“Indipendenza energetica e sviluppo sostenibile” al centro dell’incontro promosso dall’UGL sul caro bollette

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“Indipendenza energetica e sviluppo sostenibile” al centro dell’incontro promosso dall’UGL sul caro bollette

 

Spazio alle Associazioni di categoria secondo cui l’incremento del costo energetico potrebbe mettere a rischio la ripresa del Paese 

(MeridianaNotizie) Roma, 18 gennaio 2022 – “Indipendenza energetica e sviluppo sostenibile. Eolico, Fotovoltaico, Idroelettrico, Gas Naturale” è questo il tema dell’evento promosso dall’UGL, che si è tenuto a Roma, per porre l’attenzione sull’aumento dei costi energetici e sull’importanza di nuovi investimenti per garantire l’indipendenza energetica e la tutela dell’industria nazionale.

 

Per Massimiliano Burelli, CEO di AST: “La situazione per noi è particolarmente complessa. Abbiamo visto una crescita dei prezzi difficile da gestire considerando che operiamo in un mercato globale. E’ fondamentale potenziare la produzione di energia a livello nazionale. Nel nostro caso specifico stiamo lavorando per ottimizzare i consumi e ci affidiamo al supporto del Governo e della comunità internazionale per mettere in campo una politica in grado di garantire l’indipendenza energetica”.

 

Secondo Federico Barilli, Direttore Generale Federazione Gomma e Plastica (Confindustria): “L’industria della plastica sta risentendo in maniera significativa dell’incremento dei costi energetici. Il settore di recente è stato al centro di alcune iniziative legislative a livello italiano ed europeo che sembrano ispirate ad una logica punitiva. In questo quadro, inevitabilmente l’impatto sui margini operativi delle aziende è molto forte. E’ chiaro che il rischio di ricadute sull’occupazione è reale e occorre tenerne conto”.

 

Per Serena Facello, Responsabile Relazioni Industriali Assovetro (Confindustria): “I nostri forni hanno un ciclo di vita di 15 anni, che non si può interrompere, il nostro imprenditore quindi o produce in perdita o chiude. Stiamo parlando di sopravvivenza dell’industria manifatturiera Italiana. Basti pensare che per l’industria del vetro l’energia costituisce il 30% dei costi di produzione. Siamo passati dal pagare 220 milioni a 1,2 miliardo per il gas. Sono quindi due le strade per rimanere sul mercato: rivedere i propri listini di vendita oppure accettare di ridurre i margini, ma vuol dire produrre in perdita”.

 

L’industria della carta vale 7 miliardi di euro e se consideriamo tutta la filiera arriviamo a 22 miliardi. I rincari dell’energia possono mettere in crisi l’industria della carta. C’è un’emergenza forte, urgono delle misure immediate per le aziende manifatturiere che utilizzano gas. Il rischio è quello di mettere in crisi la manifattura, forse anche la libertà di stampa”. Ha spiegato Massimo Medugno, Direttore Generale Assocarta (Confindustria).

 

Per Armando Cafiero, Direttore Generale Confindustria Ceramica: “Il settore della ceramica esporta oltre l’80% e si sta vivendo una situazione paradossale. Ora abbiamo ordinativi a livelli mai visti e i nostri devono rifiutare gli ordini. La ceramica vale 7 miliardi di euro e la realtà distrettuale si va molto allargare. Se venisse a mancare la ceramica sarebbe veramente un disastro. Il rischio è quello di perdere quote di mercato a livello internazionale”.

 

Per Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL “l’incremento del costo energetico è una minaccia che rischia di compromettere seriamente la ripresa del Paese con riflessi drammatici sulle famiglie e sulle imprese. Preoccupa, inoltre, l’impatto sui prezzi e sui costi di produzione della cosiddetta ‘greenflation’, ossia l’incremento dei prezzi causato dalle politiche eccessivamente green. È fondamentale – ha rilevato Capone – aprire un dibattito senza veti ideologici sulle strategie che occorre attuare per garantire l’indipendenza energetica dell’Italia. Come UGL, chiediamo la convocazione di un tavolo di confronto fra Governo e parti sociali per discutere di transizione energetica, utilizzo di fonti alternative come il gas, nucleare di nuova generazione, idrogeno e CCS (Capture Storage CO2). In questa fase più che mai – ha concluso Capone – è centrale il ruolo degli investimenti in ricerca e sviluppo per superare le criticità del sistema industriale nazionale e delle imprese energivore. L’obiettivo è quello di prevenire possibili stop produttivi che avrebbero riflessi occupazionali allarmanti”.

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