Apicoltura. Un prezioso lavoro che tutela la biodiversità

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Apicoltura. Un prezioso lavoro che tutela la biodiversità

Per Lorenzo Siboldi, fondatore dell’Azienda Apistica Api d’Oro: “Il lavoro svolto dagli apicoltori è indispensabile per la salvaguardia delle api e per il supporto nella realizzazione dei prodotti dell’alveare

(Meridiana Notizie) Roma, 12 novembre 2021 – La regolazione dell’impollinazione è un aspetto essenziale per mantenere gli ecosistemi sani e resilienti. In tal senso, gli organismi animali impollinatori, svolgono un ruolo centrale comportandosi da inconsapevoli vettori per l’impollinazione e la successiva fecondazione dell’ovulo dei fiori. Secondo le stime della Commissione europea, il contributo agricolo degli impollinatori all’economia dell’UE si aggira intorno ai 10-15 miliardi di euro.

Negli ultimi decenni, tuttavia, si è riscontrata una progressiva e allarmante diminuzione degli impollinatori in termini di presenza e diversità nel continente europeo. “Se non interveniamo sui motivi alla base del declino degli impollinatori selvatici e non agiamo d’urgenza per fermarlo – ha dichiarato Virginijus Sinkevičius Commissario dell’UE per l’Ambiente – noi e le future generazioni pagheremo un prezzo veramente alto”. Ne parliamo con Lorenzo Siboldi, apicoltore, nonchè fondatore dell’Azienda Apistica Api d’Oro.

Quale funzione rivestono gli apicoltori nella tutela della biodiversità?

“Il lavoro svolto dagli apicoltori appare indispensabile, oggi più che mai considerato che le malattie arrivate in Europa dai paesi orientali hanno messo a dura prova la sopravvivenza in natura degli impollinatori. Secondo uno studio tedesco, le popolazioni di insetti volanti sono diminuite di oltre il 75% in soli 27 anni e molte specie sono a rischio per diversi fattori, fra i quali l’utilizzo dei pesticidi, i cambiamenti climatici e la presenza di parassiti importati da varie parti del mondo. In tal senso, l’intervento degli apicoltori è essenziale sia per la salvaguardia e la protezione delle api, sia per il supporto nella raccolta, nella lavorazione e nella realizzazione dei prodotti dell’alveare. Teniamo presente che l’ape è un animale che esiste già prima dei dinosauri ma da circa 50 anni non riesce a sopravvivere autonomamente in natura a causa di problematiche provocate dall’uomo. Si ritiene, infatti, che senza la tutela degli apicoltori che la proteggono, l’ape morirebbe nell’arco di pochi mesi.”

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede molte risorse per il rilancio dell’agricoltura e la tutela dell’ambiente. Quale importanza assumono i cosiddetti investimenti ‘green’ per lo sviluppo del settore apistico?

“Si tratta di investimenti necessari perchè proprio il settore dell’agricoltura e dell’apicoltura stanno risentendo particolarmente degli enormi cambiamenti climatici e, di conseguenza, hanno bisogno di fondi a supporto delle filiere. Occorrono soprattutto programmi che tutelino gli spazi dove le api vanno a bottinare, ovvero a raccogliere il nettare dalle varie fioriture. Gli strumenti europei a salvaguardia degli impollinatori e della biodiversità rappresentano, pertanto, un’occasione preziosa che va colta e utilizzata in maniera virtuosa. Penso alle misure di carattere sociale, ambientale ed economico nell’ambito della ‘Politica Agricola Comune’ (PAC) proposte dalla Commissione europea per il periodo 2021-2027, e, in particolare, al progetto europeo ‘Life Programme’, il principale strumento finanziario dell’Unione Europea per la tutela dell’ambiente e l’azione per il clima, che per il periodo 2021-2027 prevede un aumento del budget del 60% a 5,45 miliardi di euro. Va ricordato, inoltre, il progetto europeo ‘Natura 2000’, diretto a garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario e che, fra le aree protette del nostro Paese, individua anche determinate zone del Parco di Veio alle porte di Roma dove si trova, peraltro, la sede stanziale delle nostre postazioni.”

Quali condizioni è necessario rispettare perché un’impresa sia realmente ecosostenibile?

 “Per quanto riguarda il settore apistico è importante che l’apicoltura venga realizzata con metodi naturali sostenibili, usando trattamenti con prodotti biologici e, soprattutto, valutando attentamente la scelta delle postazioni. Se, come avviene nel nostro caso, un’azienda fa anche del nomadismo cioè sposta le arnie con le famiglie in base alle varie fioriture nel periodo dell’anno e nella zona di maggior interesse, è opportuno studiare il più possibile il raggio di bottinatura, ovvero l’area dove le api vanno a raccogliere il nettare della fioritura, affinchè sia priva di colture intensive che facciano uso di pesticidi e di sostanze nocive. Il tasso di mortalità particolarmente basso riscontrato sulle famiglie è indice del fatto che la scelta della postazione è stata avveduta”.

 Quali motivazioni spingono a diventare apicoltore fino a dare vita ad un’azienda?

“Inizialmente la prospettiva era quella di una produzione per autoconsumo. Alla base c’è sicuramente la passione per la natura incontaminata, l’interesse per il mondo degli apicoltori e la salvaguardia degli impollinatori. Come ha rilevato il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, inoltre, è fondamentale proseguire e migliorare le azioni a tutela degli insetti impollinatori, dai quali dipende oltre il 70% della produzione agricola per la nostra alimentazione, e di monitoraggio dell’habitat. Con la nostra azienda siamo presenti in una zona a nord di Roma dove si trovano molti terreni che possono essere utilizzati con strategie di protezione e tutela della biodiversità su larga scala, di conseguenza, abbiamo scelto di puntare sulla valorizzazione dei millefiori, una tipologia di miele che esalta le eccellenze del territorio. In base alla postazione e al periodo dell’anno, verrà fuori un miele di volta in volta differente con sfumature di gusto diverse. Un’avventura iniziata per passione personale e nata quasi per caso è diventata un’azienda agricola a conduzione familiare che ha a cuore la genuinità dei prodotti e che sta regalando molte soddisfazioni.”

(A cura di Raffaele Natalucci)

 

 

 

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