Letteratura, Roma sostiene il Premio Strega

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(MeridianaNotizie) Roma, 2 agosto 2022 – Roma consolida il suo storico legame con l’organizzazione del Premio Strega. Il Comune capitolino, con delibera di pochi giorni fa, ha stanziato un contributo straordinario di 50 mila euro annui per il triennio 2023-2025, a sostegno dell’evento.

Il contributo andrà alla Fondazione dedicata a Maria e Goffredo Bellonci, scrittrice la prima, critico letterario il secondo. Maria Bellonci racconta che l’idea di dare vita al premio Strega nacque nel gruppo degli Amici della domenica, composto da giornalisti, scrittori e artisti che iniziarono a riunirsi la domenica per affrontare insieme quel periodo di dolore e di incertezza che era la Seconda Guerra Mondiale. Nell’intento di contribuire nell’Italia del primo dopoguerra alla rinascita culturale del Paese, da quelle riunioni, il 17 febbraio 1947, fu annunciato il Premio Strega, grazie al mecenatismo di Guido Alberti. Per questo, venne dato all’evento il nome del liquore prodotto dall’azienda di famiglia.

La Fondazione, che svolge un’intensa attività di diffusione della letteratura italiana contemporanea, specialmente nelle scuole, fu istituita da Anna Maria Rimoaldi nel 1986 ed è stata presieduta prima da Antonio Maccanico e poi da Tullio De Mauro. Attuali presidente e direttore, rispettivamente dal 2017 e dal 2013, sono Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi. Ogni anno gli Amici della domenica, un corpo elettorale di quattrocento persone appartenenti a diversi ambiti della cultura italiana, si riuniscono per scegliere in due successive votazioni il vincitore: la prima, intorno alla metà di giugno e la seconda nella prima settimana di luglio, a Roma, presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

La manifestazione, fino dai suoi albori ci svela i sentimenti e pensieri letterari degli italiani. I libri premiati raccontano la storia del nostro Paese, documentandone lingua, cambiamenti e tradizioni.

Il Premio Strega tramanda anche l’amore per il Paese e per la democrazia che animò i suoi ideatori, così ben racchiuso nelle parole di Maria Bellonci: “Già da tempo cominciavo a pensare ad un nostro premio, un premio che nessuno ancora avesse mai immaginato. L’idea di una giuria vasta e democratica che comprendesse tutti i nostri amici mi sembrava tornar bene per ogni verso; confermava il nuovo acquisto della democrazia.

di Debora Felici

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