile parlare di me e non di noi oggi. La staffetta si corre in quattro. Poteva succedere, ci abbiamo creduto e lo abbiamo fatto”.

Il medagliere dell’atletica dice 5 ori, al pari degli Stati Uniti. In poche settimane Marcell Jacobs, Gianmarco Tamberi, Massimo Stano, Antonella Palmisano e la staffetta 4×100 hanno polverizzato record e dominato gare tradizionalmente riservate ad un club esclusivo di nazioni come USA e Giamaica.

Una delle immagini più emozionanti dell’Olimpiade rimane quella dei due atleti del salto in alto, Mutaz Barshim e il nostro Gimbo, insieme sul podio più alto: “Facciamo la storia man.. due medaglie sono meglio di una” dirà l’atleta qatariota all’amico con il quale, ancora prima dell’oro, ha condiviso lo stesso, doloroso infortunio alla gamba.

Una scelta che, oltre ad esprimere la forza dell’amicizia, affianca al concetto di competizione un’altra parola, apparentemente contrapposta: la cooperazione. Un gesto incomprensibile, se letto alla luce di quell’individualisimo caro alla cultura anglosassone, ma che spinto all’estremo porta alla non accettazione della sconfitta e all’incapacita di saper perdere. Emblematico il rifiuto della medaglia d’argento agli Europei di calcio da parte della nazionale inglese, o le subdole e infondate accuse di doping rivolte a Marcell Jacobs dai giornalisti britannici e americani all’indomani della vittoria nei 100 metri.

L’abbraccio fra Gimbo e Jacobs, oro nel salto in alto e nella corsa, rappresenta il simbolo di un nuovo ‘Rinascimento’ per lo sport italiano e non solo: la volontà di risalire e andare avanti dopo due anni di pandemia, ma anche la spinta a superare la linea del tempo e dello spazio per ricercare “cieli nuovi e terre nuove”.

(A cura di Raffaele Natalucci)

 

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