Elezioni Comune di Roma: a colloquio con Daria Cascarano candidata per Fratelli d’Italia.

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(MeridianaNotizie) Roma, 28 settembre  2021 – In una fase storica in cui ogni giorno l’opinione pubblica, i nostri governanti, le forze sociali rimuginano su misure restrittive, amputazioni di diritti, lasciapassare della libertà e si spendono tempo soldi ed energie pubbliche per dissertare continuamente sui livelli di rischio e sicurezza cui la popolazione è esposta, proprio in giorni bui e concitati come questi, si avverte più chiaramente che mai l’esigenza di una lezione di razionalità, ponderatezza, slancio etico, voglia di partecipazione e di impegno coordinato.

Sicuramente gli ingredienti di un interessante menù politico e di giovane militanza di Daria Cascarano, candidata consigliere di Roma Capitale alle prossime elezioni per la lista Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia. Messa in tutela dei minori in una fase in cui la vaccinazione di massa sembra aver acquisito i contorni di una soluzione salvifica unidirezionale e senza limitazioni anagrafiche, difesa del paesaggio urbano, un ritrovato afflato comunitario per il miglioramento e la ristrutturazione del territorio in chiave di crescita civile, apprendimento, educazione, diritti sociali, ecco alcuni dei punti di maggior smalto del suo progetto.

Quarantadue anni, giovane mamma di un bambino di 12 anni, laureata con lode alla LUMSA in scienze della comunicazione con indirizzo istituzionale e di impresa, Daria si occupa di comunicazione, marketing e benessere, oltre a promuovere attività nel mondo del sociale. Ha perfezionato la sua formazione conseguendo il master triennale di counseling e coaching dell’Istituto Life e ha fatto il corso di operatore centro d’ascolto alla Caritas.

Ha avuto in passato un’agenzia di pubblicità e con la famiglia ha editato, senza fondi pubblici, un quotidiano a tiratura nazionale.

Il suo impegno nel sociale si è sempre prodigato per i più giovani ed indifesi. Nel 2007 con il progetto per la pace in Terra Santa e nel mondo ha portato avanti la raccolta di fondi per l’istituto musicale Magnificat in Israele, tenuto dai frati francescani custodi di Terra Santa, luogo di incontro e confronto attraverso la musica di bambini di tutte le religioni.

Si occupa dell’ufficio stampa dell’Osservatorio nazionale “Anni di piombo” per la verità storica e ha costituito il “Comitato art. 34” genitori per la scuola, per difendere il diritto di tutti bambini a vivere la scuola come una casa accogliente che dia loro gli strumenti per crescere sereni e consapevoli.

 Daria, è un periodo di grandi agitazioni sociali e di emergenza sanitaria, e tutto questo ribolle particolarmente nello scenario di una città capitale come Roma. Che cosa ti ha spinto personalmente e idealmente a scendere in campo, come si suol dire, nelle file di Fratelli d’Italia?

 “Vengo da una famiglia di imprenditori che hanno sempre sentito forte il senso della comunità e non si sono mai tirati indietro se bisognava impegnarsi per dare un contributo attivo quando veniva richiesto. Il mio motto è “Non basta non fare del male, bisogna fare del bene”. Sono sempre stata una persona attiva socialmente, sono sempre stata convinta che con il giusto impegno, determinazione e dedizione i risultati si raggiungono ma si ha bisogno di fare gruppo, da soli non si costruisce nulla. Fratelli d’Italia mi ha dato l’opportunità di dare un nuovo significato al mio impegno entrando in una grande famiglia che si è sempre mossa con coerenza, lealtà e coraggio. Roma Capitale deve rinascere, deve tornare a risplendere e deve diventare un esempio di buon governo”.

 Hai fondato il “Comitato art. 34 genitori per la scuola” che si batte soprattutto per la massima sorveglianza sui minori in fase Covid. Raccontaci.

“Il Comitato nasce circa un anno fa dall’esigenza di tutelare mio figlio e i suoi amici da una gestione schizofrenica che stavano subendo a causa di un governo, tanto quello centrale quanto quello regionale, che li metteva nel tritacarne delle loro contese politiche che nulla avevano a che vedere con la ricerca del benessere e della protezione dei giovani”.

