Piero Angela e la divulgazione scientifica, tradurre dall’italiano all’italiano

85

di Debora Felici

Se ne va oggi uno dei volti più amati dagli italiani. Piero Angela: scienziato, protagonista della televisione italiana da quando negli ’80 furono trasmesse le prime puntate di “Quark” e del “Mondo di Quark”, con cui ha fatto conoscere a milioni di persone, grandi e piccoli, le meraviglie della natura attraverso i documentari che lui commentava per il pubblico. Basta chiudere gli occhi e ci sembradi sentire la meravigliosa aria musicale della suite n° 3 in re maggiore di Johann Sebastian Bach, che faceva da sigla a tanti programmi di Piero Angela. E la sua voce. Gentile, pacata, sempre appassionata.

Piero Angela, classe 1928, nasce a Torino e inizia la sua carriera giornalistica in Rai come cronista radiofonico, divenendo poi inviato e conduttore del Tg. Insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e nel 2021 del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ha pubblicato molti libri ed ha fatto della divulgazione scientifica la missione della sua vita professionale.

Ci piace ricordarlo con alcune sue parole, tratte proprio da “LE VIE DELLA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA”, XXI Secolo, 2009 (in https://www.treccani.it/).

Ci dice Piero Angela che divulgare contenuti scientifici complessi vuol dire “tradurre dall’italiano in italiano”. Citando i consigli che il biologo inglese Peter Brian Medawar dava ai suoi studenti, aggiunge: «evitate di far percorrere, ai vostri lettori, una distesa di vetri rotti a piedi nudi».

Grande è il valore della divulgazione, spiega Piero, soprattutto se si riflette che non è destinata soltanto a persone poco istruite. Tutti abbiamo bisogno di divulgazione perché occorre distinguere tra cultura e competenza. Ognuno di noi è competente nel proprio campo, ma non necessariamente in un altro. Perciò tutti abbiamo bisogno di divulgazione, quando vogliamo capire qualcosa che non conosciamo.

E tutto ha bisogno di divulgazione: anche l’arte, la musica. Sottolinea Angela che se gli elettori capissero un po’ più di economia, un Paese potrebbe forse funzionare meglio! E ci ricorda che l’eccessiva complessità del linguaggio tecnico, sebbene necessaria e utile per gli “addetti ai lavori”, può allontanare le persone dalla comprensione del messaggio che si intende trasmettere. Come nel caso delle tre schede per la consultazione sulle centrali nucleari, dove non era comprensibile la domanda referendaria perché veniva riportato solo il numero della legge da abolire con un linguaggio tortuoso e specialistico. Oppure come in taluni libretti di istruzioni di apparecchi elettronici di 50, a volte 100 pagine, che risultano quasi incomprensibili quando, con un linguaggio che nessuno mai utilizzerebbe quando parla, dicono «attivare il selettore di funzione» invece di dire semplicemente «premere il bottone rosso»!

Quanto sarebbe più efficace la trasmissione del messaggio se l’esperto o il tecnico che lo diffonde fosse anche un buon comunicatore, capace di mettersi dalla parte di chi riceve l’informazione, cioè il pubblico. E siccome questa cosa è piuttosto rara, sarebbe meglio delegare la comunicazione del messaggio tecnico o scientifico a un esperto in divulgazione.

Ci ricorda Piero Angela che, secondo i racconti del fisico Edoardo Amaldi, Enrico Fermi era un ottimo divulgatore, molto bravo nello spiegare le cose. Alla fine dell’esposizione chiedeva se fossechiaro ciò che aveva finito di illustrare. Di fronte alla risposta affermativa, riprendeva da capo la spiegazione, entrando nei dettagli, per approfondire i passaggi che aveva saltato. Secondo il nostro autore, per capire i dettagli bisogna prima aver afferrato l’insieme, bisogna aver ben chiaro il contesto, il concetto generalee soltanto a quel punto i dettagli vanno a collocarsi nei punti giusti e a integrarsi in uno schema mentale acquisito.

Come si fa ad “accendere il cervello” degli ascoltatori? Piero Angela ci fa notare che ad ognuno di noi restano impressi nella memoria i “fotogrammi” della vita che hanno creato forti emozioni. Per questo, se si vogliono “accendere” le emozioni in un lettore o in un telespettatore (e quindi interessarlo), è importante presentargli situazioni in cui egli possa immedesimarsi ed essere coinvolto.

L’umorismo è da sempre un compagno di strada dell’intelligenza, ed è proprio una di quelle “nobili emotività” che consentono di mantenere acceso l’interesse. Per questo Piero Angela, nella trasmissione televisiva Superquark, faceva spesso ricorso aicartoni animati realizzati dal disegnatore/creatore Bruno Bozzetto, per spiegare gli argomenti più difficili, in particolare quelli per i quali mancavano immagini perché riguardanti atomi, molecole, concetti astratti.

Ci raccomanda Piero Angela di non cedere all’abitudine di considerare separate la cultura letteraria da quella scientifica. La scienza è spesso strettamente connessa alla filosofia, perché cerca di rispondere ad alcune delle domande che si sono presentate nella storia della riflessione filosofica: come ha preso origine l’Universo, come è apparsa la vita sulla Terra, ecc. Il che vale ancora di più per quella che Angela definisce la “filosofia della tecnologia”. Per molti è difficile comprendere l’immenso ruolo che la tecnologia ha avuto nel cambiare radicalmente le società umane, in ogni campo (non solo quello industriale, o delle telecomunicazioni o della medicina). La liberazione degli uomini dall’analfabetismo o dalla miseria è il frutto del progresso scientifico e tecnologico che, incrementando le capacità di produrre cibo e oggetti attraverso le macchine, ha creatoabbondanza e ricchezza e permesso alla società di mandare a scuola i giovani fino a 16, 18 o 25 anni, anziché obbligarli a zappare tutta la vita nei campi.

Chiudiamo il nostro ricordo di Piero Angela citandone le bellissime parole sull’integrità scientifica: un principio del pensiero scientifico che richiede una totale onestà, una disponibilità totale. Quando si effettua un esperimento, bisogna riferire tutto ciò che potrebbe invalidarlo, e non soltanto quel che sembra corretto, nonché le altre cause che potrebbero originare gli stessi risultati. E, cosa assai importante, occorre fornire tutte le informazioni per aiutare gli altri a giudicare il valore del nostrocontributo; non si possono dare solo quelle che orientino in un determinato modo. Primo principio, quindi: non ingannare séstessi. Secondo, non cercare di ingannare nessun altro, che sia uno scienziato o meno.

Non perdere l’integrità, conservare la libertà di essere integri è l’augurio che ci fa Piero Angela, e che desideriamo portare con noi.

Articolo precedenteADDIO PIERO ANGELA, ALDO ONORATI:”IN MEZZO SECOLO DI AMICIZIA HO APPREZZATO IL FILOSOFO DELLA SCIENZA E IL SIGNORE D’ALTRI TEMPI CHE PIERO E’ STATO”
Articolo successivoFumo lento, ad Ardea l’8 e il 9 ottobre il primo Cigar Festival del Lazio organizzato da Slow Smoke Ardea