Ardea, Cofano-Sarrecchia (Fdi) su degrado e divieto balneazione: il turismo al centro del nostro programma elettorale

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(MeridianaNotizie) Ardea, 7 giugno 2022  – Giovedì 21 maggio è stata emanata dal Comune di Ardea un’ordinanza in cui si dispone, per tutta la stagione balneare del 2022, il divieto di balneazione su circa 4 km di costa su 9 che si trovano nel Comune.

Un provvedimento che negli anni si ripete per tutta la stagione estiva e che nessuno rispetta. Una decisione, presa a “salvaguardia dell’igiene e della salute pubblica”, come si legge nel documento, resa necessaria a seguito delle indagini di monitoraggio realizzate da Arpa Lazio, Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio che hanno rivelato valori di inquinamento fuori dalla norma.

“A causa di questo divieto la stagione estiva è stata nuovamente compromessa – dichiarano Antonella Cofano e Davide Sarrecchia, candidati al consiglio comunale di Ardea con Fratelli d’Italia – a farne le spese, ancora una volta, un intero settore, quello turistico insieme a tanti cittadini. Tutto questo è inaccettabile. Capiamo le difficoltà di un territorio abbandonato a se stesso per anni, ma è arrivata l’ora di intervenire e prendere provvedimenti urgenti a salvaguardia del territorio e della prossima stagione”.

Tante le zone a rischio, come la foce del Rio Torto e quella del Fosso Grande dove l’Arpa ha manifestato la presenza di degrado e inquinamento che spesso, supera i limiti imposti dalle norme. Un divieto che costantemente si ripete negli anni senza che nessuno riesca ad intervenire.

“C’e anche chi pesca telline e si fa il bagno in queste zone – continuano Cofano e Sarrecchia – chiudere gli occhi e fare finta che non sia successo niente non è la reazione giusta. Mancano controlli ma anche tanta informazione. Il Comune, in questo ha gravi responsabilità”.

Quest’anno le telline, nella zona, sono state declassate da “A” a “B” a causa del superamento dei limiti di “e coli”, ovvero dei batteri contenuti nell’acqua, che risulta inquinata pertanto devono essere inviate al “centro depurazione molluschi” o in un centro di stabulazione per essere depurate prima di poter essere consumate. L’uso umano, prima di questo trattamento, è vietato, in quanto può portare conseguenze anche gravi.

“Molti bagnanti ma anche tanti stranieri abusivi, proseguono a pescare e a venderle tra un ombrellone e l’altro – concludono Cofano e Sarrecchia – il rispetto delle regole non esiste. Se le regole ci sono, devono essere rispettate e tutto questo deve partire da chi amministra l’ente comunale. Necessario quindi un cambiamento immediato, per valorizzare e riqualificare un territorio che purtroppo, negli anni, è diventato terra di nessuno”.

* articolo redazionale a pagamento

 

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