Roma, Giornata Antimolestie proposta al CONI dall’Osservatorio Nazionale

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POLICY “OSSERVATORIO ANTIMOLESTIE” con CONI – ODG – Consigliera di Fiducia RAI

Gli apprezzamenti del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Valentina Vezzali

Gli Auspici dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Carla Garlatti

(MeridianaNotizie) Roma, 25 gennaio 2022 – “Grazie all’Osservatorio Nazionale Antimolestie si sta creando una coscienza, nel mondo sportivo, che condanna gli autori di molestie, abusi e violenze. Come Dipartimento dello Sport stiamo lavorando ad una Policy fondata sui codici e sulla comunicazione etica individuando i referenti territoriali presso ogni organismo sportivo”.

Questo il saluto del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Valentina Vezzali in apertura del Convegno “Molestie e codici etici” organizzato da O.N.A.-Osservatorio Nazionale Antimolestie, al Salone d’Onore del Coni, per fare il punto sulle Commissioni Antimolestie avviate nel settore sportivo.

“La molestia è un tema sociale occorre fare prevenzione e promuovere la cultura del rispetto e della comunicazione etica per evitare violazioni e reati in ogni settore”. Ha precisato il Prefetto Ugo Taucer, Procuratore Generale dello Sport- Coni.  “Oggi ci sono gli anticorpi per reagire e fare prevenzione dando maggiore fiducia allo sport”.

Soddisfazione per i risultati raggiunti dall’Osservatorio, in soli due anni, è stata espressa dalla Presidente Patrizia Angelini: “Siamo grate al Prefetto Ugo Taucer e alla Procura Generale del Coni per averci accolto il 17.12.2019. Oggi siamo un modello di Buone Pratiche in tema di Safeguarding Policy e l’O.N.A, con le sue Commissioni Antimolestie, viene considerato agente attivo di cambiamento”.

ll progetto dell’Osservatorio e delle Commissioni Antimolestie nasce nel 2017 in un momento in cui si doveva rispondere alle denunce di abusi in diversi settori dalla scuola, al lavoro passando per lo sport. L’articolazione capillare e territoriale delle Commissioni antimolestie non fa distinzione di sesso, di età o categorie. Il CTS presente all’interno di ogni Commissione, è rappresentato da un’equipe multidisciplinare.

Dunque, come ricordato dalla Sottosegretario Vezzali, il rispetto delle regole, la redazione di nuovi decaloghi sono le basi della nuova Policy dell’Osservatorio, oggi sul tavolo tecnico del Dip. Sport della PDCM.

Il codice etico è il primo strumento di prevenzione, così come il linguaggio attraverso la Comunicazione Etica.

Strumenti che devono essere condivisi e sottoscritti dai destinatari delle Buone pratiche.

Una comunicazione che deve cogliere il valore sociale dello sport e trasmetterlo alla comunità. Per questo l’Osservatorio ha proposto nel corso dell’incontro la formazione per i giornalisti così come corsi di giornalismo sportivo sociale rivolto agli studenti-atleti.

A tal proposito il Presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli ha precisato come: “Chi si nutre di linguaggi di odio può facilmente varcare la soglia che separa la sfera verbale da quella reale. Per questo Il dialogo ed il confronto nella comunicazione, con il pubblico, tenendo sempre alta la guardia su ogni forma di discriminazione, non vuol dire ingabbiare il linguaggio ma evitare qualsiasi appiglio a quanti riversano nel linguaggio pulsioni di violenza”. 

E che ci sia bisogno di una nuova “didattica dei sentimenti”, ne è più che convinto il Prof. Maurizio Lozzi, consigliere regionale dell’Ordine dei Giornalisti  del Lazio, Conscom “E’ importante  rallentare i ritmi di relazione e soprattutto educare a favorire, nei gruppi sociali, l’assenza del desiderio di nuocere. Nel mondo giornalistico diventa sempre più necessario promuovere una comunicazione positiva”.  

Lo sport è una palestra di vita. Da 15 anni il comitato tecnico scientifico dell’O.N.A. collabora con il servizio scolastico al fianco degli olimpionici per combattere il bullismo, le diseguaglianze e le difficoltà di apprendimento come la dislessia.

Da cinque anni l’attenzione si è concentrata sulla prevenzione iniziando nel settore sportivo attraverso la redazione di nuovi codici etici rivolti all’atleta, alla famiglia e all’istruttore perché la molestia è l’anticamera di ogni violenza verbale, psicologica, fisica che bisogna denunciare.

” La democrazia ha gli anticorpi: la costituzione, la legge e la giustizia”: così l’avvocato Vincenzo Iacovino a proposito dell’extrema ratio sul sistema sanzionatorio e disciplinare nel mondo del lavoro. “Troppe persone sbagliate-ha poi precisato Iacovino- occupano posti sbagliati che rischiano di inquinare il sistema democratico. Bisogna sempre denunciare ogni abuso per garantire il rispetto delle regole. La legalità e’ la linfa per una sana convivenza civile in ogni ambito sociale”.

E sul settore lavoro si è espressa anche la Consigliera di Fiducia della Rai Giorgia Ortu La Barbera, figura che offre supporto alle vittime di molestie, discriminazioni, affiancandole nella fase di denuncia e segnalazione, nel rispetto delle norme di comportamento e garantendone la massima riservatezza: ll cambiamento nei comportamenti e nella cultura è lento, ed è fondamentale l’azione sinergica di diversi attori, su diversi livelli come in questo incontro in cui tanti punti di vista diversi sono accomunati dallo stesso valore del rispetto”.

