CAPODANNO ALLE TERME DI CHIANCIANO CON MONTEPULCIANO, SARTEANO, SAN CASCIANO DEI BAGNI E MONTALCINO

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Foto: Federico Guberti

CAPODANNO ALLE TERME DI CHIANCIANO CON MONTEPULCIANO, SARTEANO, SAN CASCIANO DEI BAGNI E MONTALCINO

(MeridianaNotizie) Chianciano Terme, 29 dicembre 2021 – Chianciano Terme, città toscana nota in Italia e all’estero per le proprietà benefiche delle sue acque, è l’appuntamento per queste festività natalizie per ritrovare le energie in vista del nuovo anno ma anche per scoprire i segreti della Val di Chiana e della Val d’Orcia.
Oggi, queste acque si stanno rivelando utili nel post Covid-19 grazie al loro effetto antibatterico, antinfiammatorio e di rafforzamento del sistema immunitario. Possono migliorare i sintomi del Long Covid come stress, infiammazione e disturbi gastrointestinali.
Sono ben quattro le fonti utilizzate a Chianciano Terme .
Per le “cure idropiniche”: l’Acqua Santa e l’Acqua Fucoli. La prima,da bere al mattino a digiuno, ha effetti depurativi, detossinanti, stimolanti sul metabolismo e aiuta chi soffre di patologie del fegato e delle vie biliari. La Fucoli migliora l’attività di bile e intestino.
L’Acqua Santissima è invece usata nelle Terme Sillene per inalazioni e terapie che aiutano in caso di malesseri delle vie respiratorie. Infine l’acqua delle Piscine Termali Theia: scenografia e benessere.
Ritrovare la salute, la forma fisica e nel contempo regalare qualche giorno di vacanza è l’invito della città senese che oltre alle bellezze paesaggistiche e ai reperti archeologici etruschi si pone in prima linea nel progetto “Insieme oltre il Covid” della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli.
“La riabilitazione termale nel post covid può contribuire al benessere generale attraverso un’alimentazione sana secondo una modalità educativa dedicata ai principi della dieta a km zero e della biodinamica” ha precisato, nel recente incontro di Chianciano, il Prof. Antonio Gasbarrini Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Gastroenterologia al Policlinico Agostino Gemelli di Roma.
“I centri termali possono contribuire sicuramente nella strategia terapeutica post-covid migliorando la sintomatologia, lo stress, l’infiammazione ed i disturbi gastrointestinali, insieme ad una sana alimentazione e all’esercizio fisico”: ha continuato il Prof. Francesco Landi Direttore Uoc di Medicina Interna Geriatrica Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Nuovo Day hospital Post Covid. “Un rilancio del settore termale nella riabilitazione attraverso anche corsi di specializzazione sul termalismo sanitario” ha auspicato il Prof. Pietro Fiore, Simfer, ordinario di medicina fisica e riabilitativa Università degli Studi di Foggia, Direttore Uoc riabilitazione Neurologica 1 e ICS Maugeri IRCCS Bari. Per i sintomi del Log Covid legati ai dolori osteo-artro-muscolari, è infatti risolutiva l’idrokinesiterapia, tecnica fisioterapica che utilizza l’acqua termale Sillene come strumento terapeutico per attivare i processi metabolici, migliorare i movimenti muscolari e ridurre il dolore. Le sedute di ginnastica effettuate in acqua termale acquistano un decisivo valore aggiunto come puntualizzato dal Dott. Gianpiero Cozzi Lepri e dalla Dott.ssa Silvia Barrucco, medici termali dello Stabilimento Sillene di Chianciano Infatti per i disturbi del sistema gastroenterico, le cure idropiniche come dell’Acqua Santa e dell’Acqua Fucoli rappresentano un formidabile strumento detox per fegato e intestino, mentre per i problemi respiratori le cure inalatorie con l’acqua Termale Santissima sono indicate per le difese immunitarie e per l’elevato potere antiallergico.
