ELEZIONI POLITICHE 2022. A SINISTRA SI CERCANO ACCORDI DI COALIZIONE; A DESTRA SI FANNO PROGRAMMI PER L’ITALIA

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Nel caldo già torrido di questa estate, si scalda, ulteriormente, il “clima” della campagna elettorale

– articolo di Massimo Catalucci

www.massimocatalucci.it

(MeridianaNotizie) Ardea, 6 agosto 2022 – Il panorama politico si “infuoca”, andando di pari passo con il clima che in questo periodo del “sol leone”, rappresenta un’eccezione in fatto di temperature.

Eccezione come le prossime elezioni politiche che mai si sono tenute in autunno. E questa straordinarietà, obbliga politici e attivisti a fare campagna elettorale nei mesi che per antonomasia sono destinati alle ferie estive e dove tutto o quasi, in particolare ad agosto, si ferma, prima di rimettersi in moto in prossimità dell’autunno.

Invece, in questo mese e per gran parte del prossimo, assisteremo a comizi e propagande politiche anche in tutti quei siti estivi destinati alle vacanze.

L’arresa di Draghi era solo una questione di tempo. Troppo diversa la squadra che componeva la sua maggioranza di Governo per poter pensare che durasse fino alla fine della legislatura (2018/2023).

Ed ora, come è previsto dal nostro sistema politico, è iniziata la “girandola” dei colloqui tra i vari partiti per trovare la quadra di una possible coalizione.

L’idea folle nel 2018, del M5S di voler pensare che un solo partito, movimento, potesse da solo arrivare a vincere le elezioni, è naufragata come ben sappiamo, in una delusione totale e popolare. Così, dopo aver “sbattuto il muso“, come si suol dire, contro un sistema politico di cui si conoscevano già le regole, il M5S ha fallito anche nei tentativi, “responsabili”, come li ha definiti, di formare Governi con chi in precedenza aveva detto che non avrebbe mai governato: Lega e PD. Questo a dimostrazione, però, che il M5S una cosa l’ha imparata presto e velocemente, in politica puoi promettere tutto e rinnegare tutto quello che hai precedentemente detto.

Quindi, se il nostro sistema politico impone ai partiti e movimenti, necessariamente, di coalizzarsi tra loro per tentare di arrivare ad avere i numeri necessari che permettono di formare una maggioranza di Governo, dobbiamo ripartire da qui per fare un’analisi proiettata al prossimo futuro.

E nel nostro Paese, il quadro politico si presenta sempre con due coalizioni, centrodestra e centrosinistra, che si danno battaglia per conquistare più consensi possibili per aggiudicarsi con diritto la guida del Paese.

Il centrodestra e il centrosinistra  

Ma mentre nel centrodestra i giochi sembrano ormai fatti già da tempo, con Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia compatti nel trainare la loro coalizione nella quale potrebbero convergere altri cartelli politici (si veda ad esempio “Noi con L’Italia –  Maurizio lupi“), nel centrosinistra si può parlare, in termini di coalizione, di un “cantiere” ancora aperto, dove l’unico obiettivo di discussione “reale”, per formare un gruppo che aspiri ad essere maggioranza di Governo, appare solo quello di riunire tutte le forze che si riconoscono nel progetto capitanato da Letta, contro la coalizione di centrodestra.

E seppur tale “gioco” dovesse concretizzarsi per il PD e tutti gli altri che lo seguiranno, probabilmente, aver solo dedicato tempo per sconfiggere alle prossime elezioni il centrodestra, raggruppando ovunque possibile cartelli politici per avere la maggioranza dei voti, l’Italia si ritroverebbe come negli ultimi Governi che abbiamo avuto in questa legislatura, ovvero, con l’impossibilità di avere una maggioranza di Governo capace di amministrare il Paese per ovvie divergenze ideologiche e programmatiche, laddove esistano ancora.

Forse il centrosinistra, nel voler manifestare nei fatti il suo senso di “responsabilità” di Governo di cui parla e per cui cerca di addossare le disfatte del Governo Draghi a Forza Italia e Lega, farebbe bene a confrontarsi con il centrodestra davanti gli elettori con un programma politico ben definito o quanto meno già abbozzato e condiviso dalla sua coalizione.

E invece, assistiamo ad una campagna elettorale dove la sinistra demagogica, pur di conquistare qualche consenso, tende a stravolgere, quotidianamente, la realtà dei fatti;  tende a spostare l’attenzione dei cittadini su problematiche inesistenti e “fantasmi” che sono solo nel suo immaginario distorto da un “odio” verso chi, con merito si sta conquistando, a suon di consensi popolari, la ribalta del panorama politico nazionale e internazionale. Ci riferiamo soprattutto a Giorgia Meloni che con il suo partito, Fratelli d’Italia, inevitabilmente, ad oggi è il motore trainante del centrodestra e possibile prima donna candidata ad essere eletta come Premier nel nostro Paese.