Ma il rispetto comincia dai minori come, nel saluto rivolto alla stampa, ha ricordato Carla Garlatti-Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, con le raccomandazioni al Consiglio Naz. dell’Ordine dei Giornalisti ed alla FNSI, in ordine alla nuova Carta di Treviso: “Prevedendo corsi di formazione specifica per i giornalisti così come per gli allenatori. In questa direzione va pure il protocollo firmato con la sottosegretaria Vezzali per attivare la formazione di tecnici e operatori sulla Convenzione di N.Y, sulla tutela dei minori e la parità di genere”.

Prevenire, dunque, le molestie attraverso codici, comunicazione e formazione etica.

Ma cosa si intende esattamente per molestie lo ha spiegato la Prof.ssa Simonetta Costanzo psicoanalista-criminologa dell’Univ. Calabria (CS) e membro del CTS dell’ONA: “Auspichiamo di poter mettere in opera tale Policy per il bene degli istituti, il benessere degli individui e per la funzione educativa sociale. Per molestie intendiamo tutte le sensazioni sgradevoli di tormento, pena, disagio, fastidio e irritazione provocate da persone o cose che possono produrre turbamento del benessere fisico o della tranquillità spirituale di un essere umano. Per questo motivo L’Osservatorio ha realizzato un Decalogo/Codice Etico che ha lo scopo di prevenire ed individuare tutte le difficoltà interpersonali che si manifestano all’insegna delle molestie e dell’aggressività. È rivolto agli istituti (famiglia, scuola, sport, lavoro, associazioni) e a tutte quelle persone che entrano in relazione tra loro e possono perciò sviluppare rapporti di potere e non rapporti empatici di collaborazione e comunione reciproca.

Rappresenta un nuovo linguaggio che deve stimolare nuove consapevolezze. Il principio è quello di stimolare la collaborazione tra famiglia, scuola, ambito associativo/ricreativo e sport nei soggetti minori per evitare atti di violenza e prepotenza (anche cyberbullismo); evitare che gli adulti agiscano il razzismo, lo stalking, il mobbing, il femminicidio, la violenza sugli anziani e sui disabili, la violenza sul WEB e quant’altro, fino al terrorismo e alla guerra”.

Sul nuovo linguaggio della Comunicazione Etica si è espressa anche la Dott.ssa Giovanna Bellini, neurologa-criminologa dell’Univ. Pisa – La Sapienza Rm e membro del CTS dell’ONA: “Partire dall’ambito sportivo ha un significato molto più importante tanto più le vittime sono minorenni e tanto più praticare sport rappresenta un fatto sociale ed educativo per soggetti in età evolutiva. Scriveva Marcel Mauss, Antropologo. Essenziale è agire contemporaneamente nel diffondere decaloghi comportamentali e soprattutto etica, sia di comportamento che di linguaggio, sociale e mediatico, poiché il linguaggio è performativo: è una dimensione fondamentale della cultura ed ha il potere di produrre le cose che dice (Austin, 1962; Cavarero – Restaino, 2002).

Il Cts del nostro Osservatorio è multidisciplinare, composto da esperti in violenza interpersonale. Lavoriamo alla stesura di decaloghi organizzativo-comportamentali specifici che permettano di percepire segnali di allarme in ogni ambito, lavorativo, sportivo, scolastico, accademico. Una guida per datori di lavoro, insegnanti e istruttori sportivi sia per cercare di evitare l’instaurarsi di condotte di molestia a vario livello, sia per cogliere i segnali di disagio più precocemente possibile ove questi si fossero instaurati.

I decaloghi sono anche indirizzati alle potenziali vittime, lavoratori, alunni, giovani atleti, affinché comprendano meccanismi disfunzionali, i propri diritti, l’importanza della condivisione dei timori o dei disagi con una figura competente per interrompere l’agito molesto o per denunciare formalmente la violenza. E’ importante far passare il messaggio che gli ambiti, così come gli attori, molestatori e vittime, sono multiformi e che l’evoluzione della molestia subita, così come il danno biologico, patrimoniale o sociale che ne deriva, dipendono dall’interazione dei singoli fattori tra loro che determina la singolarità di ogni caso. Pertanto la specializzazione dei professionisti impegnati a vari livelli permette di contestualizzare ciascuna storia, sebbene nasca da caratteristiche di criminodinamica e vittimologia comuni. Sentiamo quindi la necessità di una sempre maggiore specializzazione delle figure di riferimento per le vittime e pertanto la necessità di decaloghi in continua evoluzione, così come in evoluzione sono i parametri culturali e delle società. Allo stesso tempo però, come neurologa e criminologa, ritengo fondamentale non rincorrere gli eventi per porre soluzioni secondarie, concentrandosi esclusivamente sull’identificazione e punizione del reo, ma precedere il danno ed indirizzare un trend culturale atto alla limitazione dell’innesco di certi meccanismi di violenza, che configurano il gaslighting, lo straining, il mobbing, lo stalking fino alla molestia sessuale ed abuso o lo stupro. La vittima generalmente non condivide le sofferenze anche esistenziali, patite, con nessuno, lasciando libera di girare una roulette russa che può condurla all’isolamento, all’allontanamento dall’ambiente in cui opera il molestatore o peggio verso esiti infausti come l’omicidio o il suicidio”. 

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