La Corale di Nettuno nei luoghi magici di Giuseppe Verdi

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(MeridianaNotizie) Nettuno, 26 ottobre 2021 – Il lungo viaggio in direzione dell’Emilia della nostra corale, avvenuto dal 22 al 24 ottobre 2021, si rivela essere sotto i migliori auspici. Il tempo, che sembrava, dover essere burrascoso, è invece mite e soleggiato. Nelle nebbie della bassa padana si snodano ampi campi e poderi, lunghi filari di alberi e chiese dagli alti campanili in mattoni: l’atmosfera è suggestiva! All’arrivo all’hotel, nei pressi di Fontanellato, ci accolgono anche gli odori e gli afrori della campagna. Sembra di essere in un film di Don Camillo e Don Peppone. Il giorno dopo la prima emozione: la casa di famiglia di Verdi a Roncole, dove il maestro nacque il 10 ottobre 1813. Un luogo semplice, forse modesto, ma non povero, dove il giovane artista aveva già una sua spinetta per suonare. Busseto sarà invece il centro della nostra giornata. La piccola cittadina ha dato i natali a tre grandi personaggi Verdi, Guareschi e la Tebaldi. Una breve sosta al Teatro Verdi dove abbiamo eseguito, in una bella atmosfera, il “Va Pensiero”, poi la casa nobiliare del benefattore e “padre” Antonio Barezzi che è ricca di testimonianze e memorie. Testi, quadri, libri, locandine e foto che ripercorrono la gloria di quel figlio adottivo al quale Barezzi concesse anche la mano della figlia Margherita. Breve l’unione sponsale, ma forte il legame tra suocero e genero, che non si spezzò mai. Il pomeriggio siamo accolti con grande affetto dalla comunità e dal parroco di San Bartolomeo sempre a Busseto. La nostra esibizione è molto apprezzata dal pubblico che ha tributato calorosi applausi. Quasi al tramonto una tappa indimenticabile, la bella tenuta di Sant’Agata, dove il maestro trovò una dimensione serena con la seconda moglie, la cantante Giuseppina Strepponi. Il parco è un orto botanico ricco di laghetti e alberi esotici come il Ginkgo Biloba e molti altri. Entriamo in villa e ci soffermiamo tra le stanze rimaste come allora, romantici abat-jour, letti a baldacchino e merletti: sembra di vedere rivivere i nostri due protagonisti. Originale il museo delle carrozze con un fantastico Landau. Il giorno successivo la passeggiata a Parma evidenzia le bellezze armoniche del romanico del Duomo e del Battistero di Benedetto Antelami, dove le corpose e solenni sculture dei mesi dell’anno, rivelano già il superamento del medio evo. La nostra gita all’insegna delle memorie verdiane si finisce con la ricca opulenza del Teatro Regio di Parma, dove sembra respirare un po’ del mondo del Ducato di Maria Teresa d’Austria. La sera, la hall dell’hotel diventa un teatro, dove io ed Antonio Boni recitiamo un mio breve testo su Giuseppina e Giuseppe che evidenzia la figura di questa straordinaria e appassionata donna che si divide tra l’amore per Verdi e la politica del tempo. La maestra Elisa Park ha condotto con arte e perizia le nostre esibizione musicali con la collaborazione di Francesco De Felice al flauto. Tutta l’esperienza è stata guidata sapientemente da chi si è prodigato per la riuscita del viaggio. Un ringraziamento particolare al presidente Antonio Simeoni, l’organizzatore Bruno Andolfi, il superiore dei passionisti, Pasquale Gravante che ci ha sostenuto con l’assistenza religiosa. Una bella esperienza per tutti nella quale non sono mancati momenti di allegria, gioco e ironia. Una menzione speciale per l’hotel “Tre Pozzi” dove i sapori e i piaceri della cucina emiliana, del buon cibo e del buon vino, hanno fatto da contrappunto ai piaceri spirituali e musicali.

Alessandra C.

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