“Nel trattamento della riabilitazione post Covid abbiamo aderito ai bandi dell’INAIL per la definizione di protocolli e percorsi da dedicare agli assistiti INAIL”: ha sottolineato Carloalberto Martellozzo, Amministratore delegato Terme Chianciano, annunciando anche lo sviluppo internazionale del Polo termale Italycare con Federterme e ICE.
Del resto la nuova proprietà delle Terme di Chianciano ha sposato appieno le istanze innovative dell’azienda sul connubio tra Terme e Salute, e cercherà in futuro di renderle ancora più integrate e fruibili nel panorama nazionale di accesso alle cure per tutti gli Italiani.
Riguardo alla promozione, Mauro della Lena, Direttore generale di Terme di Chianciano, ha aggiunto che “oltre la particolare attenzione generata del Bonus terme sono pronte nuove iniziative auspicando anche una rinnovata collaborazione con il settore sanitario che non può prescindere da una comunicazione innovativa ed integrata con il territorio che punti prima di tutto alla formazione”.
A chiudere l’incontro il Sindaco di Chianciano Terme Andrea Marchetti, con il progetto della riconversione alberghiera e l’ospitalità legata al mondo sportivo, al network con gli altri borghi toscani della Val di Chiana e Val D’Orcia ma sempre con un occhio all’estero grazie anche a Festival Internazionali come Italia in the World, dedicato al docufilm italiano nel mondo in onda su Rai Cinema.
“La sinergia con i vicini comuni- ha puntualizzato il primo cittadino – dovrà divenire fondamentale in un processo di internazionalizzazione anche con la riconversione alberghiera promuovendo strutture legate all’open air e differenziate in base alle risorse del territorio. Basta pensare ai circuiti di piste ciclabili per prevedere la possibilità di nuovi hotel destinati al cicloturismo o offrire una collaborazione ricettiva ai comuni meno fortunati nell’accoglienza turistica, senza tralasciare l’eventualità di strutture per la convalescenza da Long Covid”.
A tale proposito Chianciano Terme fa registrare una importante capienza alberghiera di più livelli con circa 8.000 posti letto, sostenuta dalla presenza di tour operator professionali e specializzati nell’incoming.
La posizione, tra la Val di Chiana e Val D’Orcia, rendono da sempre Chianciano Terme una destinazione turistica internazionale completa soprattutto per le virtu’ terapeutiche delle fonti e delle piscine, in cerca di nuovi pubblici, più attenti al benessere naturale e all’archeologia termale.
Un turismo del benessere, dunque, che coinvolge tutto il territorio, perfetto per la destagionalizzazione proprio perché si rivolge a target differenziati sensibili al benessere attivo “Bike e Terme”, all’enogastronomia, allo slow tourism ed oggi sempre più attento all’archeoturismo termale grazie ai recenti scavi di Sarteano e San Casciano dei Bagni. Senza dimenticare il Museo Etrusco di Chianciano Terme, considerato fra i musei più suggestivi e completi che illustra, articolato su quattro piani di un vecchio
granaio -compreso un piano interrato scavato nella sabbia-  gli aspetti della vita quotidiana e della morte degli antichi abitanti della Toscana: arredi funerari, tombe principesche, lo scenografico frontone del Tempio dei Fucoli e la più importante collezione al mondo di canopi etruschi, vasi cinerari in forma umana.

