Selinunte, tra storia e mare. Gli scavi riportano alla luce l’agoràpiù grande del mondo

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di Debora Felici

Non saprei dire se colpisce maggiormente il panorama del mare che si vede dalla cima del parco archeologico di Selinunte o lo spettacolo delle antiche rovine che ti sovrastano mentre fai il bagno nelle acque cristalline di Marinella…

Selinunte è tutto questo, il fascino della storia millenaria e l’incanto del mare siciliano. Antica colonia greca fondata, secondo Diodoro, nel 628 a.C. da cittadini della siciliana Megara Hyblaea e da greci della madre patria molto probabilmente animati dal desiderio di aprire i loro commerci a nuove rotte mercantili. Un vero museo a cielo aperto, dove sono ben undici i templi finora individuati, disposti su tre colline che ci dicono quanto dovesse essere ricca la città. Alleata con Siracusa, Selinunte cadde nel 409 a.C. sotto l’assedio dei Cartaginesi, sbarcati in Sicilia con un esercito di 5.800 uomini al comando del generale Annibale Magone. Con l’assedio, cessò per sempre lo splendore della città.

La campagna di scavi guidata da Clemente Marconi ha riportato alla luce, a fine luglio, un’immensa agorà, estesa quasi 33 mila metri quadrati, la più grande del mondo antico. Agli scavi hanno lavorato insieme l’Institute of Fine Arts della New York University e l’Università degli Studi di Milano con la squadra dell’Istituto Archeologico Germanico.

Nell’Antiquarium del Parco sarà possibile vedere anche gli oggetti recentemente ritrovati dagli scavi all’interno del tempio R: la parte mancante di una matrice in pietra (la prima era stata trovata dieci anni fa a breve distanza) servita per la fusione di un oggetto in bronzo, probabilmente uno scettro. Si tratta, secondo gli studiosi,di un oggetto tanto prezioso da non dover essere replicato e per questo, subito dopo la fusione, le matrici sarebbero state seppellite in due luoghi diversi. E poi un amuleto a forma di falco, immagine del dio Horus realizzata in blu egizio, proveniente dall’Egitto della fine del VII sec. a C, e una piccola sirena in avorio, ritrovata in frammenti nel 2017 e ricostruita in questi mesi in laboratorio.

Resta il mistero sul perché l’agorà di Selinunte fosse così grande, circa due volte l’estensione di piazza del Popolo a Roma. Una piazza immensa, a forma di trapezio con al centro la tomba di Pammilo, il leggendario fondatore della città. Gli studiosi si domandano quale fosse lo scopo di quella che è, ad oggi, l’agoràpiù grande del mondo e della sua forma così particolare. Questo mistero accresce la bellezza di Selinunte, il parco archeologico più grande d’Europa, che ci invita a lasciarci affascinare dai suoi 270 ettari di natura e maestose rovine affacciate sul mare.

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