Carceri, Sappe: No “colpo di coda” del governo per la nomina di nuovi dirigenti generali al Dap

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(MeridianaNotizie) Roma, 27 settembre 2022 – ”Mi auguro che la Ministra della Giustizia Marta Cartabia non proceda a presentare, in uno degli ultimi Consigli dei Ministri del Governo Draghi, provvedimenti per la nomina, “in zona Cesarini”, di nuovi dirigenti generali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Al di là della dubbia opportunità, si tratterebbe della peggiore tradizione dei vecchi sistemi politici-partitici che contrasterebbe con lo spirito che ha animato il Governo Draghi fino ad oggi”.

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“E’ già successo in passato che alcuni Esecutivi, nell’ultimo Consiglio dei Ministri, hanno provveduto a nominare nuovi dirigenti generali nella Pubblica amministrazione come ultimo atto della attività al Dicastero. Questo spero e mi auguro che non si ripeta, anche per rispetto della volontà popolare che ha consegnato all’Italia una nuova maggioranza politica, un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo”,prosegue. Capece auspica infine un netto cambio di passo nelle politiche penitenziarie del Paese: Al nuovo Ministro della Giustizia che verrà (e, immagino, al nuovo Capo del Dipartimento, com’è nella logica dello spoil system, ossia la pratica politica per cui i vertici della Pubblica Amministrazione vengono sostituiti al momento dell’insediamento del nuovo governo) chiedo di avere quel coraggio che non hanno avuto i loro predecessori nel modificare l’insostenibile e pericolosa situazione delle carceri italiane”. E conclude: “Non si può continuare così: la tensione che si vive nelle carceri è costante e lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che ogni giorno, nelle galere d’Italia, sono le vittime di aggressioni, umiliazioni, improperi, ferimenti, risse e colluttazioni da parte della frangia violenta dei detenuti. Servonocon urgenza provvedimenti. E la via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere. Ora è dunque fondamentale prevedere un nuovo modello custodiale in carcere, non nuovi dirigenti generali al DAP”.

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