G20, LORENZO ZURINO : COMMERCIO ESTERO SIGNIFICA LOGISTICA, TRASPORTI, DOGANE. VIA I DAZI, BASTA EMBARGO RUSSIA, FERMIAMO LA SPECULAZIONE SUI CONTAINERS

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(MeridianaNotizie) Sorrento, 12 ottobre 2021 – Di seguito l’intervista a Lorenzo Zurino che parla alla nostra agenzia del Commercio Estero

Lorenzo Zurino, Presidente del Forum Italiano dell’Export, fondatore e Ceo di The One Company, tra le prime aziende italiane specializzate nel Commercio Estero di imprese Italiane. Ha ricevuto il prestigioso premio, mai dato ad una personalità under 35, dalla Fondazione italo-americana Niaf – National Italian American Foundation, per i successi conseguiti nel mercato americano, nonché nello Scientific Committee della John Cabot University – prestigiosa Università Americana, nel Master Export del Made in Italy.

Lorenzo Zurino, si sta svolgendo a Sorrento il G20 Commercio ed Innovation League. L’Export è veramente così importante per il nostro Paese?

“Non posso che esprimere innanzitutto l’orgoglio che, a fare da cornice, ad un così importante incontro internazionale, il G20, sia la città in cui sono nato: Sorrento, culla della cultura, con una finestra sul Mondo. In merito ai dati sviscerati dal Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che presiede il summit, invece, posso confermare che testimoniano l’uscita dalla crisi post pandemia da Covid-19. Nei primi 7 mesi, infatti, per l’Italia, l’Export raggiunge quota 300 miliardi di euro. Le esportazioni rappresentano infatti la vera chiave di volta del Pil italiano, ma è necessario che il suo andamento si attesti a un livello più omogeneo tra le varie regioni (il Nord è già ripartito, il Sud sta scaldando i motori). Per le esportazioni italiane si prevede una crescita dell’11,3%, che consentirà, entro la fine dell’anno, un pieno ritorno ai livelli pre-pandemia. Le vendite di beni Made in Italy si prevede raggiungano quota 482 miliardi di euro, per poi continuare ad aumentare del 5,4% nel 2022 e assestarsi su una crescita del 4%, in media, nel biennio successivo. Tale ritmo, superiore di quasi un punto percentuale al tasso medio pre-crisi (+3,1%, in media annua, tra 2012 e 2019), consentirà di raggiungere nel 2024 il valore di 550 miliardi di euro di esportazioni di beni.”

Dott Zurino, le tematiche trattate durante il Summit soddisfano le richieste del mercato attuale?

“I temi trattati sono sicuramente di rilievo ma, come ho ribadito in più occasioni, il nostro grande compito è quello di porre al centro dell’agenda del summit tre grandi focus: i dazi a zero, la logistica e la cancellazione dell’embargo alla Russia. Bisogna avere infatti il coraggio di avviare le giuste politiche per favorire nuovi scambi commerciali, senza timore di realizzarli anche a dazi zero. È obsoleto, e fuori contesto, infatti pagare dazi in un mondo, quello nuovo, post pandemico, dove ovunque si parla di ripresa, rilancio e ripartenza. Il dazio è una vera e propria tassa che nasce con l’esigenza, anni addietro, di garantire l’economia interna ai propri Paesi, ma tutto questo è in palese contraddizione con la nuova economia digitale, la nascita degli e-commerce che oramai arrivano ovunque ed a chiunque, senza alcun confine. Insomma in un’economia globale parlare di tasse sull’esportazione è un ossimoro alla parola “ripresa” e sa di economia ottocentesca. Altro tassello importante è
la logistica. Serve una buona rete di autorità portuali interconnesse ed organizzate ed un buon sistema doganale che aiuti l’imprenditore nei rapporti oltre confine. Sull’embargo alla Russia, invece, voglio solo sottolineare che, una decisione politica, sta costando al Made in Italy miliardi di euro, per non parlare di quanto stanno perdendo altri Paesi europei e non. È il momento, questo, dove le cose che ci uniscono devono esser più importanti di quelle che ci distinguono. Non è il periodo dei muri, ma quello dei ponti”.

Lorenzo Zurino, il nostro Paese, dal G20 sul Commercio, porterà a casa una vittoria?

“L’Italia, non soltanto con la Presidenza del G20 ma, anche grazie al PNRR, potrà dare un sostegno concreto alle imprese che vogliono incrementare la propria capacità di esportazione. Abbiamo pertanto una grande opportunità che non ci permette di commettere errori. La pandemia ha dimostrato, in tutti i settori, che c’è bisogno di competenza, rappresentata pienamente dal Presidente Draghi. Anche in materia di commercio estero si deve seguire la stessa direzione, così come già avvenuto con l’accordo siglato tra la Farnesina e il Forum Italiano dell’Export, sulla nascita di un vero e proprio gruppo di lavoro per la creazione della figura professionale dell’Export Manager. Attualmente però dei temi sopra elencati non si è parlato durante l’incontro. Non sarà inoltre sfuggito ad un occhio attento e vigile che il nostro Paese è oggetto di un attacco speculativo che colpisce nel cuore la nostra economia. Risulta quanto meno “strano”, che l’Italia, tra i primi Paesi esportatori al Mondo, paghi per esempio la “rata” di noleggio di un Container dal Porto di Napoli al Porto di New York 8000 dollari, quattro volte di più del Container che parte da Durban (Sudafrica) a New York e che quindi ne costa soltanto 2500.
Quando si parla di commercio estero, bisogna affrontare prima di tutto questi aspetti, perché sono queste le leve che poi consentono l’aumento delle nostre esportazioni!”

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