Nel 900 Chianciano vive l’epoca d’oro delle terme. Tra il 1914 e il 1938 si registra infatti un forte sviluppo della domanda termale e nel 1928 si inaugura lo Stabilimento dell’Acqua Santa, ristrutturato nel 1958 con il Salone Nervi, progettato da Luigi Nervi nel 1952.
Viene poi scelta come meta di vacanze da Luigi Pirandello, mentre negli anni ’60 la cittadina termale ispira Federico Fellini per il film 8 e ½.
Usciti da Chianciano Terme, non ci si può non soffermare ai borghi di Sarteano, Montepulciano, San Casciano dei Bagni continuando in un viaggio tra natura e storia fino a Montalcino.
Prima sosta nella necropoli delle Pianacce a Sarteano, dove si può visitare (con guida, previo appuntamento e mascherina PP2) la “Tomba della Quadriga Infernale”, del IV secolo a. C rinvenuta nel 2003.  Una discesa di 5 metri scavata nel travertino, dove si è circondati dalle meraviglie dipinte sulla parete di un’attualità impressionante.
La ricostruzione della tomba, insieme a reperti di altre necropoli etrusche del territorio dal IX al I sec. a. C, si trova al Museo Civico Archeologico di Sarteano, nel cinquecentesco Palazzo Gabrielli. Questo borgo conserva vere chicche come la sala d’Arte Beccafumi nell’ex chiesa di San Martino, con 30 pezzi di arte sacra, e il Museo “Presepi dal Mondo” con circa 400 pezzi che vengono esposti a rotazione.
Si prosegue per San Casciano dei Bagni con i nuovi scavi del “Bagno Grande: un complesso termale legato a un santuario che fu etrusco e poi romano.
Nel luogo sono state trovate 2.500 monete antiche, immagini votive, bronzetti come il putto ritrovato nell’agosto 2021 nella vasca, raffigurante un bambino. Nel V° secolo il santuario venne smantellato e colonne e altari adagiati a chiuderlo. I misteri sono ancora molti e c’è ancora molto da scoprire in questo sito, ma anche nelle aree circostanti tutte percorse da vene d’acqua termale.
La vicina medioevale Montepulciano invita a una passeggiata fra le antiche botteghe di mosaici, rame, ceramiche, vetri e ceramiche. A Montepulciano la fortezza ospita il Castello di Babbo Natale, e nelle quattro chiese – San Biagio, Sant’Agostino, Santissimo Nome di Gesù e la Cattedrale – non possono mancare presepi antichi.
E nel cuore del Paese visitiamo la monumentale cantina De’ Ricci una vera “cattedrale del vino” voluta dalla famiglia nel 1150.  Palazzo Ricci fu commissionato dal cardinale Giovanni Ricci nel 1534 al miglior architetto sulla piazza, il senese Baldassarre Peruzzi, e fu finito di costruire nel 1562. Attualmente la proprietà è della famiglia Trabalzi, già legata alla famiglia Ricci e della quale porta avanti le tradizioni. E’ suddivisa in tre navate longitudinali dove imponenti pilastri (mt. 6,70) sorreggono la cantina che ricorda una Cattedrale Romano-Gotica. Le caratteristiche consentono di mantenere il vino ad una temperatura e umidità costante ideale per tutto l’anno in enormi botti di Rovere di Slavonia dove riposa il Vino Nobile di Montepulciano.

Nel video Enrico Trabalcini, dominus della Cantina De’ Ricci

Altra realtà ma sempre all’insegna di vini pregiati è quella della cantina storica nella Tenuta Col D’Orcia a Montalcino, del Conte Francesco Marone Cinzano uno dei produttori storici di Montalcino. La Tenuta risale al 1890, come Fattoria di Sant’Angelo in Colle, poi la proprietà fu divisa e la parte chiamata Col d’Orcia nel 1973 fu venduta alla famiglia Cinzano.
La prima medaglia d’oro arrivò nel 1975. Dal 2010 Col d’Orcia è l’azienda biologica più grande della Toscana. “Ogni vite è un individuo”afferma il conte Francesco Marone Cinzano descrivendo la ricerca biodinamica e l’azienda intorno alla quale gravitano oltre 60 famiglie.

Nel video il Conte Francesco Marone Cinzano, proprietario della Tenuta Col D’Orcia

 

Foto e Video a cura di Federico Guberti

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