Giuseppe Urbino (Segr. Nazionale Confsal Unsa Beni Culturali ): “Franceschini ritiri la circolare togli buoni pasto”

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“Smart Working, al Ministero della Cultura cancellati i buoni pasto da una circolare retroattiva.  Sale la protesta”.

 

“Nessun taglio ai buoni pasto dei dipendenti del Mibact che lavorano da casa”.

Dichiaravano ad aprile 2020 rispondendo  all’ANSA  dal ministero guidato dal ministro PD,  Dario Franceschini – il ministero di beni culturali e turismo continuerà ad erogare i buoni pasto, come ha sempre fatto e quindi anche ai dipendenti in smart working”

Ma oggi questi buoni propositi di Franceschini – afferma Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale, Confsal Unsa Beni Culturali – sono stati cancellati con una circolare addirittura retroattiva,  che dal 10 maggio in pratica abolisce il buono pasto a chi lavora in smart working sobbarcandosi spese di energia elettrica, connessione internet e usura del proprio computer (tutto questo non fornito dall’amministrazione come dovrebbe essere).

“La protesta è generale, anche se in attesa di essere formalizzata da qui a qualche giorno su veri e propri documenti sindacali, ma i dipendenti del Ministero della Cultura sono stanchi di quelle che chiamano” evidenti vessazioni” a scapito di chi lavora – aggiunge Urbino – cancellare i buoni pasto se si sta a casa a lavorare- dice- significa non riconoscere il lavoro a distanza, cosa che invece in questi ultimi due anni ha salvato il Paese e le strutture governative dal collasso.

Ma come si può arrivare a una decisione che potrebbe ledere il diritto fondamentale di ogni lavoratore?

Chi lavora da casa – dice ancora Giuseppe Urbino –  fa lo stesso lavoro di chi lavora in presenza, forse anche di più, ma allora perché mortificare ulteriormente queste donne e questi uomini che con il lavoro a distanza hanno dimostrato di poter lavorare con maggiore serenità e profitto.

Ma su questo tema – conclude il sindacalista della Confsal Unsa Beni  Culturali- faremo valere le ragioni del diritto contro ogni forma di prevaricazione illegittima perché noi stiamo dalla parte di chi lavora”

 

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