I “venti” di guerra dall’Ucraina porteranno ulteriori disagi economici in Europa

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Mentre il Presidente Draghi dichiara pubblicamente che il 31 marzo finirà lo stato di emergenza sanitaria, all’orizzonte un’altra minaccia incombe: la guerra in Ucraina 

– articolo di Massimo Catalucci

www.massimocatalucci.it

(Meridiananotizie) Russia, 24 febbraio 2022 – Quanto sta accadendo nel continente Europeo non può non far riemergere  ricordi che avremmo voluto far rimanere solo nella nostra memoria, proprio per evitare che si ripetessero possibili conflitti mondiali che, invece, stando alle immagini e notizie che ci giungono dalla Russia, ci fanno temere che tutto possa ripetersi.

Questa non vuole essere una visione pessimistica ma se confrontiamo quanto accaduto nel cuore dell’Europa nell’ultimo conflitto mondiale dove, tutto iniziò per un’apparente rivendicazione della Germania Nazista dei territori a lei appartenenti quali l’Austria e la Cecoslovacchia e nei quali intervenne con il pretesto di “liberare” dall’oppressione e dalle privazioni cui erano sottoposte le popolazioni tedesche residenti nei confini di quelle aree geografiche, non può non metterci un po’ di ansia addosso se messo, con tutte le dovute cautele, in relazione con i “venti di guerra” che ci giungono dall’Ucraina.

Era fine settembre del 1938 quando la Germania Nazista riuscì a riunire in casa propria a Monaco e a convincere, i leader di Francia, Gran Bretagana e Italia, nel concedergli il permesso di annettere al proprio Stato i Sudeti, residenti tedeschi in territori di confine Austriaco e Cecoslovacco. Gli Stati Europei concessero alla Germania Nazista il permesso di annettere alla propria Nazione i territori da quest’ultima rivendicati, col fine di scongiurare un conflitto che, come sappiamo, si concretizzò ugualmente coinvolgendo l’intera popolazione mondiale. Questa fu la prefazione di un brutto capitolo della storia umana: l’inizio della seconda guerra mondiale.

Ed ora sono in molti a pensare che il conflitto in atto non sarà breve ma ci si prospettano ulteriori periodi di forti restrizioni e se come speriamo tutti, non scoppierà un conflitto mondiale con le stesse modalità con cui si combatté nel periodo compreso tra il  1939 e il 1945, lo scenario che si prospetta creerà, comunque,  ripercussioni economiche che coinvolgeranno l’intera popolazione mondiale perché il conflitto si baserà, principalmente, su privazioni e sanzioni inflitte da una parte all’altra.

Intanto, giungono immagini e notizie dall’Ucraina, riguardo la “fuga” di molti residenti dai territori oggetto del conflitto in atto.

E in questo quadro scioccante che fa pensare ad un’ulteriore tragedia per l’umanità, già devastata da due anni di pandemia, l’Italia ha da perdere molto (le borse già parlano chiaro). Le forti restrizioni che già sono state adottate dal Governo, perché ritenute dallo stesso necessarie, nel tentativo di arginare la diffusione del Covid-19, hanno gettato e stanno gettando nella povertà sempre più, molti italiani, per effetto di un potere d’acquisto delle Famiglie arrivato sotto la soglia di sopravvivenza, senza pensare alle tante aziende che hanno già chiuso e molte altre che si apprestano a chiudere.

Nel frattempo, come era inevitabile accadesse, in un comunicato stampa di questa mattina emanato dal Governo italiano, si legge la condanna di quest’ultimo nei confronti della Russia per la sua decisione di attaccare i territori Ucraini.

Il Governo italiano condanna l’attacco della Russia all’Ucraina. È ingiustificato e ingiustificabile.dichiara il Presidente del Consiglio dei Ministri, Draghi, che aggiunge – L’Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della Nato per rispondere immediatamente, con unità e determinazione“.

Poco più tardi, un’altro comunicato stampa proveniente dalla Cina, esprime la posizione di quest’ultima nei confronti del conflitto in atto e appare come incentivante al dialogo tra “tutte le parti” che invita, altresì, “a un esercizio di contenimento, evitando che la situazione vada fuori controllo“.

Questa guerra è anche stata da molti già definita un conflitto tra le democrazie e una dittatura. Sappiamo anche che la Nato non può intervenire, perché l’Ucraina non è un Paese membro e se lo facesse verrebbe meno ai patti internazionali. Ma come suddetto, ciò non significa che, quanto sta accadendo in Ucraina non coinvolga l’intera popolazione mondiale, tutt’altro e questo per effetto degli scambi economici tra un continente e l’altro, soprattutto, in termine di risorse di primaria importanza.

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