3 marzo 2022, Giornata Mondiale dell’Udito. Parla il prof. Lino Di Rienzo Businco

50

“Oltre il 6.1% della popolazione mondiale ha una riduzione dell’udito che incide sulla qualità della vita, si stima che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone (ovvero 1 su 10) avrà una perdita uditiva con importante disabilità sociale”.

Il 3 marzo 2022 ricorre nel mondo il World Hearing Day, la Giornata mondiale dell’udito, istituita per richiamare la consapevolezza e l’attenzione di tutta la popolazione e i governi mondiali sull’importanza dell’udito e della prevenzione dei relativi danni dell’orecchio per adulti e bambini.

-Professore, quale sarà il tema centrale di questa Giornata Mondiale?

“La Giornata Mondiale dell’Udito 2022 – sottolinea il Prof. Lino Di Rienzo Businco, Otorinolaringoiatra e Audiologo, Istituto di Medicina dello Sport, Sport e Salute – Roma- che avrà per tema “To hear for life, listen with care!” (se vuoi sentire per tutta la vita, ascolta con cura) si concentrerà sull’importanza e sui mezzi della prevenzione della perdita dell’udito attraverso un ascolto sicuro. L’OMS ha invitato i governi, i partner industriali e la società civile a sensibilizzare e implementare standard nella vita quotidiana lavorativa e ludica, che assicurino e promuovano un ascolto sicuro secondo rigidi criteri scientifici audiologici capaci di gestire ogni situazione di potenziale Rischio di danno uditivo (smartphone, lettori musicali, industria, ambienti cittadini, palestre, mezzi pubblici, luoghi di aggregazione)”.

-Un problema sociale, dunque, professore?

Certamente si. Nel 2021, l’OMS ha diramato il rapporto mondiale sull’udito che ha evidenziato il numero crescente di persone che soffrono di ipoacusia già conclamata e moltissime altre ad elevato rischio di perdita dell’udito. Controllare il rumore e mitigare l’esposizione a suoni forti impulsivi o ripetuti nell’arco della giornata rappresenta il principale obiettivo da mettere in pratica negli ambienti di lavoro o di aggregazione.

-C’è sempre più gente che sente di meno?

Oltre il 6.1% della popolazione mondiale, circa 466 milioni di persone, ha una riduzione dell’udito che incide sulla qualità della vita e si stima che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone (ovvero 1 su 10) avrà una perdita uditiva con importante disabilità sociale.

-Altro tema di grande attualità resta quello degli acufeni, è vero?

Nessuno lo immagina, ma gli Acufeni, che spesso sono associati alla perdita uditiva, colpiscono circa il 20% della popolazione mondiale; 44 milioni di persone negli USA e oltre 10 milioni in Italia sono affette dai fastidiosi ronzii, sibili e rumori dell’orecchio, che raggiungono una forma gravemente disabilitante in oltre 2 milioni di persone solo in Italia.  La prevenzione in più della metà di tutti i casi di ipoacusia sarebbe in grado di intercettare l’evoluzione della malattia e della perdita uditiva con acufeni, e questo è possibile introducendo e promuovendo misure di sanità pubblica e campagne di informazione e sensibilizzazione al problema del danno uditivo.

-Si può parlare di cause reali legate a queste patologie?

Nel nostro Paese l’ipoacusia riguarda una persona su tre (tra gli over 65) e il dato più allarmante riguarda il crescente numero di teen-ager under-18 che soffrono di un danno uditivo anche con acufeni in maniera stabile e non reversibile. Questo a motivo della sovraesposizione sonora specie nei più giovani e dalla mancanza di periodi di riposo sonoro. Anche gli errati stili di vita e la scarsa attenzione alla corretta alimentazione e manutenzione delle vie respiratorie (il naso è direttamente collegato alla salute e ossigenazione dell’orecchio!) sono tra le principali cause del danno uditivo di giovani e adulti.

-Come se ne esce? Che consigli darebbe lei?

Mentre è comune il controllo della vista come misura autonoma o inserita nei programmi di screening, solo il 31% della popolazione ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, e addirittura il 54% non l’ha mai fatto in tutta la vita, seppure esposti anche in modo inconsapevole per motivi professionali a fattori di rischio. Solo il 25% di coloro che potrebbero averne beneficio utilizza l’apparecchio acustico, nonostante l’87% di chi ne fa uso dichiari migliorata la propria qualità di vita. Non sono pienamente conosciute le possibilità offerte dalle nuove tecnologie per l’udito di migliorare la qualità della vita e dell’ascolto delle persone affette da ipoacusia, anche con la connettività ai moderni mezzi di comunicazione e della vita quotidiana (cellulari, auto, TV, smart-home, audiovideo).

-Servono a qualcosa appuntamenti come questo?

Non ho nessun dubbio. Occasioni ideali come quella della giornata open day del 4 marzo p.v. offerta dal Presidente della Lazio Padel dr. Loris Festa e da tutta la Polisportiva Lazio con il Presidente Antonio Buccioni presso il Circolo Canottieri Lazio di Roma, consentono di veicolare importanti temi di prevenzione e salute pubblica attraverso il mondo dello Sport, sin dall’età più giovane quando i danni uditivi sono ancora reversibili. Venite a vedere quello che facciamo e quello che diciamo, e vi convincerete da soli del ruolo fondamentale della nostra medicina.

 

Articolo precedentePer la prima volta Frascati ospita il Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico
Articolo successivoMorto sul lavoro a Nemi. Paolo Capone, Leader UGL: “Basta stragi sul lavoro. Necessario un tavolo nazionale”