Il Cammino di Santiago, la storia di un viaggio straordinario

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Il Cammino di Santiago, la storia di un viaggio straordinario

 Il romanzo di Paulo Coelho trae origine dal pellegrinaggio compiuto di persona nel 1986, un’esperienza narrata attraverso immagini simboliche che segna profondamente lo scrittore brasiliano

(MeridianaNotizie) Roma, 31 gennaio 2022 – Il Cammino di Santiago è il titolo del primo libro scritto da Paulo Coelho, una delle sue opere più conosciute che ha contribuito a ridare notorietà alla Rotta Giacobea, il percorso lungo quasi 800 kilometri che, sin dal Medioevo, i pellegrini compiono dai Pirenei fino alla Cattedrale di Santiago de Compostela, dov’è situata la tomba attribuita all’apostolo San Giacomo.

All’interno del libro, il lettore non troverà soltanto l’indicazione di luoghi emblematici del pellegrinaggio ma il racconto evocativo, fortemente simbolico e a tratti fiabesco di un viaggio interiore in cui l’autore riporta la sua esperienza personale di pellegrino alla ricerca della spada, ossia di una nuova consapevolezza.

Centrale, lungo l’intero percorso, il ruolo della guida Petrus, che indurrà Paulo a servirsi dell’“Immaginazione creatrice” per compiere scalate apparentemente impossibili, trascorrere notti all’addiaccio in balìa delle paure più profonde, fino a sperimentare la sua stessa morte e rinascita. Come Don Juan per Castaneda o Virgilio per Dante, Petrus incarna la figura del maestro, per il quale “insegnare significa mostrare che è possibile”, mentre apprendere vuol dire “rendere realizzabile per sé stesso”.

La prova più importante per il viaggiatore è l’incontro con il suo lato più oscuro, il “buon combattimento” con il cosiddetto “demonio personale”, il quale, secondo Petrus, è “lì per provare la nostra volontà, la nostra destrezza con la spada”. Un messaggero “posto nelle nostre vite – e noi nella sua – con un proposito che deve essere realizzato”.

Una visione che per molti versi sembra divergere dalla tradizionale contrapposizione fra bene e male presente nelle dottrine religiose. Eppure, nei momenti più difficili del Cammino, il protagonista si spinge oltre, arrivando ad assimilare la forza del suo nemico per portarla ad un’ottava superiore e trasmutarla, sperimentando così il potere dell’“Agape che divora”, l’amore incondizionato che “avvolge il mondo”.

Il viaggio porterà Paulo, partito con l’intento di acquisire il potere della spada ed accedere a misteri riservati a pochi eletti, a vivere esperienze tra il visionario e il surreale, a rendersi conto che “lo straordinario risiede nel cammino delle persone comuni” e a scoprire che il segreto sta nel percorso che conduce alla conoscenza di sè.

(A cura di Raffaele Natalucci)

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