I 70 anni della NATO fra geopolitica e diritti umani

62

I 70 anni della NATO fra geopolitica e diritti umani

Una ricorrenza storica che offre l’opportunità di riflettere sulle nuove sfide per la sicurezza globale e sull’evoluzione dell’alleanza a guida statunitense

(Meridiana Notizie) Roma, 18 settembre 2021 – Il settantesimo anniversario della presenza NATO in Italia cade in una fase particolarmente complessa per l’Alleanza, caratterizzata dal controverso disimpegno militare in Afghanistan e dal progressivo spostamento degli interessi americani nell’area indo-pacifica, come testimonia il recente accordo “Aukus” siglato fra Usa, Gran Bretagna e Australia: un’alleanza tecnologico militare che, di fatto, taglia fuori l’Unione Europea.

Per il Presidente della Repubblica Mattarella, recatosi alla base Nato di Lago Patria, l’Alleanza Atlantica resta la “pietra angolare” della politica di sicurezza italiana, volta a difendere “valori come libertà, coesione sociale, sicurezza comune, rispetto reciproco tra i popoli”. La condivisione dei principi comuni alle democrazie liberali è stata sottolineata anche dal Ministro della Difesa Guerini che, peraltro, ha posto l’attenzione sull’importanza di un’Unione Europea più forte: ”Oggi più che mai è doveroso fare un salto di qualità politico e ragionare sulla difesa europea per rafforzare il pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica”.

Il ritiro americano da Kabul e ora il patto per la fornitura di sottomarini nucleari all’Australia da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna, per il Ministro degli Affari Esteri Di Maio “dimostrano l’urgenza di lanciare una Difesa europea che preveda anche un coordinamento dell’industria continentale”. Un passo in avanti dalla indubbia portata storica che evidentemente non potrà prescindere dalla discussione sulle reali prospettive e sui fondamenti della politica estera comune.

In occasione dell’assemblea che parallelamente ha visto riuniti a Roma i rappresentanti di oltre 70 realtà laiche e cattoliche, il coordinatore della cabina di regia della Rete italiana pace e disarmo (Ripd), Sergio Bassoli, ha sollevato il tema dei diritti umani rilanciando la proposta di destinare parte delle risorse del Pnrr a sostegno di una difesa civile non armata che consenta di affrontare adeguatamente le nuove sfide alla sicurezza globale come il cambiamento climatico. Nell’appello rivolto alle istituzioni si chiede il rispetto del dettato costituzionale che all’art.11 impone all’Italia il ripudio della guerra, la ratifica del Trattato Onu per la messa al bando delle armi nucleari e l’attuazione della legge 185/1990 che vieta l’export di armi a Paesi in guerra o che violano i diritti umani. Questioni aperte di vitale importanza per il futuro della democrazia e che, pertanto, meritano risposte politiche in vista della Giornata internazionale della pace, martedì 21 settembre.

(A cura di Raffaele Natalucci)

Articolo precedenteTutto esaurito per la presentazione di “VIAGGIO ALL’ARICCIA TRA ‘700 E ‘800”, il nuovo contributo di Alberto Silvestri e Maria Cristina Vincenti, dedicato ai frequentatori del tratto aricino dell’Appia e della Locanda Martorelli
Articolo successivoSan Felice Circeo tappa dello Sport City Day