  Cosa pensi del green pass e delle limitazioni fortissime che stanno subendo i nostri diritti e le nostre libertà? Come vedi le politiche del governo in atto ormai da mesi?

“Il green pass è uno strumento politico e non uno strumento sanitario. Lo considero un palliativo per cercare di nascondere le grandi inadempienze rispetto ai nodi strutturali dei trasporti e della scuola. Come ha detto il professor Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani, non possiamo uscire di casa con caffè e vaccino per sempre. Dobbiamo aumentare i trasporti dedicati esclusivamente alle scuole, installare impianti di sanificazione ambientale, ingrandire i plessi scolastici per ridurre il numero degli alunni per classe e poter aver maggiore distanziamento, ed inoltre fornire sia le scuole che le famiglie di tamponi salivari gratuiti. Senza considerare che i monoclonali di seconda generazione stanno dando eccellenti risultati e possono essere somministrati via intramuscolo anche a casa da un infermiere. Dobbiamo tornare ad una nuova normalità nel rispetto di tutte le posizioni. Guardare ai fatti da una prospettiva differente dalla maggioranza non può essere la molla per dividere la società in buoni e cattivi”.

 Nelle ultime settimane hai fatto anche una denuncia ufficiale ai carabinieri di Roma contro l’Istituto Superiore di Sanità evidenziando una pratica di disinformazione sul suo sito. Pensi che i linguaggi pubblici stiano particolarmente soffrendo in questa fase di paure per la nostra incolumità?

“Mi sono laureata in Scienze della comunicazione e ho editato con la mia famiglia un quotidiano indipendente a tiratura nazionale, conosco bene il potere del linguaggio e quanto “gli esperti” possano usarlo nel bene quanto nel male, e non ho potuto esimermi dal fare quella denuncia dopo aver evidenziato quella che preferisco chiamare “superficialita’” da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Infatti nella sezione Fake News parlavano di sperimentazione terminata cosa non affatto vera; infatti dopo pochissimo la pagina venne rettificata”.

 Ti stai occupando anche di decoro urbano. Nei giorni scorsi hai segnalato in alcuni punti di Roma la presenza di carcasse decomposte di animali non rimosse, in una città che vive ormai l’emergenza cinghiali…

“E’ stato veramente frustante continuare a sentire che dalle forze dell’ordine come dai funzionari del municipio, così come dall’Ama e dalla ASL, nessuno sapesse di chi fosse la responsabilità dell’intervento per rimuovere il corpo dell’animale, che ormai era in uno stato di putrefazione avanzato. In quel caso particolare, vicino c’è un asilo ed un parchetto, quindi dei bambini che giocano nei pressi, ma nemmeno questo ha smosso la situazione. Come possiamo noi adulti chiedere a loro di mantenere le distanze e aumentare l’igiene delle loro manine se poi li facciamo vivere in un ambiente puzzolente e poco salubre? Siamo un grande paradosso e un grande fallimento per loro”.

 Come immagini la Roma dell’immediato futuro, dopo la tornata elettorale, e quali sono le priorità che aspettano secondo te i prossimi eletti al campidoglio?

“La visione è quella di una Roma che ritorni ad essere capitale della bellezza e della cultura, un esempio del vivere sano nel rispetto dei bisogni dei suoi cittadini. Una città pulita e decorosa che sappia esaltare il suo patrimonio artistico quanto quello del suo meraviglioso verde senza tralasciare la qualità e l’efficienza dei trasporti e dei servizi. Dare ampie deleghe di decentramento amministrativo ai municipi in rispetto del principio di sussidiarietà sarà un ulteriore passaggio essenziale così come il controllo di gestione. Vorrei creare un’unità operativa, composta da esperti, dedicata alla raccolta di fondi dai soggetti economici, anche internazionali, che operano sul territorio per sponsorizzare specifiche iniziative e bisogni, soprattutto nell’ambito delle agenzie educative”. (C.C.)

 

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