ROMA, ASSOTUTELA: “SPAZI OCCUPATI, MOROSITÀ E COMUNE SILENTE”

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“Un anno fa la ex sindaca Raggi annunciava sui social di aver superato la delibera 140 del 2015, un atto che aveva l’intento di regolamentare la presenza di associazioni di base, che a vario titolo, utilizzavano locali del patrimonio pubblico comunale senza regolare contratto”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Maritato che spiega: “Dopo numerose giravolte, proteste, manifestazioni e prese di posizione contro un iniziale atteggiamento rigorista dell’allora sindaca, la stessa in campagna elettorale veniva folgorata sulla via di Damasco – racconta il presidente – e ritrattava tutto quanto aveva sostenuto negli anni precedenti. Si era appellata, durante il suo mandato, alla legalità tanto cara al M5s, secondo casi e soggetti. Aveva preteso, tra le proteste dei centri sociali e similari, che si corrispondesse un canone adeguato o, almeno un canone, visto che molte di queste vantano morosità stratosferiche. Poi la svolta, in prossimità del voto: i gruppi che utilizzavano il patrimonio pubblico furono considerati suoi detentori in via provvisoria, riconoscendo il valore sociale dell’attività degli occupanti, elemento contestabile in molti casi”. Maritato arriva alla situazione attuale: “Oggi è subentrata una nuova amministrazione ma, come nella migliore tradizione, siamo al nulla di fatto, sebbene la giunta Gualtieri non si discosti dall’impegno a riconoscere il valore sociale degli spazi. Per quanto ci risulta – insiste Maritato – le lettere di richieste di arretrati calcolati sul valore commerciale continuano ad essere inviate, invano, alle associazioni. Ė ora che il problema si risolva. Non è tollerabile lo sperpero di larga parte del patrimonio romano, nell’ignavia delle istituzioni, quando potrebbe costituire valore aggiunto per la Capitale”.

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