Congedi di maternità, paternità e parentali, dal 13 agosto in vigore le norme del D.Lgs. 105/2022

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di Debora Felici

 

Dal 13 agosto 2022 è possibile fruire dei nuovi congedi di cui al D.Lgs. n. 105/2022, facendone richiesta al proprio datore di lavoro o al proprio committente, e con successiva regolarizzazione mediante presentazione della domanda telematica all’INPS. Lo rende noto lo stesso Istituto con il messaggio n. 3066 del 4 agosto.

Le nuove norme sono state introdotte dal decreto nella finalità di migliorare la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare per tutti i lavoratori che svolgono ruoli di cura come genitori o prestatori di assistenza, e nell’obiettivo della effettiva parità di genere sia sul lavoro che in famiglia.

Il decreto conferma il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni per il padre lavoratore dipendente, fruibili tra i due mesi precedenti e i cinque successivi al parto, anche in caso di nascita o morte perinatale del bambino e anche contemporaneamente al congedo di maternità della madre. Per tutta la durata del congedo obbligatorio è riconosciuta al padre lavoratore un’indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione. E’ prevista una sanzione amministrativa compresa tra i 516 e 2.582 euro per i datori di lavoro che ostacolano il godimento di tale diritto.

Il diritto all’indennità per congedo parentale è esteso dai sei aidodici anni d’età del bambino, con una diversa ripartizione dei periodi indennizzabili che, complessivamente, possono arrivare fino a un massimo di nove mesi. Il decreto conferma che i periodi di congedo parentale sono computati nell’anzianità di servizio e specifica che “non comportano riduzione di ferie, riposi, tredicesima mensilità o gratifica natalizia, ad eccezione degli eventuali emolumenti accessori connessi all’effettiva presenza in servizio”.

Il diritto all’indennità giornaliera per le lavoratrici autonome è esteso anche ai periodi antecedenti i due mesi prima del parto, in caso di “gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza”, accertate dalla ASL.

E’ prevista la priorità nella concessione del lavoro agile e del parttime anche in favore delle lavoratrici e dei lavoratori con figli fino ai dodici anni di età.

L’INPS sta adeguando le piattaforme telematiche alla nuova disciplina ed ha precisato che fornirà ulteriori istruzioni in una circolare di prossima emanazione.

 

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