Una campagna elettorale, quella del centrosinistra fondata sul tentativo di abbattere gli avversari politici richiamando l’attenzione dei potenziali elettori sul fatto che se dovesse vincere il centrodestra, ciò significherebbe esclusione sociale, negazione dei diritti e dei progressi sociali, la salute differenziata, la tolleranza all’evasione e “dulcis in fundo“, il solito “spauracchio” usato come “rafforzativo” in tutte le loro campagne elettorali: “il ritorno del fascismo e della dittatura”.

Di contro, il centrodestra è consapevole, a detta dei suoi Leader, degli attacchi che la controparte gli riserverà per tutta la campagna elettorale, con il tentativo di distorcere la realtà dei fatti quotidiani ma avendo già da tempo manifestato pubblicamente di essere una coalizione compatta, preferisce rispondere a tali provocazioni con un programma già, di massima scritto e condiviso e che vedrà la sua definizione entro il 14 agosto prossimo.

I punti principali del programma vedono un’Italia a pieno titolo parte dell’Europa, dell’Alleanza atlantica e dell’Occidente; l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e la piena attuazione della legge sul federalismo fiscale e Roma capitale; fisco equo, con l’estensione della Flat Tax per le partite Iva fino a 100.000 euro di fatturato; sostegno alla famiglia e alla natalità, la sicurezza e il contrasto all’immigrazione illegale, la tutela della salute, la difesa del lavoro e dell’economia reale, lo stato sociale e il sostegno ai bisognosi; sostituzione del reddito di cittadinanza con misure più efficaci; difesa del Made In Italy, ambiente, cultura, autosufficienza energetica; contrasto della pandemia (Covid-19) con la promozione di comportamenti virtuosi e adeguamenti strutturali, senza compressione delle libertà individuali secondo il principio del convincere per non costringere; realizzazione di infrastrutture con l’utilizzo appieno del PNRR (si veda la costruzione del ponte sullo stretto di Messina).

Sondaggi: a che punto siamo?

Al fine di dare una lettura più comprensibile di come si sta orientando il voto degli italiani, forniamo una serie di dati statistici, tratti dalle agenzie/società che si occupano di rilevarli, che evidenziano le percentuali su cui, attualmente, si sono posizionati i vari cartelli politici.

Sondaggi elettorali IPSOS

Partito Democratico 20,8%
Fratelli d’Italia 20%
Lega 15%
M5S 12,1%
Forza Italia 9,8%
Italexit 4%
Azione + Europa 3,8%
Insieme per il Futuro (Di Maio) 2,3%
Italia Viva 2,2%
Sinistra italiana 1,8%

Sondaggi elettorali Emg

Fratelli d’Italia 22,8%
Partito Democratico 22,3%
Lega 13,5%
M5S 10,2%
Forza Italia 8,2%
Azione 4,4%
Italia Viva (Renzi) 4,1%
Europa Verde 2,5%
Sinistra Italiana 2,3%

Sondaggi Supermedia YouTrend

Fratelli d’Italia 23,8%
PD 22,5%
Lega 13,4%
M5S 9,8%
Forza Italia 8,3%
Azione +Europa 4,9%
Sinistra Italiana/Verdi 4,2%
Insieme per il Futuro 2,6%
Italexit 2%

Sondaggi elettorali Demopolis

Fratelli d’Italia 23,5%
Partito Democratico 22,3%
Lega 14,2%
M5S 9,8%
Forza Italia 6,5%
Azione + Europa 3,9%

Sondaggi elettorali TECNÈ

Fratelli d’Italia 23,4%
Partito Democratico 23%
Lega 14,6%
M5S 9,4%
Forza Italia 10,6%
Azione + Europa 4,8%
Sinistra Italiana/Verdi 4,2%
Italia Viva 2,8%
Italexit 2,5%

Sondaggi elettorali SWG

Fratelli d’Italia 25%
PD 23,2%
Lega 12,4%
Movimento 5 Stelle 10,1%
Forza Italia 7,1%
Azione + Europa 6%
Sinistra Italiana/Verdi 3,6%
Italia Viva 2,9%
Italexit 2,8%

Sondaggi elettorali Euromedia

Fratelli d’Italia 23,8%
Partito Democratico 22,4%
Lega 14,5%
M5S 11,3%
Forza Italia 8,3%
Azione + Europa 4,8%
Italexit 2,6%
Italia Viva 2,3%
Verdi 1,8
Astenuti/indecisi 35,3%

La probabilità che nessuno ottenga la maggioranza!

In una partita politica/elettorale che vede nei sondaggi ad oggi raccolti, essere avanti il centrodestra, c’è la possibilità che il centrosinistra, come suddetto, possa colmare il divario attualmente esistente, raggruppando più forze nella sua coalizione per avere i voti utili per  contrastare l’ascesa di Meloni, Salvini e Berlusconi, per cui è possibile pensare anche ad uno scenario politico che riproponga quanto già visto in questa legislatura.

Nel caso in cui una delle due coalizioni non avesse i numeri per poter formare una maggioranza di Governo, si tornerebbe a pensare ad ulteriori alleanze politiche fuori dagli schemi ed alla nomina di profili alti di persone che dovrebbero guidare il Paese, costituendo una maggioranza di Governo con “accordi” tra forze politiche molto diverse tra loro. Questo, sicuramente, rappresenterebbe un passo indietro per la nostra politica.

 

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