Incendio a Milano. Giorgio Lupoi (Oice): “Fondi Pnrr per pianificare controlli e manutenzione”

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Incendio a Milano. Giorgio Lupoi (Oice): “Fondi Pnrr per pianificare controlli e manutenzione”

Per Lupoi “sarà importante impiegare al meglio le risorse del Pnrr, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle costruzioni esistenti, garantendone la sicurezza e la stabilità”

(MeridianaNotizie) Roma, 1 settembre 2021 – Il rogo impressionante divampato nel grattacielo di Via Antonini a Milano ha destato numerosi interrogativi circa le cause di un evento che poteva provocare una vera e propria strage. Fortunatamente, il pronto intervento dei Vigili del Fuoco ha impedito che l’incendio potesse trasformarsi in tragedia. In attesa di conoscere le risultanze delle indagini, appare opportuno riflettere sulle azioni necessarie per evitare che simili disastri si ripetano anche in futuro.

“L’incendio che ha distrutto la Torre dei Moro a Milano evidenzia la necessità di incrementare e pianificare le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, verificare la tenuta dei materiali esistenti utilizzati, progettare nuove strutture seguendo regole aggiornate in materia di prevenzione degli incendi, dei rischi sismici e di ogni altra calamità naturale o accidentale”. Così l’ingegnere Giorgio Lupoi, consigliere nazionale Oice (Associazione delle organizzazioni di ingegneria e architettura) e partner dello Studio Speri, in merito all’incendio del grattacielo Torre dei Moro, in via Antonini, a Milano.

“In questa prospettiva – aggiunge Lupoi – sarà importante impiegare al meglio le risorse del Pnrr, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle costruzioni esistenti, garantendone la sicurezza e la stabilità. Occorre inoltre investire sulla formazione professionale, su un aggiornamento continuo dei tecnici e implementare i controlli sui vecchi edifici e all’interno delle aziende”.

Dai primi accertamenti sembra che l’incendio abbia distrutto completamente il rivestimento esterno del palazzo di 15 piani abitato da una settantina di famiglie che ora si appellano alle Istituzioni chiedendo di non essere lasciate sole.

(A cura di Raffaele Natalucci)

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